Ora Atene vuole la "Partenexit". "British Museum ci ridia i fregi"

Il governo greco attacca Londra e chiede l'appoggio italiano

Chiamiamolo Partenexit. È la richiesta periodica da parte della Grecia di riavere indietro i fregi del Partenone che sono custoditi al British Museum di Londra, dove furono esposti a partire dal 1816 dopo l'acquisto da parte di Lord Elgin che li pagò agli Ottomani, che all'epoca dominavano la Grecia. Un esproprio che è sempre stato considerato dagli ellenici una specie di furto, quello dei due complessi marmorei considerati capolavori assoluti di Fidia e della scultura greca classica in genere, che decoravano il tempio di Atena Partenos nell'Acropoli. A reiterare la richiesta è stata ieri la ministra della Cultura di Atene, Lydia Koniordou, che al Salone internazionale dell'archeologia e del turismo culturale Tourisma chiuso ieri a Firenze ha cercato un asse con l'Italia invocando una soluzione «pacifica» e «accettabile» da entrambe le parti. «C'è l'impegno del governo greco - ha detto Koniordou - per continuare a richiedere la riunificazione di questo simbolo unico, che è anche il simbolo che testimonia la democrazia e la libertà di parola e l'accettazione dell'altro». Integrità che è «un concetto molto importante per le opere d'arte».

Il Partenone è il simbolo di Atene e della Grecia tutta. Il governo ellenico tiene a tal punto alla sua integrità che malgrado le condizioni economiche disastrore un mese fa ha rifiutato i soldi della maison Gucci che avrebbe voluto ambientare tra i marmi una sfilata nel prossimo giugno: e parliamo di 2 milioni cash e di 55 milioni che avrebbero fruttato i diritti di immagine. Quindi sul Partenone non si scherza.

Per rendere la restituzione possibile è stato anche costituito un comitato italiano per la riunificazione dei marmi del Partenone, a cui capo è stato posto Louis Godart, archeologo e filologo miceneo di fama internazionale, accademico dei Lincei e consigliere per la conservazione del patrimonio artistico del Quirinale. «L'Italia e la Grecia - ha detto Godart - devono condurre una battaglia comune. Se ci pensiamo bene è Roma che ha posato all'Italia e al mondo il messaggio civilizzatore della Grecia classica. È impensabile che un monumento che è stato lacerato duecento anni fa, che rappresenta la lotta della prima democrazia del mondo per la propria sopravvivenza, sia diviso in due. Bisogna considerare che il Partenone non è un monumento qualsiasi ma rappresenta la nostra Europa democratica quindi è fondamentale che sia restituito al suo antico splendore».

Commenti

c'eraunavoltal'Uomo

Lun, 20/02/2017 - 09:14

se i britannicci dovessero restituire tutto ciò che hanno sottratto in giro per il mondo, di antichità da esporre rimarrebbe solo la famiglia reale. E pensare che noi abbiamo dovuto, a nostre spese, rimandare indietro l'obelisco di Axum, che probabilmente ancora giace abbandonato nel deserto...ma si sa, l'Italia, da Paese conquistatore, è diventato terra di conquista....

Ritratto di pravda99

pravda99

Lun, 20/02/2017 - 09:19

Macche'...I Britannici sono ancora mentalmente ancorati ai tempi del (vergognoso) Impero, per questo hanno votato Brexit, una regressione infantile, per sentirsi di nuovo al vertice, gli sono rimasti i fregi del partenone, le Malvine, Gibilterra e le pecore del Galles (Scozia e Irlanda del Nord sono destinate alla scissione).

Una-mattina-mi-...

Lun, 20/02/2017 - 09:45

HANNO RAGIONE DA VENDERE...

maurizio50

Lun, 20/02/2017 - 10:27

Occhio che qualche governo di pseudo-democratici si inventerà di restituire all'Egitto i vari obelischi portati a Roma al tempo dell'Impero Romano!!!

buri

Lun, 20/02/2017 - 10:43

i greci hanno ragioni da vendere ma temo che si vedranno chiudere la porta in faccia come unica risposta

Ritratto di Gianfranco Robert Porelli

Gianfranco Robe...

Lun, 20/02/2017 - 12:18

I fregi del Partenone sono simboli di democrazia, pertanto stanno bene nella democratica Inghilterra. Viceversa nell'attuale Grecia svenduta alla Germania sarebbero a rischio Schulz.

polonio210

Lun, 20/02/2017 - 13:57

Se ogni nazione dovesse restituire le opere archeologiche ed artistiche,che detiene da centinaia di anni,provenienti da altre nazioni,per via di acquisizioni o bottini di guerre antiche o regalie di governi passati,ogni museo dovrebbe chiudere.Per restare in Italia:abbiamo statue asportate dai romani quando conquistarono la Grecia.I cavalli di S.marco sono il bottino di una crociata che espugnò Costantinopoli invece che dirigersi a liberare Gerusalemme.I reperti dell'antico Egitto,nel museo di Torino,risalgono a donazioni ricevute dai Savoia e da sottrazioni.I bronzi di Riace,esposti a Reggio Calabria,sono statue trafugate e trasportate dalla Grecia a Roma su una nave che poi affondò.Se si dovesse restituire tutto a tutti,non basterebbero tutte le navi e gli aerei del mondo per portare a buon fine questa follia.

c'eraunavoltal'Uomo

Lun, 20/02/2017 - 14:12

per Maurizio50: una chicca: l'obelisco di Place de la Concorde a Parigi, gemello di quello che ancora si può ammirare a Luxor, e di cui in patria è rimasto il solo piedistallo, fu "barattato" da Luigi Filippo con un orologio che non ha mai funzionato, e che si può ancora "ammirare" al Cairo....