Omicidio Sacchi, droga nell'auto di Pirino

Indagini sull'incontro dopo il delitto di De Propris con un soggetto sconosciuto

Stefano Vladovich

Roma «Aho!». «Ma stai dentro o fòri?». «Stò fòri parcheggiato». «Aho! Sto arriva' subito». Un incontro con un personaggio misterioso quello di Marcello De Propris dopo l'omicidio di Luca Sacchi. Il suo telefono, intestato a un prestanome del Bangladesh come quello di Princi, la sera del 24 ottobre entra in contatto più volte con un uomo non identificato. De Propris ha già incontrato l'omicida, Valerio Del Grosso, che gli ha restituito sotto casa della zia, a Torre Angela, il revolver del padre. Il tipo incontrato al parcheggio di un Burger King è il fornitore del carico da 15 chili di droga?

Questo è solo uno dei tasselli mancanti agli inquirenti per chiudere il cerchio attorno alla banda di narcotrafficanti coinvolta nell'assassinio del giovane personal trainer. Non solo. Del Grosso, dopo aver trascorso la notte dell'omicidio in albergo con la fidanzata Giorgia D'Ambrosio, va a lavorare. Al suo capo racconta tutto ciò che è accaduto. «Ho fatto una cazzata» dice ad Andrea Butera sottolineando l'intenzione di fuggire in Brasile. Poi chiama Giorgia, la incontra e le chiede di tornare in via Bitonto, da De Propris, per restituirgli l'arma. I due vanno di nuovo a Casal Monastero e qui si vedono con Simone Piromalli. I due si scambiano un portafogli marrone con dei soldi. «Aveva in mano una borsa trasparente con dei vestiti» ricorda Giorgia. La tuta grigia che Piromalli gli ha restituito la sera prima? I giri dell'assassino non sono finiti. Alla fidanzata chiede di tornare ancora una volta a casa di De Propris, anzi dalla zia. Dal 21 di via Castellana Grotte, traversa di via Bitonto, esce De Propris. «Marcy», com'è registrato sulla rubrica di Del Grosso, lo fa entrare in casa.

Tornato da Giorgia, Del Grosso le chiede di andare in un locale a Trastevere per il pranzo. Al ristorante c'è anche un suo amico. Dopo mangiato le chiede, infine, di portarlo al Celio, zona Colosseo. Si fa lasciare davanti a un commissariato di polizia, vicino il bar Propaganda. Strano per un latitante. «Passami a riprendere alle 20» le dice. La sera si presenta all'appuntamento con Giorgia. Si è cambiato: addosso ha la tuta che gli aveva restituito Piromalli. Dove è stato tutto il pomeriggio? I due, alla fine, vanno a Tor Sapienza prima di trascorrere la notte, l'ultima da uomo libero, in albergo.

Nella seconda Smart sequestrata a Pirino ben nascosti dietro un passaruota, i carabinieri hanno trovato 31 grammi di cocaina. Infine la stranezza dei tabulati. Il cellulare di Del Grosso, intestato al padre, contatta fra gli altri (madre, fratello, Piromalli e amici vari) quello di De Propris dal 4 gennaio al 21 ottobre 2019 per 35 volte. De Propris, invece, contatta Del Grosso ben 57 volte in soli due giorni, dal 22 al 24 ottobre. I due devono accordarsi per la preparazione e vendita dell'erba e, dopo, per la cessione della 38 special. Oggi interrogatori di garanzia per Princi e De Propris.