Quando lo Stato è un parassita illiberale

Nato per liberare l'uomo dalle servitù medievali, lo Stato moderno è diventato una burocrazia autoreferenziale, invasiva e di ostacolo delle libertà e delle capacità di iniziativa economica e sociale dell'individuo

Per capire perché il mondo contemporaneo non produca imprenditori, ma disincentivi il risparmio e gli investimenti, scoraggi la sfida e il rischio, che sono all'origine di una sana imprenditorialità, occorre risalire alla genesi e allo sviluppo dello Stato moderno. Nato per liberare l'uomo dalle servitù medievali, lo Stato moderno è diventato una burocrazia autoreferenziale, invasiva e di ostacolo delle libertà e delle capacità di iniziativa economica e sociale dell'individuo. Il mondo è passato dalla promessa di una libertà più matura e di un più stabile benessere alla realtà di una nuova schiavitù. Di volta in volta la politica si è posta il problema – che poi non ha risolto - prigioniera come è della promessa di assistere l'uomo dalla nascita alla morte, ricavandone, a sua volta, consenso e potere cui non sa rinunciare. Nel 1994, ci si era provato Berlusconi, recentemente lo ha promesso Renzi. Ma la situazione è peggiorata, invece di migliorare. Così, l'individuo ha perso la propria naturale caratterizzazione di cacciatore, che aveva all'origine della specie, cioè quella di saper pensare, e provvedere a se stesso, ed è diventato un assistito che si aspetta dallo Stato ciò cui dovrebbe provvedere lui stesso.

Per rimediare, bisognerebbe ricreare le condizioni che facilitarono la nascita dello Stato moderno - sviluppo dei mercati internazionali e meno vincoli amministrativi. Lo sviluppo dei mercati internazionali, in parte c'è già, con la cosiddetta globalizzazione, ma è approdato, e si traduce, in una molteplicità di chiusure e di egoismi nazionali, invece di generare quella forma di cooperazione spontanea e di libertà che erano stati, nel XIX secolo, i liberi scambi commerciali. La deregolamentazione amministrativa la promette ogni governo. Ma poi non la fa, perché non gli conviene. Quando è la politica a pretendere di realizzare lo sviluppo che gli uomini, in un libero mercato, sarebbero in condizioni di produrre da soli, il risultato è immancabilmente la nascita di nuove forme di illibertà. Gli organismi creati razionalmente per rispondere alle domande, come l'Unione europea, sono falliti e diventati ostacoli allo sviluppo. Quella che era parsa una grande conquista per l'umanità – lo Stato assistenziale – è diventata, con la fiscalità, una nuova, e più grave, servitù.

Non ha eliminato la povertà, ma ne ha creata una nuova – non è lo Stato ad essere al servizio del cittadino, bensì è il cittadino ad essere al servizio dello Stato - della nuova servitù fa le spese soprattutto il ceto medio che, nell'Ottocento, era stato il motore sociale dello sviluppo. Lo Stato contemporaneo non produce ricchezza, ma consuma quella che la società civile produce, e produrrebbe in maggior misura se la funzione pubblica non vi opponesse molteplici vincoli per alimentare quella nuova forma di totalitarismo che è la burocrazia. Che non è, come dovrebbe essere, lo strumento razionale di un nuovo, e maggiore, benessere, ma è il parassita che assorbe, e distrugge, risorse invece di facilitarne la produzione e lo sviluppo.

piero.ostellino@ilgiornale.it

Commenti

GVO

Dom, 26/04/2015 - 21:13

..condivido pienamente, purtroppo è la verltà...ed è la verità che sinistra e pensiero di sinistra come è oggi, non può che contribuire ad impoverire sempre più il nostro paese. GVO

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mortimermouse

Dom, 26/04/2015 - 21:14

peggio! è un paese di mafiosi! e i mafiosi stanno al governo! e comandano uno peggio dell'altro! renzi, monti, letta, bersani, napolitano, mattarella... puah! gentaglia !!! i scemi di sinistra si devono vergognare per averli sostenuti e applauditi!!!!

Ritratto di Adriano Romaldi

Adriano Romaldi

Dom, 26/04/2015 - 21:15

Finché esisteranno i comunisti, i grillini e sellini e gli Statalisti, possiamo dire grazie al Signore che respiriamo e tanto ci dovrebbe bastare. Shalòm e Forza Italia. P.S. Con la scusa della GIUSTIZIA FANNO MORIRE ANCHE UN CAVALLO FACENDOLO CORRERE FINO A CHE NON CROLLA PER TERRA E non gli danno nemmeno il colpo di grazia questi disumani uomini da niente.

Giacinto49

Dom, 26/04/2015 - 21:21

Articolo da sottoscrivere. Grazie!!

