Leggi il settimanale
Aggiornato alle ore 03:43
Politica

Pd e 5S si scaricano le colpe E il governo rischia l'implosione

La foto di Narni è già sfocata: dopo la sconfitta umbra è corsa ad accusare gli alleati. E i grillini ortodossi festeggiano

Così il Pd punta sull'estremismo

Una batosta ben peggiore del previsto. Un'alleanza nata per salvare la faccia in una Regione segnata dagli scandali che hanno coinvolto il Pd e dove il Movimento 5 Stelle in un anno aveva già dimezzato il consenso. Ma ora l'Umbria rischia di minare pesantemente il governo giallorosso.

Fin dal primo momento dem e grillini hanno fatto partire lo scaricabarile. Delusi soprattutto i 5 Stelle che, a nemmeno due ore dalla chiusura delle urne, già palravano di un esperimento che "non ha funzionato", chiudendo così a qualsiasi ipotesi di una coalizione anche a livello nazionale. Tace, per ora, Luigi Di Maio, mentre Nicola Zingaretti sottolinea come il Partito democratico debba ora "riflettere molto su questo voto e le scelte da fare" e accusa "il caos di polemiche che ha accompagnato la manovra economica del governo". A partire cioè dalle contestazioni rivolte dai grillini all'operato di Giuseppe Conte e Roberto Gualtieri. Ma anche da Matteo Renzi che non ha perso occasione per rinfocolare gli animi.

E oggi rincara la dose pure la senatrice Monica Cirinnà che, a Radio Cusano Campus, ammette le colpe del Partito democratico ("Pensavamo di poter contenere i danni, io non sono convinta che li abbiamo contenuti", dice), ma punta il dito contro il Movimento 5 Stelle: "Il M5S nasce come movimento di protesta e poi si rende conto che il governo è un'altra cosa, un gruppo di persone molto litigioso al suo interno e si trova a gestire una roba che loro non sono in grado di gestire". E se la prende pure con l'ex premier e attuale leader di Italia Viva la cui "linea centrista e neoliberista" ha danneggiato il partito. Parla di "sconfitta evidente" il capogruppo Pd in Senato, Andrea Marcucci, secondo cui non ci saranno ripercussioni sul governo, ma che mette comunque nel mirino i giallorossi: "Il matrimonio tra Pd e M5S in Umbria mette in evidenza tutti i limiti di alleanze costruite all'ultimo minuto e senza contenuti".

E se c'è chi - come l'europarlamentare 5S Dino Giarrusso - assicura che l'alleanza alle Regionali "non mi risulta" archiviata, c'è anche chi tra i pentastellati 'festeggia' un risultato che dà ragione a chi quell'alleanza non l'ha mai digerita. Come Gianluigi Paragone che, in un video su Facebook, imputa la "disfatta" alla mancanza di "coerenza e linearità" legata all'alleanza con il Pd e alla scelta di un candidato "vicino a Forza Italia". E getta un'ombra anche sul premier, al centro di un'inchiesta del Financial Times che lo vede legato a un fondo indagato dal Vaticano. "Sarebbe stato meglio andare da soli e schiacciare il Pd", dice ancora Paragone pur sottolineando di voler restare nel movimento, "Non accuso Di Maio, e forse l'errore è di Conte, e anzi la sconfitta è proprio di Conte (va dal re del cashmire, altro che avvocato del popolo), di Fico e anche di Grillo che continua a insistere con quell'alleanza. Non oso pensare cosa potrebbe accadere, in Emilia Romagna, Toscana, Calabria..."

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.