Polizia, il Sap inizia lo sciopero della mensa

Gianni Tonelli, segretario generale del Sap, intanto è ormai al 36esimo giorno di sciopero della fame

Non si ferma lo sciopero della fame di Gianni Tonelli. “Non so quanto potrò resistere. Questa vicenda comincia a diventare molto difficile e problematica”, dice il segretario generale del Sindacato autonomo di polizia (Sap), arrivato al 36esimo giorno di sciopero della fame, indetto lo scorso 21 gennaio per denunciare le carenze dell’apparato della sicurezza e per solidarietà nei confronti del collega sospeso dal servizio per aver mostrato, nel corso di un programma tivù, l’inadeguatezza degli equipaggiamenti in uso alla polizia.

Ora è tutto il Sap a manifestare la propria vicinanza a Tonelli con lo sciopero nazionale della mensa. Secondo il sindacato “i poliziotti e i cittadini meritano un apparato della sicurezza efficiente. Tutti sanno che i nostri caschi sono marci, i giubbotti scaduti, gli ambienti di lavoro luridi, gli equipaggiamenti inadeguati, la formazione insufficiente e l’apparato debilitato dai tagli”. Il Sap sottolinea che “ci sono in gioco valori ben più importanti di un casco marcio o di un giubbotto antiproiettile scaduto”. Tonelli in persona, poi, torna ad attaccare il Dipartimento della Pubblica Sicurezza per la sua volontà di “di reprimere con il falso il nostro dissenso”.“È chiaro che nessuno vuole interessarsi del mio gesto – conclude il segretario del Sap - perché prestare attenzione al mio sciopero della fame significa prestare attenzione alle responsabilità dei nostri vertici, che sono ineludibili”.