Il Papa abbraccia il miracolato «Medjugorje non vale niente»

Francesco critico sui veggenti bosniaci: «La Madonna? Non è il capo dell'ufficio telegrafico che manda messaggi»

Serena Sartini

L'abbraccio di Papa Francesco a Lucas, il bimbo brasiliano guarito inspiegabilmente nel 2013 da un trauma cranico gravissimo, è la fotografia che sintetizza la giornata conclusiva del viaggio di Bergoglio a Fatima, al santuario mariano in Portogallo. É grazie a Lucas, grazie al miracolo ricevuto, che i due pastorelli Francesco e Giacinta Marto, morti rispettivamente nel 1919 e nel 1920, sono santi. E non è un caso che sia stato scelto un bimbo di 10 anni per proclamare santi i primi bambini non martiri della storia della Chiesa.

Il Papa ha elevato agli onori dell'altare i due veggenti con una messa solenne davanti a oltre mezzo milione di fedeli, a cento anni esatti dalla prima delle sei apparizioni della Madonna. I due bambini dissero di aver visto la Madonna nella Cova da Iria, un campo vicino a Fatima dove pascolavano le pecore, la prima volta il 13 maggio 1917. La Bianca Signora riapparve loro ogni 13 del mese fino all'ottobre dello stesso anno. Giovanni Paolo II beatificò i due pastorelli il 13 maggio del 2000. Per la terza veggente, suor Lucia, è invece ancora in corso il processo di beatificazione. Una fase iniziata successivamente alla morte della suora, avvenuta nel 2005, e per questo non ancora completata. «Il Papa è molto rigoroso», ha detto il portavoce vaticano Greg Burke.

Lucas aveva sei anni quando, nel 2013, cadde accidentalmente dalla finestra facendo un volo di sette metri, riportando un gravissimo «trauma cranico con perdita di materia cerebrale». I medici dissero ai genitori che c'erano pochissime speranze di salvarsi, prevedendo che rimanesse nelle migliori delle ipotesi in stato vegetativo permanente. Dopo tre giorni, il bambino fu dimesso senza riportare alcun danno. «Pregammo tutto il tempo i pastorelli di Fatima», racconta il padre di Lucas. «Per noi è stato un miracolo e i medici ancora non si spiegano come si sia potuto salvare».

«La Vergine Madre non è venuta qui perché noi la vedessimo ha sottolineato il Pontefice nell'omelia - per questo avremo tutta l'eternità, beninteso se andremo in Cielo». Cita le parole di suor Lucia: «I tre privilegiati si trovavano dentro la Luce di Dio che irradiava dalla Madonna. Ella li avvolgeva nel manto di Luce che Dio Le aveva dato. Secondo il credere e il sentire di molti pellegrini, se non proprio di tutti, Fatima è soprattutto questo manto di Luce che ci copre». Bergoglio ha affidato a Maria «i malati e i disabili, i detenuti e i disoccupati, i poveri e gli abbandonati. Preghiamo Dio ha detto - con la speranza che ci ascoltino gli uomini; e rivolgiamoci agli uomini con la certezza che ci soccorre Dio». E ha chiesto una «vera e propria mobilitazione generale contro questa indifferenza che ci raggela il cuore e aggrava la nostra miopia. Non vogliamo essere una speranza abortita».

A proposito delle apparizioni mariane, durante la conferenza stampa sul volo verso Roma, il Papa ha parlato di Medjugorje. «Si deve continuare a investigare sulle prime apparizioni, quando i veggenti erano ragazzi. Sulle presunte apparizioni attuali ci sono dubbi. E io stesso, forse sono cattivo, preferisco la Madonna madre e non la Madonna a capo dell'ufficio telegrafico, che tutti i giorni invia un messaggio telegrafico a tal ora. Questa non è la mamma di Gesù e queste presunte apparizioni non hanno tanto valore».