Prezzo latte, intesa raggiunta a 74 centesimi al litro

Il ministro delle Politiche Agricole Gian Marco Centinaio annuncia: "È stato trovato l'accordo sul prezzo del latte tra pastori e trasformatori a 74 centesimi, con l'impegno di un conguaglio a novembre in base al prezzo di mercato del pecorino romano"

"È stato finalmente trovato l'accordo sul prezzo del latte tra pastori e trasformatori a 74 centesimi, con l'impegno di un conguaglio a novembre in base al prezzo di mercato del pecorino romano". Ad annunciarlo è il ministro delle Politiche Agricole Gian Marco Centinaio commentando l'esito del tavolo convocato dal prefetto di Sassari con i rappresentanti dei pastori sardi e delle aziende di trasformazione.

Questa, per Centinaio, "è la dimostrazione che quando ci si siede a un tavolo con spirito costruttivo si raggiungono importanti traguardi". "Posso assicurare che quello di oggi è solo l'inizio. Andiamo avanti e ci mettiamo a disposizione, lavorando in modo serio sull'organizzazione dell'intera filiera e il rilancio del settore come ho sempre promesso", ha aggiunto il ministro. L'accordo raggiunto poggia su diversi meccanismi, tra cui il monitoraggio settimanale dei prezzi delle tre Dop di pecorino sul listino della Camera di commercio di Milano così da permettere un adeguamento mensile dell'acconto sul prezzo del latte ovino. Il pastore, poi, avrà un'attribuzione delle quote di produzione e potrà scegliere di cambiare conferitore e trasferire con sè la quota di latte a lui attribuita nel caseificio di riferimento che opterà. Battista Cualbu, presidente di Coldiretti Sardegna, ha annunciato, inoltre, "una revisione delle penali sugli sforamenti delle quote di produzione del pecorino da parte delle aziende casearie". "In Sardegna 35 su 37 già sono andate oltre i limiti consentiti. Attualmente - ha spiegato - a queste aziende viene applicata una penale di 16 centesimi a chilogrammo a fronte di 2,5 euro al chilogrammo di penale prevista per lo sforamento delle quote di produzione del Parmigiano reggiano". Altre risorse, circa 14 milioni di euro, sono state destinate al ritiro del formaggio invenduto a favore delle sole aziende di produzione del pecorino Dop e non a quelle di commercializzazione. Infine, ci sono risorse pari a 5 milioni di euro per l'abbattimento degli interessi sui mutui agrari. Grande soddisfazione per l'intesa raggiunta è stata espressa anche dal ministro dell'Interno e vicepremier Matteo Salvini che ha ringraziato"tutti quelli che hanno permesso di arrivare a questo risultato positivo" e ha aggiunto:"Conto di tornare presto in Sardegna per festeggiare con i pastori, sempre pronto a intervenire qualora ce ne fosse bisogno".

Commenti

Holmert

Ven, 08/03/2019 - 19:17

Vi dovete battere per difendere il pecorino romano, dai contraffattori e dalle "sole". Il pecorino romano si fa solo in Sardegna ed in parte nel Lazio. I francesi difendono i loro prodotti , gli italiani non ci fanno caso e noi perdiamo fior di miliardi in esportazione. Si tenga presente che il pecorino romano ed il parmigiano sono i più taroccati,cinesi compresi. Solo così si possono salvare i pastori,perché se non si vende il pecorino che te ne fai del latte?

carlottacharlie

Ven, 08/03/2019 - 20:26

Personalmente, e non sono contadina, non mi sembra sia poi tanto l'aumento. Il pecorino romano costa la bellezza di 34,00 e più euro il chilo ed è sempre la solita storia quando si tratta dell'agroalimentare, pagati una miseria all'origine, guadagni sostanziosi alla filiera. Brutte genti tutte, sfruttatori al cubo, che vi venga un accidente.

SpellStone

Sab, 09/03/2019 - 02:55

ok il primo passo e' stato fatto... ora non si deve piu' dipendere solo dal pecorino romano....

Ritratto di Contenextus

Contenextus

Sab, 09/03/2019 - 08:58

I soliti interventi statalisti utili più ai fini elettorali che al consumatore. Se un'azienda non sta in piedi, chiude.