Le ossa in Nunziatura sono di un uomo: è morto prima del 1964

Il fratello di Emanuela: «Voglio aspettare il termine degli esami e dell'analisi del Dna»

Nunziatura apostolica, trovato il cromosoma Y. Nessun dubbio: le ossa rinvenute nell'ottobre scorso a villa Giorgina, sede della Nunziatura apostolica, appartengono a un uomo. La conferma arriva dal femore. Crolla definitivamente ogni possibilità che i resti umani trovati sotto il massetto di un pavimento appartengano a Emanuela Orlandi e a Mirella Gregori. Le due 15enni scomparse nella primavera del 1983 non sono state sepolte in via Po. Gli esperti vanno oltre: non solo il cromosoma isolato in laboratorio appartiene a una persona di sesso maschile, ma gli stessi frammenti di scheletro risalirebbero a un centinaio di anni fa. Ovvero al periodo in cui la villa è stata costruita, il 1920. A realizzarla l'architetto Clemente Busiri Vici per conto del senatore Isaia Levi. Quando questi si converte al cattolicesimo, nel 1949, dona villa Ceci, o villa Levi, a papa Pio XII. Ma sarà papa Giovanni XXIII, dieci anni più tardi, a farne la sede della Nunziatura apostolica, spostandola da via Nomentana. A quel punto il cadavere cui appartengono le ossa giaceva a villa Giorgina da almeno 40 anni. In particolare, gli esami eseguiti con il metodo C14, ovvero del carbonio 14, su parte della calotta cranica e del radio datano i resti a prima del 1964. Lo spartiacque, ovvero il limite cronologico chiamato dagli archeologici terminus ante quem, è il 1963, anno in cui i test nucleari condotti in superficie vengono vietati col trattato di Mosca. Prima di questa data, proprio a causa degli effetti del carbonio 14 liberato nell'atmosfera durante gli anni '50, il «bomb effect», i livelli dello stesso erano maggiori, toccando un picco massimo (effetto ritardo) nel 1965 per poi scendere definitivamente. Anni in cui Emanuela Orlandi e Mirella Gregori non erano nemmeno nate. Cade così anche l'ipotesi del professor Gianni Arcudi dell'Istituto di Medicina legale dell'Università di Tor Vergata secondo il quale i resti sarebbero potuti appartenere a una donna di 30, 35 anni. «Aspettiamo gli esami genetici definitivi - commenta Laura Sgrò, legale della famiglia Orlandi -, faremo le opportune valutazioni dopo averle sottoposte al nostro consulente».

Gli esami di laboratorio, dunque, proseguiranno nelle prossime settimane per determinare con maggiore esattezza la datazione delle ossa. «I resti, molto deteriorati, non consentono di rintracciare un'intera catena di Dna tale da stabilire l'età esatta della persona cui appartengono» spiegano in Procura. Accertata la data dell'interramento, e solo allora, gli inquirenti potranno indagare sui primi abitanti la struttura. Una zona destinata a sepoltura fin dall'età romana. Tanto che villa Giorgina ricade all'interno dell'area del sepolcreto Salario, come dimostrano gli studi di Edoardo Gatti. Sarà una coincidenza ma la scoperta, basata sui taccuini dell'archeologo posizionati sulla Carta Archeologica di Roma, risale proprio al 1964.

Commenti

Giorgio5819

Sab, 24/11/2018 - 10:05

Resta il fatto che si parla di omicidio e occultamento di cadavere...