Nozze gay, il Parlamento Ue: "Sono diritto civile e umano". Eurodeputati del Pd divisi

La relazione approvata dal Parlamento Ue, ma la parte sui matrimoni gay spacca il Partito Democratico

Il Parlamento europeo ha invitato gli Stati e le istituzioni Ue a "contribuire ulteriormente alla riflessione perché quello dei matrimoni e delle unioni civili fra persone dello stesso sesso sia un tema di diritti politici, sociali e umani e civili". È quanto si legge nel rapporto sui diritti umani il cui relatore è l’eurodeputato italiano Pier Antonio Panzeri, approvato oggi dall’assemblea in sessione plenaria a Strasburgo.

Il passaggio sulle nozze gay compare al punto 162 della relazione annuale sui diritti umani e le democrazia nel mondo nel 2013 e sulla politica della Ue in materia. Il Parlamento europeo, si legge nella relazione, prende atto "della legalizzazione del matrimonio e delle unioni civili tra persone dello stesso sesso in un numero crescente di Paesi nel mondo, attualmente diciassette, incoraggia le istituzioni e gli Stati membri dell’Ue a contribuire ulteriormente alla riflessione sul riconoscimento del matrimonio o delle unioni civili tra persone dello stesso sesso in quanto questione politica, sociale e di diritti umani e civili".

Gli eurodeputati Pd Luigi Morgano e Damiano Zoffoli votano no al paragrafo sulla promozione delle unioni civili. Tra gli astenuti anche la capodelegazione Pd a Strasburgo Patrizia Toia e Caterina Chinnici. Silvia Costa, altra esponente dell’ala cattolica Pd, presente in aula non ha votato, approvando però la risoluzione finale sulla Relazione annuale sui diritti umani e la democrazia nel mondo firmata dal compagno di partito Antonio Panzeri. Il testo finale ha avuto anche il sì di Toia e Chinnici mentre Morgano e Zoffoli hanno ribadito il loro parere negativo. Divisioni anche nel centrodestra, con Giovanni La Via di Ncd e Herbert Dorfmann del Svp che hanno detto sì al passaggio sulle unioni civili, al pari del grosso del Ppe, mentre il resto delle delegazione popolare italiana votava contro. La Via ha poi votato contro la risoluzione finale, seguendo la delegazione italiana, mentre Dorfmann e Barbara Matera si sono astenuti.

Commenti
Ritratto di marforio

marforio

Gio, 12/03/2015 - 17:48

Vivano insieme , va pure bene ,ma che casso di "matrimonio" pretendono se sono senza foca ?

Ritratto di Luigi.Morettini

Luigi.Morettini

Gio, 12/03/2015 - 17:50

Teneteveli tutti a Strasburgo, quale sede della nauseabonda U.E. è anche la più adatta ad ospitare qualsivoglia sottospecie di pervertiti.

Totonno58

Gio, 12/03/2015 - 17:52

Che gran rottura...basta, si faccia questa benedetta legge sulle unioni civili e si parli d'altro!

Ernestinho

Gio, 12/03/2015 - 18:39

Ma, con il pericolo di una guerra, con i problemi economici e di lavoro, dobbiamo pensare proprio a queste "schifezze" contronatura?

istituto

Gio, 12/03/2015 - 20:14

Il parlamento europeo ha "INVITATO" gli Stati a "contribuire ulteriormente alla riflessione perché quello delle unioni civili fra persone dello stesso sesso.....". Ma ,dico io, ha INVITATO "spontaneamente" o ha IMPOSTO "liberamente" questa "riflessione" ?

Luis53

Gio, 12/03/2015 - 20:24

Proposta per il nostri governanti si potrebbe mettere una bella tassa sulle unioni civili dello stesso sesso, una per chi lo da una per chi lo prende ,se sono due donne supertassare il fallo di gomma in base ai centimetri e colore cosi il pd non sarebbe diviso.

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Runasimi

Ven, 13/03/2015 - 00:46

La democrazia è una gran bella cosa. Peccato che ci tocca sopportare le lagne assurde di omosessuali che vogliono mettersi allo stesso livello della gran maggioranza della gente. CERCANO INSULSAMENTE DI OMOLOGARE IL LORO PICCOLO MONDO STERILE.

Iacobellig

Ven, 13/03/2015 - 06:25

Un bell'esempio di schifo!!! E a questa UE dobbiamo appartenere?

buri

Ven, 13/03/2015 - 11:18

E cosa dicono i Vescovi e la loro stampa, tanto solleciti a sparare giudizi morali, mi sembra che questo sia un argomento che coinvolge la morale, quella morale che seguendo l'esempio degli USA l'UE sta distruggendo, col pretesto di diritti umani, e che pretende imporci