Partita la corsa a Quota 100 Ecco cosa bisogna sapere

Nelle prime ore già 800 domande sul sito dell'Inps Al via anche la pensione anticipata e Opzione donna

Gli ultimi dettagli arriveranno con una circolare illustrativa di prossima pubblicazione. Ma l'Inps ha già reso nota la «modalità operativa» per accedere alle tre novità del decretone: quota 100, la riforma delle pensioni che permetterà in via sperimentale fino al 2021 di andare in pensione a 62 anni con 38 di contributi; la nuova pensione anticipata e Opzione donna. Chi ha diritto già da ieri può attivare la procedura autonomamente attraverso il sito dell'istituto di previdenza o ricorrendo agli altri canali tradizionali. Solo nella mattinata di ieri le domande inoltrate erano 44, alle 19 erano già 800.

CHI HA DIRITTO

I requisiti di Quota 100 sono quelli noti previsti dal decreto che è stato pubblicato nella Gazzetta ufficiale del 28 gennaio. Lo stesso provvedimento fissa il requisito per la pensione anticipata nel periodo 2016-2026: 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne. Poi la conferma di Opzione donna, riservato alle «lavoratrici che hanno maturato, entro il 31 dicembre 2018, un'anzianità contributiva minima di 35 anni e un'età anagrafica minima di 58 anni, se lavoratrici dipendenti, e 59 anni, se lavoratrici autonome». Potranno andare in pensione con un ricalcolo contributivo dell'assegno

LE SCADENZE

I primi a dovere fare richiesta per Quota 100 sono i dipendenti del comparto scuola. Entro il 28 febbraio dovranno fare domanda per ottenere la pensione a partire dal prossimo anno scolastico. Scadenza che resta valida anche per gli altri due anni della riforma. I privati che hanno maturato i requisiti entro l'anno scorso otterranno la pensione dal prossimo aprile. Gli altri dopo tre mesi dal raggiungimento del requisito. Tempi diversi per gli statali. Chi ha maturato il diritto entro oggi, il 30 gennaio 2019, potrà ottenere la pensione dal primo agosto e poi dopo sei mesi.

LA PROCEDURA ONLINE

Diventa sempre più importante l'accesso ai servizi telematici della pubblica amministrazione. Per fare domanda il canale principale è il possesso delle credenziali di accesso (il Pin) dello stesso Inps oppure l'accesso allo Spid, il Sistema pubblico di identità digitale che si può attivare gratuitamente alla Posta oppure a pagamento da società di servizi informatici. Infine la Carta nazionale dei servizi.

Dal sito Inps si deve accedere alla richiesta seguendo il percorso sintetizzato nel grafico. Per chi volesse utilizzare canali più tradizionali, si può sempre ricorrere ai patronati, agli altri soggetti abilitati oppure al Contact center Inps.

TAGLI AGLI ASSEGNI

La fondazione studi Consulenti del lavoro ha raccolto le domande più frequenti. Ad esempio l'eventuale taglio all'assegno per chi sceglierà la pensione anticipata o Quota 100. Non ci sarà, se non quello conseguente ai contributi non versati con l'uscita anticipata. Chi anticipa non evita il taglio previsto per le pensioni d'oro, sopra i 100 mila euro (dal 15% al 40% purché sia liquidata almeno in parte con il metodo retributivo). Per quanto riguarda Opzione donna, il ricalcolo contributivo porterà a riduzioni dell'assegno «fra il 20% e il 40%», ma ci sono «alcuni casi (retribuzioni considerevolmente alte e costanti nel tempo) in cui il metodo contributivo risulta più conveniente rispetto a quello retributivo».

ANCORA DA DEFINIRE

Non sono pochi gli aspetti ancora da chiarire. Il cosiddetto decretone sarà accompagnato da vari decreti attuativi e intese. Come quella tra il governo e l'Abi, l'associazione delle banche, sul prestito che permetterà agli statali di incassare il Tfs, il trattamento di fine servizio.