Pressing alto della Lega sulla data per la sfiducia

Matteo Salvini e i suoi vorrebbero votare il prima possibile, già il 13 ottobre. Ma le urne potrebbero slittare. Ecco perché

Che si andrà al voto, ormai, è cosa scontata. La crisi del governo è stata ufficializzata e la Lega ha presentato in Senato la mozione di sfiducia al premier Giuseppe Conte. Il piano di Matteo Salvini e dell'intera compagine leghista è chiaro: andare a votare e farlo il prima possibile. Già il 13 ottobre.

Ecco perché il Carroccio fa pressing alto e insiste su tempi rapidi, indicando la data di martedì prossimo, 13 agosto, come primo giorno utile per parlamentarizzare la crisi e renderla ufficiale con un voto in Aula. Ma la decisione spetta alla Conferenza dei capigruppo del Senato, convocata dalla presidente Elisabetta Casellati per lunedì pomeriggio alle ore 16 in punto. Saranno così i capigruppo a stabilire tempi e modi del dibattito sulla mozione di sfiducia presentata dalla Lega contro il presidente del Consiglio. E la decisione, viene sottolineato, dovrà necessariamente tener conto dei tempi tecnici necessari a consentire a tutti i senatori, già in ferie da una settimana, di far rientro a Roma.

Dunque, si ragiona tra le forze politiche a Palazzo Madama, la seduta non potrà essere convocata prima di una settimana, dieci giorni. Si arriva così a lunedì 19 agosto. E sono proprio le date di lunedì 19 e martedì 20 agosto quelle indicate come le più probabili in queste ore. In questo caso, la prima domenica buona per votare sarebbe quella del 20 di ottobre.

La Lega però non cede: il Senato può riunirsi subito, già la prossima settimana, perché la mozione di sfiducia va discussa in tempi rapidi. In realtà, se è vero che sia il regolamento del Senato che la Costituzione stabiliscono un limite temporale minimo, la mozione di sfiducia non può essere discussa prima di tre giorni dalla sua presentazione, è snche altrettanto vero che non è prevista alcuna data di scadenza, nessun tempo limite massimo. Dunque, almeno in teoria, come osservano fonti parlamentari di palazzo Madama, si potrebbe convocare l'Aula anche a fine agosto o addirittura alla naturale ripresa il 10 settembre. Ipotesi, queste ultime, altamente improbabili a livello politico, in quanto allungherebbero i tempi del limbo con un governo in carica ma che, di fatto, non ha più la maggioranza; inoltre, rischierebbero pure di trasformarsi in un boomerang per le altre forze politiche, che sarebbero accusate dalla Lega di inciucio e non voler tornare a consultare il popolo.

Infine, quanto alla riunione dei capigruppo, se non ci dovesse essere accordo sulla data della convocazione dell'Aula per la discussione della mozione di sfiducia, si deciderà a maggioranza. E la Lega potrebbe ritrovarsi in minoranza. Una volta stabilita la data, scatta la fase della convocazione dei senatori. Che dovranno tenere sempre il telefono acceso e sotto mano.

Commenti
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etaducsum

Ven, 09/08/2019 - 20:08

Questa volta la montagna pare proprio che abbia le doglie. Trattandosi di Salvini, però, le doglie potrebbero essere solo bisogno di fare un ruttino (tutt’altro che ino direi), come tante altre volte. Se poi di doglie si tratta veramente, mi aspetto di vedere il proverbiale ridicolo topolino cui ci ha abituati.