«La nostra passione? È nata su Ruzzle»

Pubblichiamo alcune delle molte mail giunte in redazione. Continuate a scrivere a letteredamore@ilgiornale.it

Lettera all'amata Angelina. Benedetto il giorno che ti ho incontrata. Nella città del mitico Fellini è scoccato il dardo dell'amore per sempre. Ci siamo guardati negli occhi, e quella scarica elettrica arrivata dal cielo, ha fuso i nostri corpi e le nostre anime, nel tempo e nello spazio. Ciao amore, ciao.

Giorgio Serafini

Tu che non avevi fretta ma attendevi l'amore, affidandoti al gioco del destino. Tu che insistevi a cercare il bello nel quotidiano, a coltivare la nostalgia dell'impossibile e a sperare nel fascino della favola inattesa. Tu che non smettevi mai di guardare il cielo e le sue perle. Tu che volevi essere te stessa e trattener le tue idee e rammentare la tua storia. Tu che coltivavi il senso del mistero e dell'attesa fin dalla nascita, nutrivi interesse per la vita e non volevi rispondere di no al tuo sentire. Tu che continuavi a rifuggire le vie facili, le emozioni rubate e i cuori disonesti. Tu che non t'abituavi mai troppo al moderno, non volevi rifare la realtà e solevi lasciare perdere quello che non sentivi tuo al modo in cui doveva esserlo. Tu che a lungo ho sognato, poi all'improvviso t'ho incontrata. Senza averti cercata. Tu che io trovavo bellissima. Tu, eri tu che, in un abitino a pois con le ballerine, quell'estate, suscitavi in me un'infinità di palpiti e sorrisi. Tu così elegante e graziosa con la coda. Tu, così piccina, sottile e preziosa con i begli occhi scuri, tu hai imparato con me che, anche i più dolci e teneri degli amori sono facilmente soggetti a difficoltà e attacchi, e possono andare lentamente scemando. L'amore e la durata – è certo e doloroso - non sono termini che ognora stanno insieme. La durata, imperocché così è scritto nelle segrete pagine del libro del futuro, nonostante i nostri prieghi, può essere breve. Troppo breve per dirlo a parole. Di rado l'amore è per sempre. Cosa questa la più difficile d'accettare per me come per qualunque mortale.

Il nostro amore è nato su ..ruzzle... Che cosa assurda uno stupido gioco del cellulare. Tre mesi fa per caso... avversario casuale... e sei comparso tu.!! Un amore bellissimo pieno di ?? e ? virtuali di paure e di confessioni. La mia vita con te è tutta lì. Nell'attesa di un dlin dlin, e d'un pallino nero sull'icona di ruzzle, li facciamo tutto: limoniamo, facciamo... l'amore...ci confidiamo. La Cosa assurda è che io ho più di sessant'anni, tu poco più di cinquanta. Ci conosceremo mai nel mondo reale amore mio..? Non lo so... per adesso un amore infinito e bellissimo.

Lettera firmata

Tanti anni fa, quando tu non appartenevi ancora alla mia vita, era di moda una canzone che io, Michele, Maurizio e Andrea, cantavamo accompagnati da un arpeggio di chitarra, era The End , La Fine; rammento ancora due o tre strofe in italiano: «alla fine dell'arcobaleno troverai una pentola d'oro. Alla fine del fiume l'acqua si fermerà... e poi continuava, fino a melodiare che tutte le cose belle o brutte, finiscono sempre, bene o male, prima o poi, ma c'è solo una cosa non finisce mai... e alla fine lo capirai anche tu cosa è. Perché ci piaceva questa canzone? Perché era bella, facile da suonare, perché era una canzonetta americana «very good» e perché il finale di tutte le canzoni di allora, era l'amore eterno, l'amore sofferto, l'amore ricambiato, l'amore ritrovato... l'amore, l'amore, l'amore sempre l'amore... Pensavo: ma cosa c'è di più bello che ammalarsi d'amore? Mamma mia se sono stato malato io! L'ho cercato da sempre intorno a me e provavo a vedere se c'era. Poi, quando meno te l'aspetti e sei distratto, eccolo che arriva! Ti trova, ti prende, ti butta giù e ti stringe forte in una presa a terra con le gambe al collo fino a farti mancare il respiro e sono le gambe di lei che ti fanno soffocare in un piacere infinito. E quando sei grande? Ah, io da grande non ci casco più... e invece... patapunfete ti arriva la mazzata fra capo e collo: la passione, la gelosia, l'ossessione! Hai capito allora, hai indovinato perché tutte le cose belle e brutte finiscono, bene o male, prima o poi ma solo una cosa non finisce mai? Sì ne sono certo e allora, se lo hai capito veramente, gridalo forte, urlalo con tutta la rabbia che hai dentro e sussurramelo con tutta la dolcezza della tua voce. Dai, convincimi, fammi capire cos'è che non finisce mai, dimmelo tanto bene fino a svegliarmi... fin quando ci sarai, io ricomincio a crederci, ricomincio a crederci, ricomincio a crederci… ripensando a te!

Alberto Augusto Costanzo