Pure i grillini contro le navi della solidarietà «C'è una regia»

Giampiero Timossi

Roma «Un partito dell'Italia» e l'Italia agli italiani. Beppe Grillo vuole andare a governare e intensifica la caccia al consenso. Con un'inedita parola d'ordine: «rassicurare». L'obiettivo? Convincere anche i moderati della bontà del progetto a cinque stelle. Ecco come rassicurali. «Negli ultimi giorni l'Italia ha registrato un record di sbarchi senza precedenti. In poco più di 72 ore circa 8 mila migranti sono sbarcati in Sicilia». Il giorno del suo nuovo attacco grillino è sincronizzato con la pubblicazione dei dati Eurostat relativi al 2015. Dati che indicano l'Italia come primo Paese per la concessione della nazionalità ai migranti. L'occasione lancia il comico, che sul blog spiega ancora: «A quanto pare l'escalation di arrivi potrebbe non essere casuale. Potrebbe esserci dietro una regia e a dirlo è un'inchiesta aperta dalla Procura di Catania. Oltre ai traffici di esseri umani in Libia, sta emergendo la questione delle navi di alcune Organizzazioni non governative private che soccorrono in mare sistemandosi al limite delle acque territoriali libiche (o spingendosi addirittura all'interno)». Ancora: «Con l'aumento degli sbarchi aumenta ovviamente anche la spesa». Per chiudere: «Un meccanismo assai controverso, di cui si sa poco o nulla. Ad esempio non si capisce chi sono i finanziatori». Così la pensa Beppe Grillo. Però il tema immigrazione si è già dimostrato fonte di spaccature all'interno del Movimento. È almeno dal 23 gennaio 2012 che i grillini litigano sullo ius soli. «La cittadinanza a chi nasce in Italia, anche se i genitori non ne dispongono, è senza senso», era il concetto espresso oltre cinque anni fa sul blog di Grillo. Post non gradito a una larga parte della base, ma pure a deputati e senatori M5S. Così quando si vota alla Camera sullo «ius soli» (ottobre 2015) i Cinque Stelle si astengono. Come sul reato di clandestinità. Dal blog di Grillo, 10 ottobre 2013: «Ieri è passato l'emendamento di due portavoce senatori del MoVimento 5 Stelle sull'abolizione del reato di clandestinità. La loro posizione espressa in Commissione Giustizia è del tutto personale». Sei mesi dopo, gennaio 2014, Grillo e Gianroberto Casaleggio indicono un referendum sull'argomento: gli iscritti votano sì, vince la linea che vorrebbe l'abolizione del reato. Loro se ne fregano e imparano la lezione: promettono un referendum sullo «ius soli». Poi dimenticano di farlo: una moderata amnesia.