Pd, i renziani attaccano: "No alleanza con Bersani alle Europee"

Nella prima Direzione Pd post primarie, il segretario Zingaretti ha annunciato che alle Europee "correremo con il nostro simbolo e la scritta 'Siamo Europei'". Ma l'area Giachetti si astiene: "Troppe ambiguità su possibili alleanze con Bersani"

Matteo Renzi alla Feltrinelli di Palermo

"Un nuovo Pd unito e aperto", ha detto Nicola Zingaretti. Sì, ma quanto? È la domanda che si sono posti i membri della minoranza renziana - la cosiddetta area Giachetti - durante la Direzione che ha visto l'approvazione della relazione del segretario dem. Approvazione che non è arrivata all'unanimità. Ad astenersi sono stati i renziani, che hanno approfittato della sconfitta in Basilicata per aprire un nuovo fronte di dibattito nel partito. Pur non cercando lo scontro frontale con il neosegretario - alla sua prima Direzione da leader del partito democratico - i membri dell'area Giachetti non hanno lesinato critiche verso Zingaretti. A indispettire i giachettiani non è stata tanto la sconfitta lucana, quanto la "troppa ambiguità" con cui il segretario ha risposto alla domanda della renzianissima Anna Ascani sulla possibile apertura del Pd a Leu per le elezioni europee di maggio. Nel suo intervento, la Ascani aveva detto: "Alleanze alle amministrative ok. Si sono sempre fatte, a prescindere dalla corrente del candidato sindaco. Ma alle Europee che significa? Escludiamo in modo esplicito che sia un modo per riaprire la porta a Mdp? Questo per noi è dirimente". Mdp vuol dire Pierluigi Bersani, uscito dal Pd durante la segreteria Renzi dopo mesi di durissimi attacchi reciproci. Durante la campagna elettorale delle Primarie, Zingaretti è stato chiaro: no ad accordi con il Movimento 5 Stelle. Ma non ha fatto altrettanto sull'ipotesi di una grande coalizione di centrosinistra da mettere insieme nel breve - Europee - e medio-lungo periodo.

Ascani: "Le sconfitte hanno padri e madri"

I renziani, dal canto loro, credono ancora nella vocazione maggioritaria del Pd o quantomeno sulla propria autosufficienza con singoli accordi con forze più moderate. E sempre contro il fronte sovranista rappresentato da Lega e Movimento 5 Stelle. "Alternativi a Salvini e Di Maio. L'ho detto e lo ripeto. Perché che l'alternativa siamo noi è abbastanza scontato, considerato che di là ci sono una dechstra che governa il Paese e una che governa le regioni. Ma bisogna aver chiaro che il bipolarismo è questo: noi da un lato e Di Maio-Salvini dall'altro", ha aggiunto Ascani prima di astenersi con 17 colleghi sulla relazione di Nicola Zingaretti. A cui è stato ricordato quanto accadeva a Renzi, quando la minoranza del partito gli addebitava le responsabilità di ogni rovescio elettorale: "A me cercare colpevoli non piace e quando mi viene voglia di farlo leggo un giallo. Non ho mai apprezzato chi si rifugia nella comfort zone di 'è colpa di tizio' - ha detto la Ascani - Fotografare una situazione, anche con un eccesso di ironia, non è dare colpe. Peraltro non mi pare che quando abbiamo perso Abruzzo e Sardegna Nicola fosse segretario. Eppure io ho detto esattamente la stessa cosa: arrivare secondi in regioni che governavi non è un buon risultato. Vuol dire perdere. Vittorie e sconfitte hanno tanti padri e madri. In passato non è stato così. Da qui in avanti per me è così", ha puntualizzato la rappresentante renziana.

Zingaretti: "Non dobbiamo perdere neppure un voto"

Nella replica dopo il voto sulla sua relazione, il segretario dem ha risposto ai dubbi della componente renziana: "Un'alleanza con Mdp? "Non si tratta di ricomposizioni, ma di trovare una nuova dimensione perché non si perda nemmeno un voto. Questa è una posizione, con alcune astensioni, che il partito ha condiviso in maniera unitaria". Prima, però, l'annuncio sul simbolo Pd che sarà presentato alle Europee: "Alla mezzanotte del 26 maggio il mondo e l’Europa guarderanno dove sarà arrivata la nostra colonnina. Il nostro simbolo sarà quello del Pd con un riferimento al gruppo Socialisti e democratici e la scritta 'Siamo Europei'". Poi una riflessione sul capitolo alleanze: "Si sta ripartendo con un clima nel quale ci sono le differenze ma una convinta volontà di percorrere una strada insieme. Ora bisogna combattere e chiamiamo tutti gli italiani perché noi stiamo ripartendo sul serio. Sono molto contento e soddisfatto, ringrazio la nuova direzione per l'atmosfera sincera e unitaria, ha dato vita a un dibattito vero su come rilanciare il partito. Ora si parte con un nuovo Pd e nuove alleanze da costruire insieme", il commento finale del segretario.

Commenti

sgarbistefano

Mer, 27/03/2019 - 05:22

Bravi. Insistete con lo Jus Soli e il Migration Compact! Vedrete che così gli elettori migreranno i massa da Lega e 5 stelle al PD.