La nuova Casa Bianca apre le porte a Israele

Dai confini alle minacce iraniane: ecco cosa cambierà tra Washington e Tel Aviv

Nessuno sa ancora bene cosa aspettarsi da Donald Trump ma il primo ministro Benjamin Netanyahu, si dice, ha ormai fra i suoi impegni quotidiani quello di calmare gli entusiasmi dei suoi ministri. La telefonata che il nuovo presidente degli Stati Uniti ha fatto al premier israeliano domenica sera ha suscitato soddisfazione anche se i due non sono entrati in dettagli: gli accenni sono allegri («molto carina» dice Trump; «amichevole» Bibi), in confronto ai toni sempre nuvolosi dei colloqui con Obama. Trump ha promesso di «consultarsi intensamente» sulla minaccia iraniana, finalmente chiamata di nuovo come merita; ha dichiarato che l'aiuto alla sicurezza israeliana sarà «senza precedenti» e così anche la «determinazione a raggiungere la pace». Nessun accenno agli insediamenti, niente «confini del '67», niente «due stati per due popoli», o almeno non si sa. Invece, un invito in tempi brevi alla Casa Bianca, «nella prima parte di febbraio». Netanyahu non si è scoperto più di quello che serviva a mostrare una evidente soddisfazione: l'incubo maggiore di Israele, ovvero le minacce iraniane di distruzione totale che egli ha profetizzato fin dentro il Congressovengono ora prese in considerazione seriamente. Trump parla anche di «combattere l'Isis e gli altri gruppi terroristi islamici», mentre Obama non aveva mai messo insieme l'aggettivo «islamico» col concetto di terrore.

Trump si è esposto durante la campagna elettorale, nel condannare l'atteggiamento Usa sulla risoluzione dell'Onu 2334, che sradica Israele da Gerusalemme Est; nel ribadire che la pace può solo nascere da trattativa diretta; nel designare come ambasciatore David Friedman, un grande amico di Israele; nel fare consigliere il genero ebreo Gerald Kushner. Ci sono molte cose che Trump può fare per ristabilire un ruolo equilibrato degli Usa in Medio Oriente: prima di tutto cancellare la «maledizione di Obama» che stabilisce che i confini del 67 sono le linee su cui creare uno stato Palestinese, condanna Israele a un'esistenza grama e assediata, sradica centinaia di migliaia di persone: Trump può benissimo ricondurre il gioco nell'ambito della lettera del 1994 in cui George Bush riconosceva che alcuni insediamenti sono parte imprescindibile di Israele. Prima di Obama, questa era comune consapevolezza anche fra i palestinesi: la sua intransigenza ha fatto fare grandi passi indietro al processo di pace. Trump potrebbe anche riconoscere le alture del Golan come parte di Israele: è impensabile che diventino parte di una Siria contesa fra Assad e l'Isis col patrocinio di Iran e Hezbollah. Inoltre può smascherare tutte le sciocchezze che delegittimano Israele criminalizzandolo con gigantesche menzogne,. Gli aiuti ai palestinesi quando si dedichino alla diffamazione antisemita e a chi li aiuta, come l'Onu potrebbero essere decurtati. Se Trump ci si mette molto può cambiare e chissà che questo finalmente non spinga una parte almeno del mondo arabo a considerare che questa è l'occasione non per una nuova Intifada contro gli Usa, ma un invito per mettersi a sedere a discutere con Israele. Questa sarebbe davvero per Trump una bella vittoria.

Commenti

glasnost

Mar, 24/01/2017 - 10:09

E' evidente a tutti quelli che vogliono vedere. Obama non ha mai correlato terrorismo ed islamico semplicemente perché Obama, la Clinton ed i loro amici devono prendere ordini dal sig. Soros. Ed a Soros è molto utile, per i suoi affari, anche il terrorismo islamico.

paolonardi

Mar, 24/01/2017 - 10:16

E' gia' una bella vittoria per tutto l'occidente, anche se il socialistume non sara' del medesimo parere confermandone la bonta', rafforzare l'unico stato democratico della regione e l'unico che conosce come trattare la ciurmaglia.

Keplero17

Mar, 24/01/2017 - 10:17

Mi sembra ottimo questo articolo, oltre al Golan siriano, Israele potrebbe annettere anche quello libanese che occupaoltre alle 13 fattorie sul versante nord, in modo che neanche una goccia d'acqua arrivi agli Hezbollah che hanno sconfitto Israele nel 2006 grazie ai missili anticarro russi, ma col tempo speriamo che possa arrivare ad annettere tutta la Cisgiordania e tutta Gerusalemmme est, demolendo la moschea di Alaksa, è sufficiente demolire le case arabe poco alla volta, mentre per la Cisgiordania si va avanti con insediamenti coloniali a reticolo sulle alture. Dopo di che gli israeliani si potranno ammazzare tra di loro.

Popi46

Mar, 24/01/2017 - 10:31

Era l'ora

mariod6

Mar, 24/01/2017 - 12:21

Hussein Barak Obama, origini kenyane e mussulmane come avrebbe potuto non sostenere i palestinesi e gli arabi contro Israele?? La sua emissaria carampana Clinton ha scatenato la guerra in Libia per mettere le mani sul petrolio ed il gas in accordo con i francesi e noi ci ritroviamo con milioni di parassiti già arrivati o in viaggio di piacere in Italia. Quanti clandestini/migranti/parassiti/terroristi/delinquenti/ sono arrivati da Israele ?? nemmeno uno.

Ritratto di Omar El Mukhtar

Omar El Mukhtar

Mar, 24/01/2017 - 16:21

Bene, poiché Israele è uno Stato democratico e gli Usa pure vuol dire che le decisioni dei governanti dei due paesi sono legittimate dai due rispettivi popoli. E che poi nessuno si lamenti se questi due popoli, che legittimano aggressione sofferenza e morte dei palestinesi a loro volta sperimenteranno aggressione, sofferenza e morte. Israele sottrae territori ai Palestinesi con la propria forza armata e con l'appoggio di quella Usa. Che non si lamenti poi se i Palestinesi cercheranno di riprenderseli con la forza militare. Ovviamente asimmetrica!

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Ausonio

Mar, 24/01/2017 - 18:34

Minaccia iraniana.... si continua con questa indecente menzogna... L'Iran non fa una guerra di aggressione da 250 anni. Non una. Gli USA in 240 anni 223 guerre. 223 a 0. Sion neanche val la pena dirne

Ritratto di Ausonio

Ausonio

Mar, 24/01/2017 - 18:38

Riguardo a Sion , Trump o il Nobel per la Guerra, poco cambia. Il padrone degli USA è Sion. Sion ordina, il servo esegue. L'unica speranza è che Trump non attacchi l'Iran

Ritratto di Ausonio

Anonimo (non verificato)