Partecipate, ecco le 7 Regioni che affossano i conti pubblici

L'analisi della Corte dei Conti: Lazio, Campania e Sicilia da incubo

La Corte dei conti mette il dito nella piaga: le Regioni sono in profondo rosso anche a causa delle partecipate. In un relazione appena sfornata i magistrati contabili mettono la maglia nera a sette Regioni: Umbria, Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Calabria e Sicilia. Regioni dove lo squilibrio tra utili e perdite è fortissimo. La Sicilia detiene il record negativo con 117 milioni di perdite e 36 di utili. Nella relazione si legge: «Nel totale degli organismi osservati, prevalgono le perdite sugli utili, in misura consistente, nell'Umbria (con perdite pari a 44,3 contro i 23,1 milioni di utile), nel Lazio (rispettivamente, 54,8 contro i 32,7 milioni di utile), Abruzzo (rispettivamente, 43,6 e 6,2 milioni), Molise (rispettivamente, 43,5 milioni e 315 mila euro), Campania (rispettivamente, 57 e 26,1 milioni), Calabria (rispettivamente, 15,4 milioni su 998 mila euro). Il divario più forte si registra in Sicilia (perdite pari a 117 milioni contro i 36 milioni di utili)».

Le partecipate sono aziende in cui la Pubblica amministrazione detiene delle quote e si tratta di una vera e propria foresta inestricabile tanto che il numero esatto spesso non si conosce. Lo stesso Cottarelli, l'uomo della spending review , scrisse: «Non si conosce il numero esatto delle partecipate perché non tutte le amministrazioni locali forniscono le informazioni richieste e perché le banche dati esistenti si fermano ad un certo livello di partecipazione (diretta, indiretta di primo livello, eccetera)» (sic). È noto, invece, che moltissime sono in perdita; che spesso svolgono attività che poco hanno a che fare con la funzione pubblica; che rappresentano uno sperpero enorme di denaro pubblico. Nella relazione si legge: «Dall'esame degli elementi relativi agli organismi oggetto dell'indagine risulta che quelli operanti nei servizi pubblici locali sono numericamente limitati (il 35,72% del totale). La maggioranza (il 64,28%) si colloca, invece, nelle diversificate attività definite come “strumentali”».

La Corte dei conti spiega: «Nel sistema Siquel, al 19 giugno 2015, risultano censiti 7.684 organismi, di cui 6.402 in attività (la restante parte è costituita da enti cessati o in liquidazione)». E che molte di queste società siano delle idrovore di soldi dei cittadini lo dice la stessa Corte: «L'indagine si focalizza sugli organismi di cui sono presenti a sistema i bilanci relativi all'esercizio chiuso al 31 dicembre 2013. L'analisi consente di rilevare la carenza di dati di bilancio per un numero consistente di organismi (2.724), di cui soltanto una parte sono cessati o in liquidazione». Alla faccia della trasparenza.

L'analisi si restringe quindi alle 4.935 partecipate con i dati di bilancio del 2013 ma anche considerando le società che hanno i bilanci a posto c'è da mettersi le mani nei capelli. Fino ad oggi, per esempio, c'erano società composte da soli amministratori o da un numero di amministratori superiore a quello dei dipendenti. Da domani non potrà più essere così perché la legge di stabilità del 2015 ne dispone la soppressione immediata.

Le partecipate sono di fatto degli «stipendifici». I magistrati contabili, però, lo dicono con belle parole: «Emergono valori medi più elevati di incidenza del costo del personale sul costo della produzione negli organismi a totale partecipazione pubblica (28,28%)». E ancora: «Evidenze contabili confermano che il costo del lavoro assume un peso determinante sull'intero costo della produzione ed è in grado di condizionare il rendimento degli altri fattori della produzione».

Da tempo si dice di voler mettere ordine in questo guazzabuglio delle società partecipate ma la Corte denuncia: «I piani di razionalizzazione delle partecipate, previsti dalla legge di Stabilità, sono stati presentati da oltre la metà degli enti» di Lombardia, Umbria, Toscana, Marche, Friuli-Venezia Giulia, Emilia Romagna, Abruzzo e Veneto, mentre percentuali più basse si riscontrano nelle altre Regioni.

