Non paghiamo un funerale

La sortita del falco di Berlino, Hans Weidman, e la richiesta dell'Eba, l'autorità di vigilanza bancaria europea, di far salire a 8,8 miliardi l'aumento di capitale per ricapitalizzare di Mps mira a far sembrare che il fondo di 20 miliardi che lo Stato italiano stanzia per gli intervento statali nel Montepaschi e nelle banche venete o altre in difficoltà non basti; e mira a generar la previsione che si debba applicare, prima o poi, per forza, la crudele legge sul bail-in che - creando gravi perdite ai risparmiatori che hanno investito in titoli delle banche o vi hanno depositi di oltre 100 milioni - renderebbe l'intero sistema bancario italiano vulnerabile.

Con le grandi banche tedesche private in difficoltà e quelle statali dei Laendern, Eba non è così esigente come per la dote di Mps. A parte ciò, il ragionamento per cui i 20 miliardi possono non bastare si regge su una premessa errata, cioè che si tratti di uno stanziamento di spesa finale. Ma si tratta d'un fondo di rotazione. L'intervento è temporaneo: la banca aiutata dallo Stato che ha l'obbligo di risanarla, va rivenduta sul mercato e se l'intervento è serio, lo Stato recupera i soldi anticipati, in parte anche a rate. È come la spesa statale per ospedalizzare un malato e operarlo. Se l'operazione lo risana, lui torna a casa e lo Stato rientra della spesa (aiuto statale preventivo). Diversamente, lo Stato paga il funerale e una pensione agli orfani con concorso dei risparmiatori (aiuto pubblico che fa scattare il bail-in).

Il decreto consiste di due parti. La prima prevede una garanzia di Stato per un massimo di tre anni a banche in crisi per l'emissione di prestiti, per ridar loro capacità di finanziamento. Lo Stato, in cambio della garanzia mette un pegno sulle azioni della banca garantita.

La seconda parte dispone che le obbligazioni subordinate di Mps convertite in azioni, per 3 emissioni vendute all'ingrosso, siano rimborsate al 75% del valore nominale, per una al 18%; e che le 7 emissioni al dettaglio sian convertite in azioni al valore pieno perché i piccoli risparmiatori potevano non sapere che compravano titoli bacati. Dunque chi gestirà il risanamento, sapendo che ci furono imbrogli, dovrà esser spietato, provvedendo ad azioni di recupero e a tagli.

La crisi di solvibilità di Mps andrà risolta in parte colla cessione a operatori finanziari dei suoi debiti insoluti coperti da buona garanzia perché dotate, come collaterali, di obbligazioni emesse con garanzia statale; ed in parte con la pulizia nella mala gestione e degli eccessi di sportelli di Mps. Dopo queste operazioni, il paziente tornato a vita privata può pagare il conto, anche perché ha diritto a un grosso bonus per la detrazione delle perdite subite, dalle imposte che dovrà pagare.

Commenti

gpl_srl@yahoo.it

Gio, 29/12/2016 - 09:21

evidentemente i calcoli a sinistra nessuno li sa fare e la differenza tra cinque e nove miliardi è e rimane piccola cosa soprattutto quando a pagare sono tutti gli italiani e non i soli responsabili!

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gian td5

Sab, 31/12/2016 - 14:03

Resto sempre contrario a "risarcire" gli investitori, se avessero guadagnato con le loro speculazioni mica avrebbero diviso con me i guadagni, per quale motivo i miei soldi devono finire a loro?