Piazza San Carlo, insabbiata commissione d'indagine

Il Consiglio regionale del Piemonte ha infatti boicottato la commissione d’indagine sui tragici fatti del 3 giugno. La richiesta di iscrivere la delibera che avrebbe istituito l’organismo d’inchiesta non ha raggiunto i voti necessari per modificare l’ordine del giorno del Consiglio regionale

Insabbiata ed affondata, almeno a livello regionale, la verità sui fatti di piazza San Carlo. Proprio nel giorno in cui Palazzo Lascaris ha osservato un minuto di silenzio per Erika Pioletti, deceduta dopo 12 giorni di agonia. Il Consiglio regionale del Piemonte ha infatti boicottato la commissione d’indagine sui tragici fatti del 3 giugno. La richiesta di iscrivere la delibera che avrebbe istituito l’organismo d’inchiesta non ha raggiunto i voti necessari per modificare l’ordine del giorno del Consiglio regionale. La proposta, avanzata da Maurizio Marrone di Fratelli d’Italia, non verrà quindi discussa.

Da Palazzo Lascaris, il meloniano contrattacca puntando il dito contro i colleghi del Partito Democratico. “Le tante assenze tra i banchi del Pd – denuncia Marrone a Il Giornale.it – dimostrano che il ‘Chiappendinismo’ è forte”. Non una sorpresa, bensì “un’amara conferma – prosegue – dell’asse conclamato tra Movimento 5 Stelle e Pd che, con questa manovra, ha tolto dall’imbarazzo i ‘compagni’ grillini”. Eppure, nel corso dell’ultima conferenza dei capigruppo, tutti, tranne gli esponenti del partito di Beppe Grillo, si erano espressi a favore dell’inserimento della delibera.

Nel frattempo, “dinamiche, inadempienze e lacune che possono aver aggravato il bilancio” – 1.526 feriti ed un morto – dell’ondata di panico di quella notte verranno accertate da una commessione parallela, già incardinata presso il Consiglio comunale di Torino. In quel di Palazzo Civico, l’organismo è presieduto proprio dai Dem. La presidenza è stata affidata al vice presidente del Consiglio Comunale, Enzo Lavolta, anche se, inizialmente, doveva esser la Lega Nord ad occuparsene. Proprio oggi, i nove commissari incaricati dall’assemblea cittadina, hanno sentito la Appendino per 50 minuti. L’audizione, avvenuta a porte chiuse, è coperta dal massimo riserbo. I nodi da sciogliere sono sempre gli stessi: l’assenza di un divieto di vendita per le bottiglie di vetro e la presenza incontrastata di ambulanti abusivi in piazza, la scelta di allestire un solo maxischermo e non due e la mancata chiusura del parcheggio sotterraneo.

Anche la magistratura ha aperto un fascicolo per accertare profili penali e responsabilità ma, come risulta dagli atti, l’unico indagato al momento è Vito Strazzella, imprenditore sabaudo titolare del Caffè San Carlo. L’uomo si è visto recapitare un avviso di garanzia per non aver tolto il déhors. Anche se la Appendino non aveva emesso le “famose” ordinanze anti vetro, è da segnalare che Strazzella aveva deciso autonomamente di servire le bevande solo in bottigliette di plastica.

Commenti

swiller

Mar, 20/06/2017 - 23:28

Avevate qualche dubbio.....io nessuno.