Pena di morte, per il sistema informatico del Ministero esiste ancora

A scoprirlo e a denunciarlo con un post su Facebook è stata l'ex deputata radicale Rita Bernardini

"L’Italia ha abolito la pena di morte nel 1948 (salvo che per i crimini di guerra) con l’entrata in vigore della Costituzione; nel 1994 viene cancellata anche nel codice penale militare di guerra e solo nel 2007 definitivamente cassata dalla nostra Costituzione. Eppure in documenti ufficiali del Ministero della Giustizia, ancora oggi nel 2015, ci tocca leggere frasi come quella che trovate nella foto 'Pena di morte, sostituita con l’ergastolo'". A scriverlo su Facebook è l'ex deputata radicale Rita Bernandini che racconta di averla scoperta nel carcere di Opera in occasione del sesto Congresso di Nessuno Tocchi Caino.

"Se consideriamo che tale certificazione è stata rilasciata dall'Ufficio per lo sviluppo e la gestione del sistema informativo automatizzato che 'ha il compito di applicare le tecnologie informatiche ai servizi istituzionali di custodia e rieducazione dei detenuti, di gestione delle risorse umane, finanziarie e strumentali dell’amministrazione' e che uno immagina debba essere aggiornatissimo sulla normativa in vigore, abbiamo un ulteriore prova della sciatteria con la quale viene amministrata la giustizia in Italia", conclude l'ex deputata nel suo post.

Commenti
Ritratto di mortimermouse

mortimermouse

Mer, 30/12/2015 - 20:00

eggià! perchè la giustizia è tutta in mano alla sinistra! proprio quella che ruba, imbroglia, inganna, travisa, ordina omicidi e suicidi... e i cre.tini di sinistra che fanno? criticano berlusconi! :-) poracci... :-) ancora non hanno capito!!

venco

Mer, 30/12/2015 - 20:18

La pena di morte andrebbe applicata agli immigrati che commettono delitti.

Ritratto di Runasimi

Runasimi

Gio, 31/12/2015 - 01:28

Si meraviglia la deputata Bernandini per una parola rimasta impigliata nel burocratese del Ministero della Giustizia. Va a pescare insignificanti peli nell'uovo e non dice niente della grave offesa alla giustizia perpetrata quotidianamente dai magistrati iscritti a MAGISTRATURA DEMOCRATICA. QUESTI SERVI INFEDELI DELLO STATO HANNO DECISO ARBITRARIAMENTE E ABUSIVAMENTE DI INTERPRETARE LE LEGGI "BORGHESI" SECONDO IL SOCIOLOGISMO DERIVATO DALL'IDEOLOGIA COMUNISTA DI CUI SI PROFESSANO MILITANTI. È forse meno pericoloso occuparsi delle stolte banalità che fanno capo all'insulsa retorica di chi si è inventato lo sterile proclama di "Nessuno tocchi Caino" PIUTTOSTO CHE AFFRONTARE I VERI PROBLEMI CHE INQUINANO LA DEMOCRAZIA DEL NOSTRO PAESE. Anche i radicali sono affondati nella ciarlataneria.