Pure il Vaticano parteciperà alle Olimpiadi: è la prima volta

È la prima volta, e la partecipazione è davvero storica. Il Comitato Olimpico Internazionale ha invitato ufficialmente una delegazione della Santa Sede a partecipare all'inaugurazione dei Giochi invernali di PyeongChang in Corea, il 9 febbraio, oltre che alla sessione olimpica in qualità di osservatore, in programma dal 5 al 7 febbraio.

È monsignor Melchor Sanchez de Toca, sottosegretario del Pontificio consiglio della Cultura e maratoneta doc della Athletica Vaticana, a rappresentare la Santa Sede in Corea e a rispondere all'invito del Cio.

«All'apertura dei Giochi invernali a pochi chilometri dalla frontiera che separa le due Coree, la frontiera più militarizzata - sottolinea il sacerdote in una intervista all'Osservatore Romano - acquista un valore simbolico unico grazie alla presenza di atleti della Corea del Nord che parteciperanno formando un unico comitato con i colleghi della Corea del Sud». Monsignor Sanchez é già partito e consegnerà al presidente del Cio, il tedesco Thomas Bach, le magliette di Athletica Vaticana, la squadra composta dai dipendenti della Santa Sede, ma anche da monsignori e religiosi, che corrono con i colori bianco-gialli (quelli del Vaticano) portando i valori della pace e della solidarietà in tutto il mondo.

«L'esile tregua olimpica consente di continuare a sperare in un mondo senza guerre - aggiunge il delegato vaticano - nonostante i tanti conflitti attualmente in corso».

Le t-shirt di Athletica Vaticana verranno consegnate, come segno di amicizia, anche agli atleti coreani.

I «maratoneti del Papa», come sono stati soprannominati, hanno corso a settembre insieme alla storica squadra ebraica del Maccabi e ai runner della comunità islamica romana. A marzo faranno un gemellaggio podistico con la squadra protestante tedesca del Lutherstad Wittemberg.

Ora, per la prima volta, una simbolica rappresentanza vaticana parteciperà non solo alla cerimonia, come accaduto a Rio de Janeiro nel 2016, ma anche alla sessione olimpica. «Siamo stati già invitati - aggiunge mons. Sanchez - ma era un invito come ospite, a titolo personale. Questa volta l'invito é stato rivolto ufficialmente alla Santa Sede. È il frutto di un lavoro paziente, di rapporti che sono stati tessuti con il Comitato olimpico internazionale». Gli occhi di tutto il mondo guarderanno in Corea, il giorno dell'inaugurazione e la Santa Sede, promotrice da sempre dei valori di pace, non poteva mancare. Nel frattempo i rapporti di amicizia e di collaborazione tra Cio e Santa Sede, pur senza la possibilità di partecipazione olimpica diretta di «atleti vaticani», continuano con diversi progetti. Come i Giochi olimpici della gioventù in programma a ottobre a Buenos Aires.