Pensioni, rispunta la flessibilità

Il sottosegretario Nannicini: nuove regole nella prossima Stabilità

Roma - Il governo è a caccia di buone notizie e rilancia la flessibilità in uscita sulle pensioni. L'attesissimo superamento della riforma Fornero dovrebbe arrivare «nella prossima legge di Stabilità», ha annunciato ieri il sottosegretario alla Presidenza del consiglio Tommaso Nannicini. Tempi lunghissimi quindi. E con tutte le cautele del caso. «Come già aveva detto Renzi i tempi non sono maturi ma il tema resta e il governo intende affrontarlo se il quadro di finanza pubblica lo consentirà».In altre parole un ammorbidimento della riforma previdenziale varata dal governo Monti è tutto da vedere. Al premier Matteo Renzi piacerebbe molto allentare i vincoli che hanno reso il sistema italiano uno dei più severi. Ma la nostra previdenza è lontana dall'equilibrio sul lungo termine, minata dal rosso delle pensioni degli statali e da una contribuzione che resta troppo bassa rispetto al numero degli assegni staccati. È di qualche giorno fa la certificazione di Eurostat che assegna all'Italia il primato della popolazione inattiva. Le proposte in campo comportano un costo per i conti pubblici. Oppure, ed è il caso di quella messa in campo dal presidente dell'Inps Tito Boeri, prevede il ricalcolo contributivo, quindi un taglio agli assegni. Ipotesi già bocciata da sindacati e dallo stesso partito del premier, il Pd, in primo luogo dal presidente della Commissione Lavoro della Camera Cesare Damiano. Ex ministro del Lavoro e fautore di un abbassamento dei requisiti della pensione (62 anni con 35 di contributi) con un taglio minimo alla prestazione (al massimo l'8%).L'uscita di Nannicini, renziano fedelissimo, ha un valore più politico. È l'ennesima presa di distanza dai due precedenti esecutivi, quello Monti e quello guidato da Enrico Letta. Poi ha la funzione distrarre l'attenzione dall'altra mina previdenziale che il governo non riesce a disinnescare: la riforma delle reversibilità con la possibilità di un giro di vite sui vedovi/vedove con un reddito familiare alto. Si tratta solo di una «delega ampia sul riordino dei sistemi assistenziali», ha spiegato lo stesso Nannicini. Palazzo Chigi aveva già smentito, ma ieri si sono mossi direttamente Renzi e il ministro del Lavoro. «È una balla», ha assicurato il premier. Il governo «non ha intenzione di intervenire», secondo Giuliano Poletti. Il sottosegretario all'Economia Enrico Zanetti se la prende con i «dispensatori di panico». Ma l'ipotesi, per quanto tecnica, c'è e la riorganizzazione delle prestazioni assistenziali prevista dal pacchetto povertà dà al governo la facoltà di farlo.AnS