Il Pd finge di difendere Draghi: è colpa di Bankitalia e Consob

Renzi corregge il tiro: niente affondi su Supermario. La linea dem: "No ad una nuova stagione di tecnici"

«Stiamo facendo una battaglia straordinaria per fare chiarezza su quanto è avvenuto, e il tempo è galantuomo». Sulla questione banche, tanto più ora che quel che viene fuori dalla commissione parlamentare gli fornisce nuovi argomenti, Matteo Renzi non ha intenzione di frenare.

Tanto che, dicono nel Pd, l'argomento Bankitalia sarà anche al centro della relazione del leader nella direzione Pd convocata per lunedì prossimo. E sarà l'unico argomento, secondo i suoi, su cui entrerà in contrasto con il premier Paolo Gentiloni.

Ma ieri dal Nazareno è anche partita una serie distinguo mirati a tenere fuori dalla tenzone Mario Draghi, ex governatore della Banca d'Italia oggi alla guida della Bce. Il nome di Supermario è stato tirato in ballo ieri in alcuni retroscena di stampa, secondo i quali l'allora governatore ignorò l'allarme della Vigilanza sul valore troppo elevato delle azioni della Banca di Vicenza. Un terreno assai scivoloso, e nel Pd è scattato l'allarme: Mario Draghi non è nel mirino della campagna Pd sulla mancata vigilanza nel sistema bancario, si sono affrettati a precisare i renziani. Non è stato il lavoro della commissione o tantomeno il Pd a tirarlo in ballo. Se mai, la responsabilità è di altri. Che vengono indicati con nome e cognome dal tesoriere del Pd Francesco Bonifazi: «È piuttosto irresponsabile l'atteggiamento di Bankitalia e Consob di voler spostare il tiro su Mario Draghi», spiega.

Il capogruppo dem Ettore Rosato aggiunge un altro tassello, quello del movente: «Chi non vuole far andare avanti il lavoro della commissione di inchiesta tira fuori il nome di Draghi proprio per evitare che si vada avanti». Un «leak» strumentale, insomma, per spingere la commissione d'inchiesta contro un muro?

«Draghi - dice Ettore Rosato - è una persona che ha lavorato con grande capacità, sta facendo un ottimo lavoro nella Bce e ha fatto un ottimo lavoro da Governatore. Non abbiamo nessun interesse a coinvolgerlo in responsabilità non sue» di Bankitalia, «quindi trascinarlo in questa discussione è assolutamente strumentale. Altro invece è dire che avevamo ragione noi nel sostenere che il sistema di vigilanza non ha funzionato in Italia». Ma il capogruppo dem, alla difesa e all'apprezzamento del ruolo professionale di Draghi aggiunge anche una chiosa, replicando a chi gli chiede se il superbanchiere possa avere un futuro in politica: «Cosa farà Draghi nella prossima stagione politica non ne ho idea. Mi auguro che sia il Pd a vincere le prossime elezioni e a fare il prossimo governo. La stagione dei tecnici - non le persone ma la stagione - non credo sia stata una buona stagione. La politica deve assumersi le sue responsabilità: i tecnici sono utili e importanti in alcuni ministeri, ma la responsabilità delle scelte deve essere della politica».

Commenti

Giovanmario

Sab, 11/11/2017 - 11:00

tra un passo avanti e due indietro.. stanno cominciando a mettere in moto la macchina del fango.. che abbiano avuto sentore di una possibile futura discesa in campo del.. draghetto??

VittorioMar

Sab, 11/11/2017 - 12:08

...HANNO RAGIONE !!..SI MA LORO DOV'ERANO ??...HANNO GESTITO(?) QUESTO PAESE PER ALMENO 6 ANNI....CON BANCHE FALLITE...NON SI SONO MAI ACCORTI DI NULLA ?..NEANCHE UN ODORE DI BRUCIATO ??..COSA USCIVA DALLA CANNA...FUMARIA ??

Ritratto di adl

adl

Sab, 11/11/2017 - 12:34

La linea dem: "No ad una nuova stagione di tecnici". Suona come una excusatio non petita. A nessuno si può negare il diritto di sognare, ovvero che il Pd possa "vincere" le prossime elezioni, tuttavia se davvero Draghi fosse disponibile ad una candidatura da premier, il confronto tra SuperMario e ToscoMatteo da Rignano, sarebbe senza storia. Buttare un po' di fango per aria oltretutto serve a coprire le voragini mostruose di responsabilità su MPS e sui finanziamenti facili politicamente concessi.