Ora anche la Raggi traballa Avviso di garanzia in arrivo

L'Anac di Cantone gira ai pm il contratto del fratello di Marra: il Campidoglio sapeva del conflitto d'interessi

Ogni giorno porta un nuovo guaio per Virginia Raggi, sempre più a rischio di ricevere un avviso di garanzia dalla procura di Roma.

L'Anac denuncia ai pm il «palese» conflitto d'interessi di Raffaele Marra, fedelissimo della sindaca di Roma (arrestato per corruzione per fatti del 2013), per la promozione del fratello Renato alla guida della direzione Turismo del Campidoglio e così colpisce anche lei, che l'ha ufficialmente difeso pure in quest'occasione.

L'Autorità anticorruzione presieduta da Raffaele Cantone, sostiene che la Raggi aveva «piena conoscenza, ab initio, della situazione di potenziale conflitto di interessi» di Marra ed evidenzia le sue «contraddizioni»: afferma di aver fatto tutto da sola, in totale autonomia, sull'incarico a Renato Marra, ma l'ordinanza dice che l'istruttoria è stata «svolta dalle strutture competenti», cioè gli uffici del fratello Raffaele. Insomma, che sia stato «mero ruolo formale» o «partecipazione diretta» non cambia, perché Marra aveva l'obbligo di astenersi e non l'ha fatto.

Tutto questo avviene, mentre i pm Paolo Ielo, Michele Prestipino e Alberto Galanti interrogano l'ex assessore all'Ambiente Paola Muraro, indagata per violazione di reati ambientali. In gran segreto, in una caserma della GF, l'audizione ha ricostruito i 12 anni di consulenze all'Ama, in cui era responsabile dei controlli sugli impianti per i rifiuti, anche quello di Rocca Cencia, il cui funzionamento tra il 2013 e il 2015 è al centro delle indagini. Il sospetto è che abbiafavorito il patron di Malagrotta Manlio Cerroni.

Ma il terzo fronte, delle nomine illegittime della Raggi, a cominciare da quella del suo capo segreteria Salvatore Romeo da poco costretto a lasciare l'incarico, che fa prevedere un imminente avviso di garanzia per abuso d'ufficio per la sindaca del M5s. Che potrebbe riguardare anche i troppi favori a Marra, la sua stessa nomina da dirigente in Campidoglio, prima come vice capo di gabinetto e poi alla direzione del Personale, sembra senza i requisiti necessari.

Marra, Muraro, Romeo: i tre personaggi più discussi del Comune per i quali, inspiegabilmente (ma si sospettano pressioni e ricatti inconfessabili), la Raggi si è messa contro tutti, anche il suo leader Beppe Grillo e lo stesso Movimento. Marra, Muraro, Romeo, i tre che già l'hanno trascinata nel fango, con clamorose inchieste, perquisizioni in Campidoglio, addirittura arresti con infamanti accuse e ora potrebbero portarla in Procura. E davanti alla Corte dei conti a rispondere di danno erariale.

Il consiglio dell'Anac, che si è mosso dopo un esposto della Direr (sindacato dei dirigenti della Regione Lazio), ha inviato la sua delibera alla Procura, ma anche alla struttura comunale per accertare eventuali responsabilità disciplinari, alla Procura regionale della Corte dei conti e all'Ispettorato della funzione pubblica per l'inquadramento di Marra nei come dirigente di Roma Capitale. E il lavoro non è finito. Ha infatti chiesto al Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza (Rpct) capitolino altri chiarimenti sulla procedura di rotazione dei dirigenti capitolini voluta da Marra e fortemente contrastata dagli interessati.

Intanto, l'ex braccio destro della sindaca è in carcere con il costruttore Sergio Scarpellini, che si difende attaccandolo. Marra l'avrebbe «concusso», facendosi dare i soldi «in prestito» e mai restituiti secondo Scarpellini, per comprare un attico a Roma e chissà che altro. E mentre l'inchiesta che ha portato al suo arresto fa il suo corso, quella più recente nata dall'esposto dell'ex capo di gabinetto Carla Raineri sullo strapotere del «raggio magico», le pressioni e le minacce a chi vi si opponeva, contribuisce a delineare il personaggio, la sua arroganza, il suo sprezzo delle regole e delle leggi.

Commenti

Tommaso_ve

Gio, 22/12/2016 - 10:54

Si sono scavati la fossa da soli. Primo errore: se vuole comandare si deve avere una classe dirigente seria e competente Secondo errore: l'eccellenza morale è una virtù effimera ed ininfluente nel momento del governo. "Da uno vale uno" si sta arrivando al "nessuno vale uno".

Giulio42

Gio, 22/12/2016 - 11:20

Il regalo più bello che potrebbe fare alla politica, a Roma e a se stessa, sarebbe quello di dimettersi senza aspettare altro. Non le voglio male ma la sua incapacità è palese, mi fa tenerezza ma chi occupa certi posti, non deve fare pena ma essere d'esempio.

Ritratto di perSilvio46

perSilvio46

Gio, 22/12/2016 - 12:36

Raggi non si dimetterà mai, lo farà solo se condannata definitivamente in cassazione ad una pena di oltre 3 anni. E non è neppure questione di garantismo: Grillo sa bene che se la Raggi si dimette le sue possibilità di governare l'Italia scenderebbero, ed allora fermi tutti. Grillo sa bene che se la Raggi nei prossimi anni riuscirà a fare qualcosa per Roma (via la spazzatura, meno buchi nelle strade, qualche piccolo ma sbandierato risparmio, qualche precisa accusa alle vecchie gestioni) i voti dell'M5S aumenteranno enormemente (oggi, nonostante il caos romano l'M5S è rimasto stabile). E dunque avanti Raggi. Oggi Roma, domani l'Italia, e non è una bella prospettiva.

agosvac

Gio, 22/12/2016 - 13:07

Come ho sempre detto , se fossi stato romano, per la raggi non avrei votato, ma non perché grillina ma per la sua inesperienza in un ruolo così importante e difficile. Ma se i Pd, facendosi forte di un avviso di garanzia alla raggi, sperano di potere riavere Roma si sbagliano di grosso. I romani non hanno ancora dimenticato l'era marino, pertanto di sicuro voteranno chiunque tranne un PD!!!