Passa la legge che recepisce le direttive Ue sull'olio d'oliva

La deputata Pd Colomba Mongiello, relatrice della legge "Salva olio", ha votato contro

Passa, alla Camera, in via definitiva la norma che recepisce a legge europea 2015-2016 riguardante la scadenza la qualità dell’olio d’oliva e la trasparenza della sua filiera produttiva.

D’ora in poi sarà consentita la vendita dell'extravergine vecchio, ossia con un termine minimo di conservazione superiore agli attuali 18 mesi previsti dalla normativa italiana. La norma è passata con 208 voti a favore e 103 i contrari. Sparisce, così, dall’etichetta la data di imbottigliamento che viene sostituita dalla scritta "da consumare preferibilmente entro...". E abolisce il colore ("cromatura") differente delle etichette delle miscele di oli comunitari per distinguerli da quelli made in Italy.

La deputata Pd Colomba Mongiello, prima firmataria della legge "Salva olio", a espresso un voto contrario, in dissenso con la volontà del suo partito. "Sono molto delusa per quanto è accaduto - si rammarica Mongiello - da un lato l'Antitrust multa le aziende che hanno venduto falso olio extravergine, dall'altro si approvano norme contrarie ai consumatori”. “Io ho votato contro perché sono coerente fino in fondo – spiega la Mongiello - con le battaglie sull'olio che condotto finora e non capisco questo comportamento schizofrenico. Di fatto è stato dato l'ok a una norma che favorisce lo smaltimento di olio vecchio, mentre numerosi studi hanno dimostrato che con il tempo l'olio di oliva modifica le proprie caratteristiche nutrizionali".

Per Giuseppe L'Abbate, capogruppo dei Cinquestelle in commissione Agricoltura “ora è tutto a totale discrezione del produttore abbiamo presentato un emendamento per reintrodurre la data di scadenza e quella di imbottigliamento ma abbiamo raccolto solo un 'no' della maggioranza. Governo e Pd sembrano avere più a cuore le sorti di qualche lobby straniera piuttosto che il comparto agroalimentare nazionale". Il ministero delle Politiche Agricole, dal canto suo, replica: "L'olio d'oliva non ha mai avuto data di scadenza, bensì ha un termine minimo di conservazione che resta e rimane obbligatorio sotto responsabilità del produttore, così come l'indicazione chiara ed evidente dell'origine in etichetta”. “Per chi viola le norme - spiegano ancora dal Mipaaf - sono previste le sanzioni e il sistema di controlli dimostra che siamo tra i Paesi con il maggior numero di verifiche in Europa. Da poco tra l'altro è stato rafforzato il quadro sanzionatorio sull'olio di oliva proprio per evitare le frodi". Il presidente di Coldiretti Roberto Moncalvo attacca: "Con l'invecchiamento l'olio comincia a perdere progressivamente tutte quelle qualità organolettiche che lo caratterizzano (polifenoli, antiossidanti, vitamine) e che sono alla base delle proprietà che lo rendono un alimento prezioso per la salute in quanto rallentano i processi degenerativi dell'organismo”.

Commenti
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hernando45

Gio, 30/06/2016 - 23:35

Dio del ciel se fossi UNA COLOMBA!!!!lol lol Avanti così Itagliani!!!!

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Runasimi

Ven, 01/07/2016 - 00:19

Chiedo allora alla signora Colomba Mongiello; che ci sta a fare nel PD se ha constatato che non fanno gli interessi del nostro paese? SI FACCIA CORAGGIO E PASSI CON FORZA ITALIA.

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mambo

Ven, 01/07/2016 - 01:18

Continua la demolizione del nostro paese con il consenso e la collaborazione della sinistra che sogna un'Europa come una nuova unione sovietica di stampo comunista. Che cervelli.

rossini

Ven, 01/07/2016 - 08:24

Via, via, via da questa Unione Europea oppressiva, burocratizzata e filoislamica. Via al più presto. Hanno fatto bene gli Inglesi.

Aegnor

Ven, 01/07/2016 - 09:49

Fuori dall'UEuro subito!

Cheyenne

Ven, 01/07/2016 - 10:22

e noi dovremmo stare in questo porcile??

Raoul Pontalti

Ven, 01/07/2016 - 10:27

Può essere venduto "l'olio vecchio" a totale responsabilità del venditore (e non più del produttore) come è sempre avvenuto per altri prodotti alimentari in cui non si indica la data di scadenza ma il termine minimo di conservazione una volta che quel termine è spirato. Che poi l'olio invecchiando non migliori affatto e anzi perda di qualità e rischia l'irrancidimento (in dipendenza peraltro delle condizioni di conservazione) è cosa così ovvia e risaputa da non meritar nemmeno menzione. La cromatura diversa dell'etichetta per gli oli italiani è una scemenza bastando l'indicazione di provenienza comunitaria (e nulla vieta di aggiungere origine precisa e e percentuali dei vari oli delle miscele). Da ultimo: la norma "comunitaria" l'ha fatta l'Italia sulla base della relativa direttiva UE quindi responsabili sono governo e maggioranza nazionali.

Zizzigo

Ven, 01/07/2016 - 10:52

Sembra molto importante, per la politica, che il degrado sia generalizzato. Già, nel torbido si mesta meglio!