Il Papa dimissiona due vescovi pedofili. "Spretati" saltando il processo canonico

Sono i cileni Órdenes, già vescovo di Iquique, e Cox, che lavorò in Vaticano

Francesco lo aveva promesso: i vescovi che hanno commesso o coperto casi di abusi sessuali non avranno più un trattamento diverso, di favore. E ieri ha mentenuto la promessa: due alti prelati cileni, un vescovo e un arcivescovo, sono stati «dimessi dallo stato clericale». Cioè sono tornati a essere dei semplici laici. Una decisione clamorosa per due motivi: per la prima volta due vescovi vengono colpiti da un provvedimento diretto del Papa senza esser sottoposti a un processo canonico e, inoltre, i due ex alti prelati non potranno presentare appello, trattandosi di una decisione diretta del Pontefice che agisce in veste di giudice supremo.

Dopo aver cacciato nelle scorse settimane, con le stesse modalità, l'ormai ex prete 88enne Fernando Karadima, l'uomo che ha causato l'esplosione dello scandalo pedofilia in Cile, adesso è toccato a due pezzi da novanta della medesima gerarchia cattolica sudamericana: Marco Antonio Órdenes, 53 anni, già vescovo di Iquique e Francisco José Cox, 85 anni, già arcivescovo metropolita di La Serena con un passato anche in Vaticano sotto il pontificato di Giovanni Paolo II (dal 1981 al 1985 fu Segretario del Pontificio Consiglio per la Famiglia). Cox da anni è sotto processo canonico per un caso di abusi su un ragazzo boliviano di 17 anni residente in Germania e fino a oggi aveva goduto di un trattamento «speciale» anche se, già in passato, aveva commesso altri abusi, addirittura durante il periodo in cui avrebbe dovuto vivere in ritiro e penitenza. Ma di fronte ad «atti manifesti di abusi su minori», Francesco non ha voluto attendere lo svolgimento del processo e ha deciso d'imperio di allontanare per sempre dalla Chiesa Cox che però continuerà a far parte dell'Istituto dei Padri di Schoenstatt senza poter celebrare messa e senza, ovviamente, poter svolgere il ministero episcopale. Sarà un semplice membro «laico» della famiglia.

Quello nei confronti dei due ex vescovi cileni è solo l'ultimo atto che arriva a qualche giorno di distanza dalle dimissioni dell'arcivescovo di Washington, Donald Wuerl, 77 anni, creato cardinale da Benedetto XVI e da lui promosso alla prestigiosa sede americana, accusato di aver insabbiato casi di abusi da parte di alcuni sacerdoti della sua diocesi mentre era vescovo di Pittsburgh, in Pennsylvania, tra il 1988 e il 2006. Wuerl si era già consultato con Papa Francesco nelle scorse settimane, dopo che il suo nome era finito nel dossier del procuratore generale dello stato, che ha scoperto atti di pedofilia su oltre mille bambini in sei delle otto diocesi della Pennsylvania con oltre 300 sacerdoti coinvolti. Per l'arcivescovo emerito di Washington, però, non dovrebbe arrivare, almeno per il momento, lo stesso provvedimento che Bergoglio ha riservato ai due vescovi cileni. Una dimissione dallo stato clericale potrebbe presto arrivare invece per l'ormai ex cardinale Theodore McCarrick, accusato anche lui di abusi e al centro del memorandum di monsignor Carlo Maria Viganò.

Commenti

cgf

Dom, 14/10/2018 - 12:42

non c'era anche la scomunica?