Politici, campioni, cittadini. Valanga di auguri a Berlusconi

Gli 80 anni dell'ex premier con i familiari e gli amici stretti. "Renzi inaffidabile, io eliminato solo da giudici e Napolitano"

Roma - «Regrets, I've had a few», cantava Frank Sinatra nella canzone forse più rappresentativa del suo repertorio. Silvio Berlusconi, però, nel giorno del suo 80esimo compleanno celebrato lontano da riflettori e grandi folle, più dei rimpianti mostra a tutti il segno di una vitalità e di una forma fisica che lascia presagire progetti futuri molto più che riflessioni retrospettive su una vita pure assolutamente fuori dall'ordinario.

Nel giorno in cui l'Italia lo celebra, i siti stranieri fanno rimbalzare a tutte le latitudini la notizia del suo genetliaco e viene travolto da telefonate (tra cui quella di Vladimir Putin), lettere, telegrammi e messaggi di ogni tipo, Berlusconi si concede tre appuntamenti in cui lega la passione per il bello agli affetti amicali e familiari.

La prima tappa è una visita a sorpresa di circa un'ora nella villa di Rogoredo. Qui in tarda mattinata insieme a Francesca Pascale si reca a constatare i progressi nei lavori alla residenza acquistata un anno fa dall'imprenditore Valentino Giambelli. L'ex villa Giambelli è oggetto da mesi di una ristrutturazione sia interna che esterna e l'ex premier si presenta spesso per curare ogni dettaglio. La visita si trasforma in una festa a sorpresa con torta e brindisi organizzata dalle maestranze al lavoro (con lo zampino di Francesca Pascale) con le quali Berlusconi si ferma con grande divertimento a chiacchierare.

Il secondo appuntamento della giornata è un pranzo ristretto ad Arcore con gli amici di sempre: Fedele Confalonieri, Gianni Letta, Adriano Galliani con l'aggiunta del fratello Paolo e del figlio Piersilvio. L'atmosfera è rilassata. Lo stesso Berlusconi non nasconde di essere gratificato e lusingato da ciò che ha letto sui giornali, nelle varie celebrazioni della sua epopea, e di essere rimasto «sorpreso» dalle parole di Eugenio Scalfari, nemico di mille battaglie, che a suo modo su Repubblica fa una sorta di mea culpa, ammettendo di essersi sbagliato quando nel '94 scrisse «scende in campo il ragazzo coccodè». Nei tanti articoli, però, Berlusconi nota una «dimenticanza»: «Manca un aspetto che è poi la sintesi di questi anni: il fatto che io non sono stato fatto fuori da un avversario politico, ma dai giudici e da Napolitano». Lo sguardo sulla politica è come sempre attento. Su Matteo Renzi il giudizio è senza appello: «É inaffidabile», mentre Stefano Parisi (con cui in mattinata si sente telefonicamente) viene promosso. Partecipati e commossi sono gli auguri di Piersilvio, conditi da un rassegnato rimbrotto. «Ti auguro semplicemente di continuare a fare ciò che davvero desideri, anche se questo temo comporti il fatto che continuerai a fare politica».

L'ultimo festeggiamento è la cena con tutti i figli, quelli avuti dalla prima moglie Carla Dell'Oglio, Marina e Pier Silvio; quelli nati dall'unione con Veronica Lario (Barbara, Luigi ed Eleonora, che ha appena avuto una bimba, Flora, partorita a Londra); i nipoti e Francesca Pascale. L'unica battuta pubblica Berlusconi la concede fuori da Arcore: «Vedo con molto pessimismo la situazione italiana, a Roma tornerò dopo il viaggio a New York». Una missione, quella negli Stati Uniti, che inizierà oggi per sottoporsi a una visita con un'equipe specializzata, la stessa che lo operò a Cleveland. Un check up che farà da preludio al suo grande ritorno sulla scena pubblica a metà novembre, in occasione della conferenza programmatica di Forza Italia.