Ma non ci sono soltanto le Regioni a sperperare soldi pubblici con le partecipate. Anche gli altri enti territoriali più piccoli, come i Comuni, hanno quote di società: (Soltanto) «il 17,55% dei Comuni (1.414 su 8.057) «non risulta in possesso di partecipazioni in società/organismi». E dire che Renzi, il 18 aprile 2014 twittava: «#municipalizzate: sfoltire e semplificare da 8.000 a 1.000».

Commenti

luigi.muzzi

Mer, 29/07/2015 - 15:07

quandi il pd mostra la bella cartina con le regioni in "rosso" ... dovrebbe ribadire che il colore non è una scelta casuale !

Ritratto di gzorzi

gzorzi

Mer, 29/07/2015 - 15:09

Strano, pensavo di trovare il Trentino alto Adige.

accanove

Mer, 29/07/2015 - 15:16

a parte le solite considerazioni che sarebbero taciate di razzismo sull'area di appartenenza degli altari di sacrificio del pubblico denaro (ma è appurato il danno psico sociale causato dalla vecchia cassa del mezzogiorno), non mi è chiaro il concetto "x utili su x perdite", se il concetto di bilancio è univoco la risultante economica si ottiene sottraendo i costi ai ricavi......

biricc

Mer, 29/07/2015 - 15:21

SECESSIONE, SECESSIONE, SECESSIONE. Il nord deve lasciare la zavorra del sud altrimenti affonderemo tutti.

marygio

Mer, 29/07/2015 - 15:22

strano!!!! chi mai poteva immaginarlo?...AHHHHHHHHHHHHHHHHH

marcogd

Mer, 29/07/2015 - 15:38

Eh... Italia Paese di scoperte d'acque calde, ma non termali... SI scopre ovunque acqua calda, ogni giorno, ogni anno, ogni decennio... e ogni volta mani sulle guance e grandi "Ooohh!". Come cambiano le cose da noi,vero? Ma noi siamo sempre quelli del "io speriamo che me la cavo", ed ogni giorno punto a capo. Dal medesimo capo.

Imbry

Mer, 29/07/2015 - 15:45

Ma io mi domande, non è possibile commissariare il sud con persone coi contro coxxioni che prendono in mano il tutto e sistemano i conti? Com'è possibile che CHIUNQUE e ripeto CHIUNQUE vada a governare al sud debba immancabilmente finire indagato per mafia, corruzione e compagnia bella? Ancora non l'hanno capita che prima o poi salta tutto fuori? Perchè caxxo non pensano al benessere della comunità? Il sud Italia potrebbe campare tranquillamente di turismo basterebbe veramente poco! Mi fa rabbia questa cosa! E' fruistrante e lo dico in totale buona fede senza razzismo, mio papà è del sud e lui per primo si incaxxa quando legge certe cose!

Ritratto di bingo bongo

bingo bongo

Mer, 29/07/2015 - 15:50

Con le partecipate,un postificio seriale,si aggirano il blocco dei "salvaqualcosa" che sempre noi dovremo ripianare.

Ritratto di 51m0ne

51m0ne

Mer, 29/07/2015 - 15:50

LE SETTE REGIONI CANAGLIA

Ritratto di 51m0ne

51m0ne

Mer, 29/07/2015 - 15:51

SECESSIONE

lettoreincazzato

Mer, 29/07/2015 - 15:52

Ma i "signori-con-la-superiorità-morale" e affetti dalla sindrome della maestrina (che poi sotto la cattedra fa la porcellina), non erano quelli che dicevano che era tutta colpa della Destra? Che solo loro conoscevano l'Arte del Governare... Sovrapponiamo le mappe delle "regioni rosse" con quelle delle "regioni in rosso" e vediamo negli ultimi vent'anni chi ha giovernato cosa e che colore di buco ha fatto...

Ritratto di Lupry

Lupry

Mer, 29/07/2015 - 15:53

Ma dai?!! Strano....ma ovviamente sarà colpa del cattivissimo Nord che li ha schiavizzati... SECESSIONE SUBITO!!!!

