Parte il tour di Toti ma lui è spiazzato

Il primo test per «Cambiamo» saranno le Regionali in Umbria

Fabrizio de Feo

Roma «Il centrodestra si deve preparare a costruire un'alternativa equilibrata a questo governo che sta per nascere tra Pd e M5s. Un'alternativa che tenga insieme Lega e Fdi ma anche quel mondo che rischia di scomparire se resta nelle mani della sola Forza Italia». Giovanni Toti (nella foto), dopo la fase convulsa che ha scompaginato carte e piani del suo movimento, con la mancata accelerazione verso il voto che certo non ha favorito la sua operazione di reclutamento, parte per il tour settembrino. Gli stessi dirigenti vicini al governatore ligure non nascondono di essere rimasti spiazzati dall'evoluzione del quadro politico. «Ma ora - spiegano - avremo un arco temporale più ampio per costruire il nuovo soggetto ed essere percepiti come credibili attraverso la nostra presenza alle elezioni regionali».

Un primo test sarà quello delle regionali umbre, dove l'ipotesi di una lista di «Cambiamo» non è stata bene accolta da Forza Italia e Fratelli d'Italia. La Lega, però, dovrebbe fare da garante e sbloccare la situazione. «Cambiamo scende in campo: no a veti contro di noi, sostegno a Donatella Tesei» scriveva il movimento in una nota tre giorni fa. «Veti e distinguo egoistici votati al restringimento dei confini della coalizione per salvare qualche immeritata poltrona» vengono definiti «nocivi all'idea stessa di futuro che vogliamo costruire».

Toti due giorni fa alla kermesse di Affaritaliani a Ceglie Messapica ha sintetizzato con una battuta la sua difficoltà di dialogo con il presidente di Fi «con Berlusconi ci siamo parlati tanto e capiti poco» poi ha alzato la posta con un auspicio: «È possibile che riusciremo a fare i gruppi parlamentari di Cambiamo. Nelle stesse ore Toti era stato nella residenza privata di Federica De Benedetto in Salento, dove aveva salutato circa 200 simpatizzanti e attivisti. Ieri poi è stato a Matera con il senatore Gaetano Quagliariello dove è tornato sull'evoluzione della crisi politica: «Sarebbe stato meglio votare e cercare di costruire una maggioranza coerente. Ora come centrodestra aumentano le nostre responsabilità di costruire un'offerta diversa».