Piazza San Carlo, Appendino adesso rischia il processo

Chiuse le indagini

Torino - È sempre più vicino il rinvio a giudizio del sindaco di Torino Chiara Appendino per omicidio colposo, lesioni colpose e disastro colposo. La procura ha infatti concluso le indagini su quanto è accaduto in piazza San Carlo, quando - la sera del 3 giugno dell'anno scorso - la finale di Champions League Juventus-Real Madrid, trasmessa sul maxischermo collocato nel cuore della città, si è trasformata in una notte di panico e sangue. Mille e 526 persone sono rimaste ferite nella calca provocata dal fuggi fuggi generale - una in maniera talmente grave da rimanere paralizzata - e una giovane tifosa è morta dopo 12 giorni di agonia in ospedale.

Dopo 10 mesi di indagini la procura ha messo un punto fermo, con la notifica agli indagati della chiusura delle indagini, atto che di norma prelude, appunto, alla richiesta di rinvio a giudizio. A confermare l'arrivo della notifica da parte della procura, è stato lo stesso primo cittadino del M5s, che attraverso un comunicato ha fatto sapere: «Mi è stato notificato l'atto con la chiusura delle indagini per piazza San Carlo. Resto a disposizione della magistratura, come lo sono sempre stata». Oltre al primo cittadino torinese del M5s, l'inchiesta ha portato all'iscrizione di 21 persone nel registro degli indagati, tra i quali l'ex capo di gabinetto del Comune Paolo Giordana, l'ex questore Angelo Sanna e il prefetto Renato Saccone. Sotto accusa sono finiti anche i dirigenti di Turismo Torino, l'ente del Comune che aveva organizzato l'evento. Alcuni difensori hanno già ricevuto comunicazione che la prossima settimana avranno la possibilità di consultare il materiale raccolto dagli inquirenti. Secondo indiscrezioni, i pm avrebbero intenzione di chiedere l'archiviazione per alcune posizioni. È il caso del prefetto Saccone la cui posizione è stata stralciata.