Porte girevoli toghe-politica L'ex deputato Pd verso la guida del Tribunale E il Csm si spacca

Anna Maria Greco

Roma Lanfranco Tenaglia è magistrato da 28 anni, ma per 8 è stato deputato del Pd e anche «ministro-ombra» della giustizia, durante il governo Berlusconi nel 2008-2009. Nel 2013 è tornato alla toga e ora il Csm si prepara a nominarlo presidente del tribunale di Pordenone. Tra le polemiche, perchè l'altra candidata è Licia Consuelo Marino, nessuna esperienza politica ma oltre 30 anni di servizio, rigorosamente trascorsi negli uffici giudiziari e dal 2013 con funzioni semidirettive proprio nel tribunale in questione. Lo scontro in aula ha provocato il rinvio del voto al 5 luglio.

Un classico caso di «carriere parallele», di «fuori ruolo» prestati alla politica, che maturano nelle Camere anzianità e scatti di servizio, grazie alle valutazioni di professionalità e quando rientrano magari superano i colleghi rimasti al chiodo tra montagne di sentenze.

Nel plenum di ieri, dunque, la relatrice Paola Balducci, laica di centrosinistra, è arrivata con il voto in commissione favorevole a Tenaglia dei consiglieri delle correnti di sinistra di Area e di Unicost: 4 a 2. A favore della Marino si sono schierati il consigliere di Magistratura indipendente Tonino Forteleoni e il laico di Fi Pierantonio Zanettin.

La discussione si è fatta accesa, perchè i contrari alla promozione dell'ex parlamentare, sottolineavano che il suo incarico non è stato tecnico, ma «partitico» e i suoi legami con il governo non sembrano rescissi, visto che il consiglio dei ministri ha recentemente proposto la sua nomina a consigliere di Stato.

MI non ha contestato il profilo professionale di Tenaglia, che attualmente è al tribunale per i minorenni di Venezia, ma sostenuto che il curriculum della Marino è più completo e adeguato al ruolo. Accusando di incoerenza i consiglieri di sinistra, che hanno contestato le promozioni di altri ex fuori ruolo, come nel 2014 quando si discuteva la nomina di Francesco Lo Voi al vertice della procura di Palermo. Forteleoni ha denunciato con forza «il doppiopesismo culturale dei consiglieri di Area, sempre impegnati a censurare i percorsi professionali di valorosi colleghi che avessero trascorso appena qualche mese della loro carriera in posizione di fuori ruolo, salvo poi proporre, alla presidenza di un tribunale, un magistrato, per ben 8 anni parlamentare ed esponente di spicco del Pd».