Perquisita dall'Fbi la casa dell'ex capo della corsa di Donald

New York Un blitz in piena regola per scovare documenti e altre informazioni nell'ambito dell'indagine sul Russiagate. L'ultimo colpo di scena nell'inchiesta sulle possibili ingerenze di Mosca nelle elezioni presidenziali del 2016 riguarda l'ex numero uno della campagna di Donald Trump, Paul Manafort, che alle prime luci dell'alba si è visto gli agenti dell'Fbi bussare alla porta della sua abitazione ad Alexandria, in Virginia. Secondo il Washington Post la perquisizione è avvenuta - a sorpresa - il 26 luglio scorso, il giorno dopo l'incontro di Manafort con la commissione intelligence del Senato. I funzionari hanno portato via numerose carte, tra cui documentazione fiscale e resoconti bancari, anche se l'ex manager aveva volontariamente prodotto diversi fogli alle commissioni in Congresso che indagano sul Russiagate. E questo vuol dire che gli investigatori non si fidano di lui. Ma la perquisizione potrebbe anche rivelare l'intenzione di inviare il messaggio all'ex manager della campagna di Trump (e ad altri dei suoi stretti collaboratori, incluso il genero Jared Kushner) che non si aspettino nessun trattamento di favore da parte della squadra del procuratore speciale Robert Mueller. Anche il portavoce di Manafort, Jason Maloni, ha confermato il blitz degli agenti, precisando che l'ex lobbista ha collaborato nella ricerca: «Ha cooperato con le forze dell'ordine in altre occasioni, e lo ha fatto anche questa volta» ha detto.

Mentre dalla Casa Bianca trapela irritazione, con un consigliere che sottolinea: «Se l'Fbi voleva degli altri documenti da lui poteva chiederli». Sta di fatto che Mueller sta aumentando la pressione legale su Manafort, raccogliendo sotto la sua autorità tutta una serie di indagini in vari aspetti della vita professionale e privata. E il suo entourage pensa che il procuratore speciale voglia costruire un caso contro di lui non legato alle elezioni del 2016, nella speranza che Manafort ceda alle pressioni e fornisca informazioni su Trump.

Nel frattempo il figlio del presidente, Donald Jr, finito nel mirino per l'incontro con l'avvocatessa russa che doveva fornirgli materiale compromettente su Hillary Clinton, ha consegnato oltre 250 pagine di documenti alla commissione giustizia del Senato che indaga sul Russiagate, la stessa che alcuni giorni fa aveva già acquisito circa 20mila pagine dalla campagna del tycoon.

VRob