Quel pasticcio del software grillino per i navigator

Nel dl Crescita la norma che consente di comprare il programma del prof voluto dai 5S all'Anpal

I navigator possono aspettare, il software «miracoloso» che farà incontrare domanda e offerta di lavoro invece no. Nel dl Crescita ormai in dirittura d'arrivo è stata inserita una proroga di due mesi, rispetto alla scadenza del 30 giugno, per dare tempo alle Regioni di pubblicare i bandi di selezione per i 4.000 navigator di propria competenza. Il reddito di cittadinanza continua a essere erogato ma i tempi per trovare lavoro a chi lo riceve si allungano ancora, come previsto da chi non credeva al miracolo dell'abolizione della povertà proclamato dal balcone di Palazzo Chigi da Luigi Di Maio.

L'infrastruttura umana e informatica che dovrebbe far incontrare domanda e offerta di lavoro per il milione di persone che stanno ricevendo il sussidio caro ai grillini difficilmente sarà operativa prima di diversi mesi, anche per ritardi attribuibili proprio al ministero del Lavoro. Anche la costruzione dell'infrastruttura software che dovrebbe unificare i dati dei Centri per l'impiego di venti Regioni diverse segna il passo.

I 5 Stelle stanno però tentando una barocca manovra per uscire dallo stallo e ridare la palla a Mimmo Parisi, il professore dell'Università del Mississippi che Di Maio ha fortemente voluto alla guida dell'Anpal, l'agenzia che coordinerà la ricerca di impiego. Il leader grillino aveva presentato Parisi come guru del settore in quanto autore del software «Mississippi Works» usato nel lontano stato americano. Avendolo però nominato presidente dell'Anpal, è sorto l'intoppo: come può il presidente, con soldi pubblici e senza una gara, far comprare dall'agenzia il software da lui progettato per un valore stimato di 25 milioni? I 5 Stelle stanno disperatamente cercando di aggirare furbescamente l'evidente conflitto di interessi. Una norma, brillantemente definita «Sblocca Parisi» dal sito Linkiesta, era stata inserita nello Sblocca cantieri. In seguito alle denunce sui media, è stata stralciata, ma è poi ricomparsa con qualche modifica, nel dl Crescita.

In sostanza, l'emendamento prevede che Anpal, con l'avallo del ministero del Lavoro, possa servirsi di «società in house» del ministero stesso «per ragioni di necessità e urgenza» nel «triennio 2019-2021» per acquistare il software necessario a far incontrare domanda e offerta di lavoro. Software, peraltro, che in Italia è usata da parecchie società del settore, ma evidentemente i 5S hanno deciso che è meglio ispirarsi alla sapienza del Mississippi.

Nonostante le smentite del ministero del Lavoro, il 12 giugno il Cda di Anpal ha dato mandato al proprio direttore generale di incaricare a questo scopo Invitalia. «Ma che c'entra con le politiche attive del lavoro una società che si occupa di ristrutturazione di industrie dismesse?», ha chiesto Giovanna Pentenero, assessore al Lavoro uscente del Piemonte e membro del cda di Anpal? Pare che l'osservazione non abbia scoraggiato Parisi. Resta da vedere se Invitalia, il cui presidente Domenico Arcuri è stato confermato dal governo, potrà accettare l'incarico e dribblare gare e conflitti di interessi. Intanto, l'abolizione della povertà può attendere.