Ma quale buona morte. Così facevano i nazisti

Può essere buona la morte di un minorenne? No, non può esserlo mai, quindi mi rifiuto di chiamare eutanasia l'uccisione ospedaliera di un ragazzino

Può essere buona la morte di un minorenne? No, non può esserlo mai, quindi mi rifiuto di chiamare eutanasia l'uccisione ospedaliera di un ragazzino. Eutanasia è parola di radice greca che significa per l'appunto «buona morte» e già solo utilizzarla significa essere complici di una pratica che si vorrebbe pietosa ma a me sembra innanzitutto orrenda e foriera di nuovi orrori. Subito mi viene in mente Sparta, non proprio la culla dei diritti civili che oggi si invocano quando si parla o si ciancia di fine vita, e la rupe da dove secondo Plutarco venivano gettati i bambini malformati. Poi però mi informo meglio e scopro che potrebbe essere tutta una macabra fantasia dello storico greco, visto che alle pendici del monte che sovrasta la città gli archeologi non hanno trovato ossa di neonati, bensì di adulti, probabilmente di condannati a morte. Forse gli spartani, pur militaristi, conoscevano la compassione e, a differenza degli europei del ventunesimo secolo, sapevano distinguere un bambino innocente da un adulto colpevole. Poi, fin troppo ovviamente, mi vengono in mente i nazisti e il programma eugenetico Aktion T4 che dal 1938 portò all'uccisione mediante iniezione venefica di migliaia di bambini Down, idrocefali, paralitici, spastici, ed in seguito, siccome in queste sporche faccende si sa quando si comincia ma non quando si finisce, di minori ebrei, magari sanissimi e però ebrei, poi di adolescenti irrequieti e problematici, quindi di adulti afflitti da schizofrenia o sifilide o qualsiasi altra malattia impedisse loro di contribuire attivamente alla gloria del Terzo Reich. Il Vangelo insegna a giudicare un albero dal frutto e credo possa valere anche l'inverso: si può giudicare un frutto dall'albero. Come può essere buona una cosa inventata da Adolf Hitler? «Se è stata rispettata la legge, non c'è niente da discutere», ha detto Beppino Englaro, gran esperto della materia, parlando del bambino eutanasizzato in Belgio secondo una legge colà esistente dal 2014. Come se Hitler non fosse andato al potere legalmente come se il programma omicidiario nazista non si basasse proprio su una legge, la legge eugenetica votata dal parlamento tedesco nel 1933. Non può essere buono qualcosa il cui padre si chiama Adolf, non può essere buono qualcosa che si cerca di imporre, anche in Italia, senza dibattito, non può essere buono qualcosa che ha valide e meno raccapriccianti alternative ossia le cure palliative e la sedazione anche profonda. L'eutanasia infantile la chiamerei piuttosto cacotanasia, cattiva morte, un tipo di morte che chiude le porte alla speranza oltre che alla vita, e che guarda caso ha sempre più sostenitori in questa Europa terminale.

Commenti

ohibò44

Dom, 18/09/2016 - 10:44

Sproloquiare di Hitler è comodo come è comodo per i mangiapreti sproloquiare di inquisizione: scappatoie che una persona del suo livello dovrebbe reprimere per ragionare con logica pacata. Dare del nazista a dei genitori che sicuramente con grande sofferenza mettono fine alla sofferenza del loro figliolo non dimostra una grande apertura mentale, un profondo giudizio umano: dimostra intolleranza a capire, arroganza nel giudicare. Entrambi atteggiamenti che Cristo giudicava sbagliati.

Anonimo (non verificato)

BiBi39

Lun, 19/09/2016 - 00:32

Se il minore era sottoposto a sofferenze e dolori terapeuticamente non eliminabili,credo che il lasciarlo soffrire per un proncipio etico o egoistico sia inumano. E' giusto esprimere tutta la comprensione e la solidarieta' verso i genitori. E' facile fare i moralisti con le disgrazie degli altri.

lilli58

Lun, 19/09/2016 - 09:07

Non mi sembrano paragoni azzeccati

chebarba

Lun, 19/09/2016 - 10:19

ormai tutti opinionisti Beppino Englaro esperto di etica, di umanità, di medicina, di legge, di storia, eccecc o solo uno che ha ben pensato di eliminare un problema alla radice, io credo che dopo il gran dolore di aver perso un figlio per una nostra decisioni (giusta o sbagliata non ne discutiamo) mi chiuderei in una grotta con i miei sentimenti e non avrei voglia di sbandierare ai 4 venti o di buttarmi in politica ecc ecc cavalcando l'onda della notorietà e non ditemi che lo fa per il prossimo, non ha scoperto una cura non ha scoperto nulla di benefico

chebarba

Lun, 19/09/2016 - 10:19

mi spiace, avrei cercato ogni cura palliativa, mi sarei tolta un rene per pagare il meglio che potesse dare sollievo alla sofferenza,sarei stata accanto a lui fino all'ultimo istante lottando per amore di lui ma mai mai mai lo avrei abbandonato, mai avrei lasciato che la disperazione su di lui prendesse il sopravvento da fargli desiderare la morte, mai lo avrei lasciato andare mai avrei lasciato che pensasse un nanosecondo "mi lassciano andare perchè sono un peso per loro".... l'eutanasia non è civiltà civiltà è dare cure anche solo palliative civiltà è non portare le persone alla disperazione che invoca la morte (come i suicidi non malati fisicamente)che poi sia da rispettare che un adulto un anziano possa voler sceglier in tal senso è una altra cosa, si rispetta, ma un ragazzo, un bambino no no, mi si torcono le viscere

chebarba

Lun, 19/09/2016 - 10:21

malattia vita e morte il senso dell'uomo vero è la lotta che fa non la rinuncia e alla vita degli altri non si rinuncia mai

chebarba

Lun, 19/09/2016 - 12:08

il bello è che magari si stracciano le vesti contro la pena di morte, dalla morte non c'è ritorno nel bene e nel male