Palazzo Chigi umiliato al rango di un condominio

di Felice Manti

«Alle 21 è convocato il Consiglio dei ministri. All'ordine del giorno: «Varie ed eventuali». Neanche Checco Zalone o Cetto La Qualunque avrebbe saputo immaginare una tale sciatteria istituzionale, e infatti pare che entrambi stiano prendendo appunti. In due righe c'è tutta la cifra del governo dei sedicenti onesti che onestamente hanno dimostrato tutta la loro incapacità. «Varie ed eventuali» è un ordine del giorno da condominio ad alto tasso di litigiosità, paradigma perfetto di una maggioranza gialloverde che come una maionese impazzita è pronta a scoppiare. Ma il potere è il miglior collante, e si vede dal balletto sul destino del sottosegretario Armando Siri di cui si è parlato al Consiglio dei ministri. Eppure gli argomenti di cui discutere non mancano: il Pil stagna (+0,2%), il lavoro non c'è. I conti pubblici hanno il fiato cortissimo, il debito pubblico è sopra il 132% eppure la pressione fiscale è a livelli record. Lo si vede anche dalle file all'Agenzia delle Entrate: perché o mangi o paghi le tasse, o fai andare avanti l'azienda o ingrassi le società di riscossione, e per fortuna qualche giudice se n'è accorto. Se fosse una sceneggiatura originale made in Cinque stelle farebbe ridere, il guaio è che il Paese è in ostaggio della loro ipocrisia mentre il Parlamento è deserto, chiuso per ferie. Dovevano aprirlo come una scatoletta di tonno, l'hanno chiuso insieme alla democrazia.