Pd, la rabbia dei giovani dem di Pesaro

"Non è che quelli di sinistra non ci hanno votato. È che sono morti". Con questa frase choc i giovani democratici di Pesaro hanno riaperto la questione generazionale

I giovani democratici di Pesaro sembrano essere quelli che hanno preso peggio la sconfitta elettorale nella loro città. "Non è che quelli di sinistra non ci hanno votato. È che sono morti", hanno scritto in un post pubblicato sulla loro pagina Facebook, appena 16 ore dopo l’esito delle Politiche.

Per il segretario provinciale del Pd pesarese, Giovanni Gostoli, però, quella “è stata solo una battuta ironica, non un'analisi politica", ma i 'millenials', autori del post, per bocca del segretario dei Giovani dem di Pesaro, Timoteo Tiberi, puntualizzano: “È ovvio che era una battuta, perché si parlava di morti di vecchiaia: ma doveva servire a far riflettere e credo che ci siamo riusciti". La sconfitta del Pd, secondo Tiberi, è dovuta alla mancanza di ascolto delle istanze giovanili:“Se in Italia solo il 15% dei ragazzi sotto i 25 anni ha votato Pd, qualcosa di rilevante è davvero accaduto. Tanto più se, come sembra, almeno il 50% di loro ha invece sostenuto M5s. I dirigenti provinciali e quelli nazionali dovevano agire diversamente, e ascoltare le nostre proposte e indicazioni, non snobbarci o metterci in secondo piano". Il tema del lavoro è stato sottovalutato, ha aggiunto Tiberi che accusa il Pd di “scarso ascolto delle esigenze dei territori. E questo non è da addebitare solo a Renzi, ma a tutti i vertici del partito". Martina, invece, diversamente dall’ex segretario,“può essere una figura valida soprattutto se saprà fare opera di mediazione, in vista delle azioni future”. “Nel partito occorre aprire un dialogo, e comprendere le cause della sconfitta, anche alla luce del fatto che il 70% degli italiani (quelli che non hanno votato Pd e tutti i vari soggetti della sinistra) non si riconosce più nei valori della solidarietà, del riformismo, dell'Europa”, conclude Tiberi che, la settimana prossima, si ritroverà insieme agli altri giovani democratici delle Marche per discutere sulle prossime mosse da fare per rilanciare il partito.

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