Ritratto di gianky53

gianky53

Mer, 29/07/2015 - 16:00

Del tutto casuale che le sette Regioni in rosso siano quelle a cui avevo subito pensato... Non c'è il Veneto, non c'è la Lombardia e nemmeno il Piemonte. In compenso in Sicilia ci sono la mafia e l'antimafia.

Ritratto di mbferno

mbferno

Mer, 29/07/2015 - 16:05

Su 7 regioni manco a dirlo 6 sono del sud Italia. Chissà come mai.Ah già il parassitismo statale li la fa da padrone. Salvini NON MOLLARE sei la nostra speranza....

moshe

Mer, 29/07/2015 - 16:22

E nonostante tutto, CI SONO ANCORA IDIOTI che rifiutano la secessione del nord !!!!! IDIOTI, credete perlomeno a quello che scrive la Corte dei Conti, oppure siete ciechi, sordi e non sapete nemmeno leggere!?!?!?

Ritratto di Lupry

Lupry

Mer, 29/07/2015 - 16:22

Vorrei il commento della faccia da c.......ne alfano riguardo alla sua sicila bbbeddaaa...

moshe

Mer, 29/07/2015 - 16:25

L'Italia NON SI RISOLLEVERA' MAI se sarà costretta a mantenere regiorni parassite come Umbria, Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Calabria e Sicilia !!!!! IL NORD DEVE FARE LA SECESSIONE !!!!! Bata parassitismi !!!!!

moshe

Mer, 29/07/2015 - 16:26

L'Italia è unica e indivisible ..... mai fu detta più grande ca...ta !!!

maurizio50

Mer, 29/07/2015 - 16:35

No! Tutte belle regioni a guida proletaria!! E naturalmente del Sud!Non me lo sarei mai aspettato!!!!!

albertzanna

Mer, 29/07/2015 - 16:36

Confermo ciò che vado dicendo da sempre, esattamente dal primo governo di centrosinistra della storia italiana, anno 1963: se le regioni Lombardia. Triveneto, Trentino Alto Adige, Piemonte Valle d'Aosta, Liguria, Emilia Romagna, a cui per carità divina aggiungere anche Toscana e Marche, si federassero e costituissero le Regioni Unite del Nord a nome Italia del Nord, potremmo diventare veramente la seconda Svizzera d'Europa, mandare in mona la Unione Europea e mettere assieme un bilancio annuo attivo da fare paura a Germania e Francia. Questo non è un sogno, ma freddi numeri che costituiscono la prova del nove. Senza il peso del mantenimento dell'Italia centrale, meridionale e della Sicilia diventeremmo veramente uno dei paesi più ricchi del mondo e la seconda potenza economica europea, dopo la Germania che ha il vantaggio d'avere risorse naturali che noi non abbiamo. Sarebbe ora che ce ne rendessimo conto. albertzanna

Ritratto di Loudness

Loudness

Mer, 29/07/2015 - 16:41

E' un ottimo risultato per il PD tutte e 7 le regioni sono da loro amministrate. Chissà se Pinocchietto da Firenze ora ciancerà di ottima amministrazione delle regioni in cui è presente il PD (Partito Dementi). Trasformano in merxa tutto quello che toccano, ormai è acclarato.

Giorgio Rubiu

Mer, 29/07/2015 - 16:44

Maledetto Garibaldi e lo Sbarco dei Mille a Marsala. Maledetto Cavour e Vittorio Emanuele II di Savoia. Invece che fare l'Unità d'Italia si doveva tagliare un istmo che dividesse l'Italia dalla Toscana in giù. Parlo, sia ben chiaro, di questioni amministrative. Conosco una gran quantità di persone del Sud trapiantata al Nord che sono delle degnissime persone. Basta, però. con il nepotismo che ci sta (assieme agli altri sprechi) dissanguando da sempre.

VittorioMar

Mer, 29/07/2015 - 16:56

..la dimostrazione della scelta scellerata di aver istituito le "regioni"comprese quelle a statuto speciale!!Andavano ridimensionate le competenze regionali non eliminare le "provincie"!!

cgf

Mer, 29/07/2015 - 17:41

dovrebbe essere tenuto conto che le altre regioni molto spesso si fanno carico di persone residenti in queste sette.