Ora la copertura è al 95% I ribelli? Restano a casa

Raggiunto il limite dell'immunità di gregge per l'esavalente. Cresce anche quello per il morbillo

Vaccinazioni: obiettivo raggiunto. Preceduto da polemiche e accompagnato dalle critiche e dagli strali dei no vax lungo tutto il suo cammino il decreto che impone la profilassi per la frequenza scolastica a meno di 8 mesi dalla sua entrata in vigore ha raggiunto il traguardo prefissato. A confermarlo è Giovanni Rezza, direttore del Dipartimento Malattie Infettive dell' Istituto Superiore di Sanità

«Per l'esavalente (difterite, tetano, pertosse, poliomielite, Haemophilus influenzae di tipo B, anti-epatite B) siamo sopra il 95 per cento dei bimbi vaccinati, quindi la soglia fatidica che permette l'immunità di gregge è stata raggiunta - annuncia Rezza - E per il morbillo abbiamo avuto una crescita di circa il 6 per cento».

Anche il vaccino contro morbillo-parotite-rosolia infatti è salito quasi alla soglia del 93 per cento. «Un record assoluto», lo definisce Rezza visto che negli anni scorsi in alcune regioni la quota di vaccinati era scesa al di sotto dell'80 per cento. Per l'esperto i numeri dimostrano che «le vaccinazioni sono aumentate e questo era l'obiettivo del decreto, non punire i genitori inadempienti: i vaccini sono innanzitutto un diritto».

I dati non sono definitivi e per quelli occorrerà aspettare qualche mese. Rezza ha anche specificato che «le procedure applicative per la verifiche delle documentazioni possono variare da regione a regione, ma non c'è stata una proroga delle scadenze dei termini a livello ministeriale».

Il presidente dell'Istituto Superiore di Sanità, Walter Ricciardi, invece si dice ancora preoccupato per «alcune aree del Paese in ritardo». In particolare si riferisce a Bolzano e Rimini, in particolare. «Su base nazionale si stimano 30.000 bambini sotto i 6 anni fuori legge - prosegue Ricciardi - Ma io vedo il bicchiere mezzo pieno: prima erano molti di più. Dal punto di vista della sanità pubblica possiamo anche dire che, quando viene raggiunta l'immunità di gregge, anche i bimbi che non sono stati vaccinati sono protetti».

Carlo Signorelli, presidente della Società di Igiene e Sanità pubblica, stima che sui 30.000 bambini sotto i 6 anni ancora non in regola con le vaccinazioni presumibilmente siano figli di genitori no vax «oltre la metà, ovvero da 15 a 18.000 mila». I genitori dunque hanno scelto «ideologicamente» di non vaccinarli.

E proprio il Moige, Movimento Italiano Genitori, attacca la scadenza del decreto e la conseguente esclusione dalle scuole d'infanzia, definendo «inaccettabile per il nostro sistema scolastico, da sempre inclusivo, avviare la caccia all'untore sui bambini non vaccinati». I genitori si dicono «preoccupati per il disagio che si sta creando verso le mamme ed i papà ai danni dei bambini. Vogliamo presidi educatori e non sceriffi di un provvedimento contrario alla convenzione di Oviedo e alla carta universale dei diritti dell'uomo».