Giacinto49

Dom, 26/04/2015 - 21:21

Articolo da sottoscrivere. Grazie!!

masbalde

Dom, 26/04/2015 - 21:24

Ottima analisi delle cause, ma i rimedi??? Stando ad Orwell, non c'è altra soluzione che uccidere i maiali e ricominciare. Una nuova rivoluzione francese in tutta europa.

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pinox

Dom, 26/04/2015 - 21:26

ormai questa è una repubblica fondata sul parassitismo e non sul lavoro. qui il lavoro lo da e lo mantiene lo stato, gli imprenditori sono dei ladri che vanno lasciati fallire uno dopo l'altro......poi quando non ce ne saranno piu' forse qualcuno ci arriverà a capire che sono le imprese a generare gli stipendi degli statali e non il contrario.

insubres

Dom, 26/04/2015 - 22:04

In un regime statalista la vita sociale ed economica è destinata alla stagnazione: l'individuo si perfeziona solo se è libero di realizzarsi come meglio crede. L'eccesso di statalismo rischia di impigrire l'individuo , portato a disinteressarsi e a non assumersi responsabilità, si lascerà trasportare dalla corrente accettando con fatalismo anche illegalità e cattivi servizi percependoli come prassi. Una società libera ha bisogno di istituzioni minime e basate sulla trasparenza in modo che siano più vicine ai cittadini e da lui più facilmente utilizzabili e contestabili: federalismo e decentramento rispondono bene a queste esigenze. Luigi Einaudi PdR dal 1948 al 1955 la cura che necessita all'Italia.

puponzolo

Dom, 26/04/2015 - 22:05

Purtroppo, fantascienza (e con problemi nuovi), bisognerebbe tornare alle monarchie per diritto divino, cioé, nel vero senso che dovevano avere, che riconoscevano una derivazione trascendente e al trascendente si sottomettevano. Infatti la situazione attuale è solamente uno stadio ovvio di maturazione di un processo inevitabile: il fico ieri acerbo e poi maturo è diventato un fico secco. Un mondo basato sul denaro fa del denaro il suo dio; il dio di chi riesce ad accaparrarselo, anche con guerre indicibili, visto che le guerre degli Stati moderni sono le più sanguinarie di ogni tempo. La mossa tragica fu fatta dai sovrani cosiddetti "illuminati", che non intuirono che il loro potere non poteva venire dalla base. Siamo semplicemente in continuo aumento di entropia.

Royfree

Dom, 26/04/2015 - 22:26

Il nostro è uno Stato fondato da politici (collusi) e gestito da burocrati (assistiti e fannulloni) pagati (in modo pretestuoso) da imprenditori e autonomi. In pratica, quando l'ultimo degli imprenditori fallisce e l'ultima fabbrica o azienda migra in Nazioni più coerenti lo Stato si finanzierà (come già sta facendo) mangiandosi le case, facendo multe e affidandosi al gratta e vinci e lotterie varie. Tempo 50 anni e saremo trasformati in terre da risaie e pascoli da Cinesi e Africani.

Ritratto di deliziosagrc

deliziosagrc

Dom, 26/04/2015 - 22:26

"Lo stato è quella finzione attraverso la quale ognuno cerca di vivere a spese degli altri" (F. Bastiat). Non ci possono essere solo zecche; ci vogliono anche i cani a cui succhiare il sangue. In Italia stanno ammazzando tutti i "cani".

Ritratto di wilegio

wilegio

Dom, 26/04/2015 - 22:36

Come non essere d'accordo? Ma, secondo lei, come se ne esce senza una rivoluzione sanguinosa? Ioo sinceramente non vedo proprio un'altra via d'uscita, perché questi burocrati autoreferenziali sono ormai infoltrati in tutte le vere leve del potere, dalla politica pseudo-eletta, alla magistratura, ai ministeri e giù per tutti i gradi di potere fino ai consigli di quartiere, e hanno eretto muri invalicabili a propria difesa. Muri che non potremo mai valicare, ma solo abbattere con sangue, sudore e lacrime... molte lacrime.

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Runasimi

Dom, 26/04/2015 - 23:13

Oltre alle motivazioni esposte da Ostellino nel suo articolo vadetto che le imprese in Italia vanno male perché VENGONO DISTRUTTE DAll'OTTUSITÀ DEI SINDACATI ROSSI E DAI MENTECATTI COMUNISTI DEL PD.

salvatore40

Dom, 26/04/2015 - 23:27

Parassita e Illiberale. Definizione perfetta di questo stato. Aggiungerei anche la forza e la funzione dell'ideologia resistenziale ed antifascista. Parlo dell'antifascismo metafisico e metastorico.Uno stato parassita,illiberale e antifascista è la Perfezione ! Dimenticavo : antinazista,antirazzista. La Frittata è servita-

gianni59

Dom, 26/04/2015 - 23:29

purtroppo lo stato non fa che riflettere il popolo...stasera a Report hanno mostrato come IMPRENDITORI DEL NORD prendono vitelli a due soldi dall'Ucraina e li gonfiano con ogni sorta di componente, spesso cancerogeno, corrompendo ed eludendo i controlli, e tutto per guadagni illegali...altro che burocrazia e lasciamo la libertà....

