Paolini e le vittime della strada

L'attore Marco Paolini in una lettera dopo l'incidente in cui è morta una donna: "Niente è più come prima"

«Niente è più come prima». Lo ha scritto l'attore Marco Paolini nella lettera inviata a un premio che ha deciso di non ritirare, riferendosi a ciò che prova dopo lo scontro stradale provocato da lui, in cui ha perso la vita Alessandra Lighezzolo. E ci crediamo, perché avere sulla coscienza la morte di una persona fa male. Niente è più come prima, però, anche per i familiari della vittima. Per chi la ama. E lo dico al presente, perché almeno questo, l'amore, resta. Resta e spezza l'anima, schiacciato dal peso massacrante di quel pezzo di montagna caduto di cui scrive l'attore: «...un giorno un pezzo viene giù di schianto e quel che resta è diverso da prima». Lui si è sentito quel pezzo di montagna, e sono certa che la sua sofferenza sia autentica. Ma sotto ci sono finiti Alessandra e i suoi cari. Lui potrà ricominciare, forse con un sasso nel cuore, ma ricomincerà. Già lo ha fatto con una lettera di scuse pubblica e con uno spettacolo teatrale che non si è fermato. Alessandra non ricomincerà mai più e i suoi cari sono condannati all'ergastolo del dolore.

Ogni anno almeno 3mila esseri umani di qualsiasi età, estrazione sociale, sesso, etnia, in una raggelante parità vengono improvvisamente schiacciati sull'asfalto, squartati dalle lamiere, feriti fino a restare invalidi per sempre o uccisi. Sono parole dure, lo so, ma le metafore poetiche, adatte a un premio, sono insufficienti a descrivere la crudezza e l'orrore - di una strage sottovalutata per la quale non ci sono #Metoo, né sufficienti campagne di prevenzione. Ci sono solo Vittime, e lo scrivo con la V maiuscola, perché sia chiaro chi sta da una parte e chi dall'altra: chi subisce qualcosa che non ha cercato e chi, invece, soffre per qualcosa che in qualche modo, purtroppo, è dipeso da lui. Qualcosa che forse si poteva evitare. Un infarto, questo no, non puoi evitarlo. E un colpo di tosse? Paolini sostiene di aver sbandato a causa di un colpo di tosse violento: «Ho questa tosse maledetta da mesi, non passa, mi tormenta. Tossisco e adesso penso che ogni colpo sia come una fucilata» ha detto a Repubblica. Non si è trattato, dunque, di qualcosa d'inaspettato. Tornando alle metafore: uno di quei colpi ha sparato e ha ucciso. È corretto guidare in quelle condizioni? Sì, per chi continua a chiamarli incidenti ovvero eventi dovuti al caso, a qualcosa che non dipende da noi. No, se usciamo dai nostri egoismi personali, dal fatalismo, dall'imprudenza. No, se riteniamo un automobile un fucile, appunto, che se mal governato potrebbe sparare e colpire chiunque, a caso.

Sono tra coloro che si sono battuti per l'introduzione del reato di omicidio stradale, prima che fosse introdotto ci si sedeva alla guida come sulla poltrona di casa, solo che il vetro che abbiamo davanti mostra la strada, non una fiction. Siamo tutti lì, sullo stesso percorso, nello stesso istante, in carne e ossa, con i nostri mondi addosso e i nostri cari che ci aspettano a casa. Quante montagne crollano quando quell'attesa diventa perenne? Per loro l'esistenza si è cristallizzata nell'ultimo bacio, l'ultimo saluto, l'ultimo pianto o sorriso fatto insieme. Oppure in quella litigata che si trasforma in un senso di colpa logorante e poi nel bisogno di trovare quel segno che dice: ti ho perdonato. E che a volte arriva con un sasso a forma di cuore. Ecco, comprendo Paolini, ma in quanto uomo pubblico avrei preferito lanciasse un messaggio diverso: un'auto ci può portare lontano, ma può anche fare e farci molto male. Distruggere la vita di un altro è come distruggere la nostra, allora se non siete nelle migliori condizioni di salute lasciatela a casa, che la mia esperienza diventi la vostra salvezza perché ora lo so, in un attimo tutto può cambiare e poi niente è più come prima. Né per le Vittime né per chi le ha rese tali e cerca disperatamente il perdono, come fa l'attore, che a differenza di tanti non si è sottratto alle sue responsabilità e per questo va apprezzato.

Commenti

dagoleo

Lun, 30/07/2018 - 09:09

Sono tragedie che potrebbero accadere a chiunque, pertanto i commenti sono superflui.

Boxster65

Lun, 30/07/2018 - 09:15

Totalmente in disaccordo con la giornalista che ha redatto l'articolo, pur se d'accordo sullo strazio per la persona purtroppo deceduta. Che facciamo ci fermiamo e andiamo a piedi se abbiamo il raffreddore o la tosse o se abbiamo due linee di febbre?? Intanto bisognerà appurare cosa sia effettivamente succcesso e la magistratura deciderà. Quello che è certo è che il Sig. Paolini diverrà presto imputato e non solo indagato.

Ritratto di Roberto_70

Roberto_70

Lun, 30/07/2018 - 10:03

Che il signor Paolini sia affranto e straziato dal dolore non lo metto in dubbio, ma che si continui a parlare di questo incidente come se vi fosse qualcosa di diverso rispetto a quello che giornalmente accade per le strade tra le persone comuni, mi fa pensare che ci sia l'aspettativa che al signor Paolini debba essere riservato un trattamento diverso, più morbido. La legge è legge, se ha sbagliato deve pagare come chiunque di noi pagherebbe, sarà un giudice a stabilire la pena, ma non voglio pensare che questa sia diversa solo perché è Paolini e lui si dichiara affranto e straziato dal dolore.

beowulfagate

Lun, 30/07/2018 - 10:38

Quest'assassino ha anche la faccia di bronzo di farsi pubblicità e camuffarsi da vittima.Cosa volete che gli freghi di quella povera donna a un delinquente del genere.