Parlamentarie, atto uno: ecco i 200 improvvisati a caccia del seggio Ue

Amici, familiari, trombati come l'ex iena Giarrusso. E Nogarin abbandona Livorno

Preparatevi perché gli equilibri internazionali stanno per cambiare. Nella sua prima apparizione, la siciliana Matilde Montaudo, candidata M5s all'europarlamento, è stata capace di spaventare la Troika ma anche la Perestrojka: «Non ne possiamo più dei burocrati che attuano la Troika e anche la perestrojka. Basta!». Il suo nome fa parte dei 200 candidati che hanno superato la seconda fase delle europarlamentarie (l'ultima tra una settimana e ne rimarranno solo 60), 200 uomini e donne che vogliono l'Europa. Anzi. L'indennità dell'Europa.

Non è infatti bastata alla ex Iena Dino Giarrusso la consulenza da 78mila euro che il ministero dell'Istruzione gli ha elargito dopo essere stato bocciato alle elezioni politiche. Ci riprova e rimane in gara cosi come il sindaco uscente di Livorno, Filippo Nogarin, che ultimamente ne ha sbagliate parecchie (aveva detto che la sua città apriva i porti prima che Luigi Di Maio gli ordinasse di stare zitto). E vengono, per il momento, riconfermati tutti gli europarlamentari uscenti: Laura Agea, Tiziana Beghin, Fabio Massimo Castaldo, Ignazio Corrao, Rosa D'Amato, Laura Ferrara, Eleonora Evi, Piernicola Pedicini, Dario Tamburrano, Marco Zullo. Insieme a loro competono ancora consiglieri regionali, consiglieri comunali, perdenti di qualsiasi elezione e fratelli di deputati. A superare la selezione c'è Diego Nesci, fratello dell'onorevole calabrese Dalila. In Sicilia, è invece in finalissima Costantino Messina, fidanzato della deputata Rosalba Cimino e in Piemonte resta in corsa Nicola Clerici, assistente dell'onorevole Fabiana Dadone. Chi finalmente ce l'ha fatta è Cristiano Zanella che, in Trentino Alto Adige, le aveva provate tutte: si è candidato a qualsiasi elezione possibile senza mai spuntarla. Il coraggio di Filomena Nuzzo, che a Bolzano ha sfidato Maria Elena Boschi, è stato premiato. C'è pure lei. Una nota la merita Valentina Borin, consigliere comunale di Salgareda, in provincia di Treviso, che si è presentata agli attivisti così: «Credo di non avere tutte le conoscenze per poter svolgere un incarico da europarlamentare, ma sono convinta che le competenze possano essere acquisite con il tempo e con la voglia». Avanti quindi. In Veneto, compare anche Giuliano Altavilla già ex candidato sindaco di Padova. Saltando in Liguria, si scopre un diplomatico. È Christian Pelo, console onorario del Bangladesh. In Umbria è passato all'ultima fase Shahab Shir Akbari, iraniano di Terni, che sta scrivendo il libro «L'immigrazione di massa cambierà Europa?». Sempre in Umbria da non sottovalutare è Marco Carcea, 37 anni, vincitore di un dottorato di ricerca «sull'applicabilità della teoria della decrescita economica in città di transizione». Nel Lazio, prosegue il giornalista Luca Ciarrocca che ha diretto Wall Street Italia. Altro competente che vede la Ue è Giuseppe Mastruzzo, nientemeno che direttore dell'International University College di Torino. Ma gli esclusi? Tra gli illustri c'è Roberto Giacomelli (mental coach e amico di Gianroberto Casaleggio) e l'irriducibile No Tav, ex senatore Marco Scibona. La sua candidatura non è stata accettata perché non avrebbe restituito il Tfr di fine mandato. E non ce l'ha fatta Davide Bugli, capogruppo del M5s di Torrazza in Piemonte. In passato era stato sorpreso a rubare materiale elettrico in un supermercato. Assolto dal magistrato ma condannato dalla democrazia diretta.