Silviovimangiatutti

Lun, 27/04/2015 - 00:08

Senza responsabilità personale degli uomini dell'apparato compresa l'amministrazione di una giustizia senza conflitti di interesse non si va da nessuna parte e lo stato la farà sempre più da padrone.

Ritratto di makisenefrega

makisenefrega

Lun, 27/04/2015 - 03:39

Che ormai siamo sudditi penso lo abbiano capito pure le capre, il problema è che non ci si rende conto del vero problema. Lo statalismo non è tipico solo delle sinistre, sarebbe bello poter additare soltanto loro. Non vi è più il senso dello Stato, siamo talmente viziati che pretendiamo che lo Stato ci dia tutto. Tanto è vero che ogni volta che si parla di tagli alla spesa pubblica, le categorie insorgono. Uno dei problemi principali difatti sono le corporazioni che andrebbero abolito. Poi è difficile far capire all'italiano medio che i politici sono la minima parte del problema e che la vera "casta" è quella dei pubblici dipendenti, dal professore al funzionario. Comunque non c'è soluzione se non attendere il fallimento.

Sapere Aude

Lun, 27/04/2015 - 06:48

La burocrazia da servitore dello Stato si è autoproclamata Stato per inettitudine della politica, i sovraintendenti. Il servo è diventato padrone. Si pavoneggia con livree e carrozze degne di una monarca. A noi serve gli avanzi e da ordini in virtù di regole ratificate dai sovraintendenti impauriti da servi che oramai spadroneggiano. E se rimbrottati rispondono che a comandare è il popolo sovrano…

Bebe

Lun, 27/04/2015 - 08:20

Condivido pienamente l'articolo e confermo, abitando in Danimarca da diversi anni, quanto la situazione sia generalizzata. Lo "stato moderno" è una utopia dove tanti valori vengono stravolti e sostituiti con chimere, dove sicurezze, formazione, valori umani e spirituali vengono minati fin nell'animo delle persone. Il tutto viene celato dietro una facciata di convenienza e connivenza. L'unica differenza? In Italia ci sono ancora persone e giornalisti che hanno il coraggio di denunciare quanto accade e concretamente impegnarsi a migliorare la situazione. Ringrazio profondamente tutta la redazione de Il Giornale. Un emigrato, fiero di essere italiano.

glasnost

Lun, 27/04/2015 - 08:20

E' la burocrazia che ha il potere totale. Disponendo di questo potere, in taluni casi addirittura "senza responsabilità", impedisce che venga fatta qualsiasi riforma vada a ridurre il potere e le prebende dei burocrati. I loro stipendi e benefici sono intoccabili e, se ci sono problemi economici, si devono aumentare le tasse agli imprenditori per pagarli. Anche i politici che devono governare vengono condizionati dal loro potere. E gli imprenditori scappano verso altri paesi.

acam

Lun, 27/04/2015 - 08:34

molta imprenditoria italiana é ancora i sciur padrun da le bele brache bianche che non tira fora le palanche. poi ce ne sono altre sicuro...

vince50_19

Lun, 27/04/2015 - 08:59

Articolo sostanzialmente condivisibile: bravo Ostellino!

Ritratto di Zagovian

Zagovian

Lun, 27/04/2015 - 09:10

Parassita,illiberale,mafioso,corrotto,degradato,progenie del peggior ibrido ideologico,mai partorito dall'umanità:l'"homo catto-comunista-capitalista",suffragato dal "placet democratico" della "più bella costituzione del mondo".

glasnost

Lun, 27/04/2015 - 09:13

@gianni59 : quello che proprio non riuscite a capire è il fatto che quelli di cui parla lei sono delinquenti che vengono però perseguiti dalla legge e fatti pagare (speriamo!). Mentre la burocrazia si copre con le pieghe delle leggi e fa i propri comodi senza pagare mai.

