Profezia dei sondaggisti: ​"Centrodestra al ballottaggio"

Il mercato elettorale si anima con le recenti nascite di nuove formazioni, e anche tra i leader, si registrano significativi spostamenti nella fiducia, alle spalle di Renzi

Il mercato elettorale si anima con le recenti nascite di nuove formazioni, e anche tra i leader, si registrano significativi spostamenti nella fiducia, alle spalle di Renzi. Il sondaggio che l’Istituto IPR Marketing, diretto da Antonio Noto, ha effettuato per conto del TG3, (intervistando, il 12 novembre, attraverso il proprio esclusivo sistema Tempo Reale, un campione di mille cittadini, rappresentativi per età, sesso ed area di residenza della popolazione italiana) e presentato nell’edizione delle 19 del Tg, evidenzia che Sinistra Italiana può contare su una base di partenza del 5% (e un bacino potenziale che lo porta fino all’8%), mentre alle spalle di Renzi (40%) spinge Di Maio, salito al secondo posto con il 26%.

Le frizioni interne al Pd, non hanno giovato al livello di fiducia del premier che cale lievemente al 40%. Nella classifica della fiducia ai leader, l’elemento di novità è costituito da Di Maio che con il 26% si piazza al secondo posto e supera tutti i suoi diretti concorrenti, a partire da Salvini che scende in terza posizione con il 25%. Segue Alfano con il 22%, affiancato dalla Meloni. Sinistra Italiana nasce con il 5% dei consensi certi, ai quali c’è da aggiungere un ulteriore potenziale del 3% di elettori che pur non votando oggi SI dichiarano di prenderla in considerazione in futuro. Il bacino elettorale del partito potrebbe arrivare quindi all’8%; nel campo avverso pur prevalendo tra i sostenitori di FI i favorevoli all’alleanza con la Lega di Salvini (53%), un ulteriore 41% ritiene che gli Azzurri non si debbano alleare con la Lega. Simulando il voto con l’Italicum, si evidenzia un avvicinamento tra PD e M5S. I Dem scendono al 30% mentre il M5S sale al 28%. Tendenzialmente stabili gli altri, mentre Sinistra Italiana parte con il 5%. Al ballottaggio, se i partiti fossero separati, il M5S prevarrebbe con il 51% sul 49% del Pd (grazie al fatto che una quota significativa di elettori di centro destra voterebbe 5S), mentre se i partiti fossero uniti nei cosiddetti listoni, andrebbero al ballottaggio i listoni del centrosinistra e del centrodestra e la stima del voto darebbe un vantaggio al centrosinistra con il 52% dei consensi.

Commenti
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wilegio

Ven, 13/11/2015 - 00:47

Questi sondaggisti devono essersi fatti un po' troppe canne... Posso capire tutto, ma alfano al 22%? Maperpiacere!!!