Le pensioni d'oro dei politici finiscono ai neo papà

I 750mila euro recuperati dai vitalizi convertiti in assegni da 800 euro per i congedi familiari

Dalle tasche, piene, dei politici a quelle, in affanno, delle famiglie altoatesine. Anzi, dei neo papà, che per godersi il lieto evento ora potranno congedarsi dal lavoro fino a tre mesi contando su un assegno mensile da 800 euro.

La redistribuzione alla Robin Hood, un unicum in Italia, è stata decisa dalla Provincia autonoma di Bolzano, che ha destinato alla misura oltre 746mila euro parte del tesoretto ricavato dalle pensioni d'oro restituite dagli ex consiglieri regionali. E servirà soprattutto a gettare un bel po' d'acqua sull'incendio divampato dallo scandalo che in passato ha visto uscire una montagna di soldi dalle casse della Regione per entrare in quelle dei politici di professione sotto forma di anticipi o liquidazioni di vitalizi. Oltre 29 milioni di euro che la classe di paperoni si era riservata grazie a una legge del 2012 (che riduceva l'assegno ma consentiva di riscuotere in parte subito e in parte dopo 5 anni quanto maturato), e che il Trentino Alto Adige ha preteso indietro con una norma introdotta due anni più tardi sulla scia delle polemiche e delle inchieste della Procura. Nel 2014, la Regione ha ricalcolato gli assegni e ha chiesto a ognuno dei suoi eletti (127) di restituire centinaia di migliaia di euro già erogati. Così, con i tre milioni recuperati finora - al netto del braccio di ferro giudiziario ingaggiato da un pattuglione di «ex» che a colpi di ricorsi spera di conservare le somme liquidate - la giunta aveva già iniettato una boccata d'ossigeno alla voce welfare.

Martedì l'esecutivo di Arno Kompatscher ha dato il via libera all'ulteriore «transazione»: da settembre i padri che lavorano nel privato potranno richiedere un assegno per un periodo che va dai 2 ai 3 mesi di congedo parentale consecutivo nel primo anno e mezzo di vita dei figli; quelli che ricevono il 30% del proprio stipendio hanno diritto a 400 euro al mese, chi invece non usufruisce di alcuna indennità può percepire anche 800 euro al mese. La cifra si riduce a 600 euro per chi percepisce l'indennità al 30% solo per una parte del congedo. «Il ruolo del padre è cambiato molto negli ultimi anni - ha spiegato Komatscher - abbiamo assistito a una parificazione tra i ruoli nella famiglia. Per questo vogliamo sostenere i padri che hanno la possibilità e il desiderio di trascorrere un periodo accanto ai propri figli». Anche perché, aggiunge l'assessore alla Famiglia Waltraud Deeg, «le statistiche rivelano che meno del 10% d usufruisce del congedo parentale, principalmente per ragioni economiche». Con questo contributo, che raggiungerà un esercito di 700 neo papà, «poniamo le basi per famiglie più solide».

Commenti

unosolo

Gio, 25/08/2016 - 11:13

insomma i soldi dei cittadini invece di finire per tutti i cittadini finiscono solo come assegno per i neo papà , anche qui un enorme errore , quei soldi rubati politicamente dovevano almeno essere destinati per i servizi di tutti i cittadini , purtroppo abbiamo amministratori che vogliono restare seduti nelle poltrone conquistate o ricevute come dono.

Ritratto di pinox

pinox

Ven, 26/08/2016 - 08:46

altra mancia elettorale. siamo ingabbiati alla zavorra del debito pubblico, che è già insostenibile e il nostro grande statista si preoccupa ancora una volta di distribuire soldi a pioggia per avere in cambio consenso elettorale....e il nostro grande presidente della repubblica stà a guardare la nave italia che lo schettino al comando del governo sta portando dritta contro gli scogli.....è evidente che il fine non è quello di far fare figli, perchè le coppie fanno figli se vedono un futuro certo per la propria famiglia, non perchè ricevono 800 euro una tantum.