Jackill

Lun, 27/04/2015 - 09:14

La gente volge la propria attenzione (guidata?) su problemi marginali (barconi, gossip, beghe calcistiche) piuttosto che su questi temi che sono l'essenza del malessere ad ogni livello. Quando esisteva il ceto medio, esisteva anche una naturale redistribuzione del lavoro e della ricchezza. Il ceto medio investiva, spendeva e dava impiego. La distruzione di questa fascia vitale della società ha destabilizzato l'essenza di una società libera e liberale. Quando lo Stato si fa padrone e vuole gestire, riesce solo a gestire se stesso come un mostro famelico. Bisognerebbe fare basta con la idiozia di "più tasse per redistribuire". Non redistribuiscono nulla. E le tasse sopra il 20-25% sono un vero furto. Provateci a lavorare 7/7 e vedervi il vostro aspettato profitto mangiato dal 40-45% di tasse dirette (+ costi ecc ecc). Chi proclama "più tasse" (vedi i politici) è perchè non sanno che cosa significhi lavorare.

levy

Lun, 27/04/2015 - 09:17

Lo stato é diventato una zavorra che impedisce l'espressione dell'individuo, limita le sue inalienabili liberá, punisce chi ha successo. In una societá come questa non possono nascere grandi personaggi, ma tutto è livellato al basso.

Ritratto di fulgenzio1947

fulgenzio1947

Lun, 27/04/2015 - 09:19

Ostellino, la tua analisi è pienamente condivisibile. La nostra società è oggi totalmente sotto lo scacco ex-comunista e mostra tutti i magro difetti che ha portato alla necessità di un cambio-pelle.

Ritratto di Zagovian

Zagovian

Lun, 27/04/2015 - 09:27

@gianni59:....queste situazioni,sono la conseguenza dello stesso "virus",della stessa malattia,da me accennata,curata con il placebo della "più bella costituzione del mondo",con tutti i suoi effetti collaterali.

clz200

Lun, 27/04/2015 - 09:27

bell'articolo ma pessimo giornalista dopo la sparata televisiva da er piotta

Giulio42

Lun, 27/04/2015 - 09:55

Sono sempre più convinto che quello che è mancato per fare progredire l'Italia è una sana, competente ed onesta classe politica. Mille parlamentari non sono stati capaci di innovare un paese che ormai allo sbando è passato da un florido periodo imprenditoriale ad un perenne stato di inefficienza.

Ritratto di mortimermouse

mortimermouse

Lun, 27/04/2015 - 10:09

CLZ200 ci vuole spiegare perchè è un pessimo giornalista? vuole forse farci credere che lei è per la sinistra? :-)

FRAGO

Lun, 27/04/2015 - 10:45

Condivido pienamente, peccato che è scritto con 25 anni di ritardo, ormai il cancro è diffuso e siamo malati terminali.

Ritratto di federalhst

federalhst

Lun, 27/04/2015 - 10:51

In questo paese manca la cultura per un vero liberalismo progressista di stampo anglosassone dato che storicamente in Italia sinistra e destra hanno sempre ripiegato nello statalismo. Non c'è mai stato un governo ad oggi che abbia operato in aspirazione ai veri valori liberali di snellimento del quadro normativo e fiscale, laicità dello stato, difesa di diritti umani ed eguaglianza formale nonché opposizione ai nazionalismi economici e sociali.

Duka

Lun, 27/04/2015 - 11:01

Lo Stato, inteso come il complesso delle istituzioni, è il bancomat dei fannulloni, incapaci e squinternati che siedono in parlamento.

Ritratto di makisenefrega

makisenefrega

Mar, 28/04/2015 - 06:11

@federalhst mah, avrei da ridere sul liberalismo "progressista", la storia ci insegna che i veri progressisti sono quelli che vengono chiamati conservatori, tipo Reagan e Thatcher. Potrei andare anche più indietro e citare Lincoln e XIII emendamento che i "liberal" non volevano (in USA liberal sta per progressisti). Quelli che invece vengono chiamati progressisti normalmente sono i tassaioli e, semmai, regressisti, a favore della burocrazia e dello Statalismo, nonché impositori della dittatura del politicamente corretto, del buonismo e del terzomondismo.

gianni59

Ven, 01/05/2015 - 01:31

glasnost..purtroppo non è così; l'imprenditore citato era da 5 anni (!) nella lista dei diffidati ma la legge gli permetteva di continuare ad agire illegalmente. Non solo, ma altri intervistati (a camera nascosta) hanno detto che quella dell'ingrassamento (e sbiancamento della carne) con prodotti chimici è una prassi diffusa!

Ritratto di mario bonelli

mario bonelli

Dom, 15/11/2015 - 20:35

Non è questione di destra o di sinistra, ma l'apparato statale e la sua struttura burocratica sono la morte della libera iniziativa. Se speriamo che lo Stato abbia la forza -e la volontà- di riformare sé stesso senza la pressione, anche violentemente espressa dal basso, siamo dei poveri illusi.