Quanta polemica per un libro venduto pure alla Feltrinelli

Social divisi sulla promozione del «Giornale». Lerner s'infuria ma quando uscì in Germania disse: è giusto

C'è uno scandalo nel mondo dei media italiani: una nota società editoriale lucra sul Mein Kampf. È la Feltrinelli. Basta cliccare sul sito della libreria on line e cercare il titolo per veder spuntare bene in evidenza il volume pubblicato da «Edizioni clandestine» con tanto di talloncino della promozione «-15%», autore «Hitler Adolf», disponibile in cinque giorni a soli 10,20 euro. E per giunta, a differenza di quella allegata al Giornale insieme a una collana storica firmata da autori di solida fama come William Shirer, quella venduta dall'editore simbolo della sinistra non è un'edizione critica ma il testo integrale. Ma niente da fare, l'occasione per accendere uno scandalo di plastica era troppo ghiotta. Come poteva non caderci Gad Lerner? E infatti sul suo blog consegna ai posteri un giudizio lapidario: «Alessandro Sallusti che distribuisce in edicola il Mein Kampf di Hitler conferma il suo talento nel fare la caricatura di se stesso». Eppure, nello scorso dicembre, in occasione della prima pubblicazione del testo base del nazismo dopo la decadenza dei diritti d'autore, lo stesso Lerner si dichiarava favorevole: «Non mi sento di criticarla anzi trovo positivo il fatto che questo tabù in Germania venga affrontato». Nello stesso articolo del Fatto Quotidiano, si esprimevano anche il politologo Piero Ignazi («Era ora») e lo storico Gian Enrico Rusconi («Un segno di maturità»).

Il Mein Kampf del resto non è affatto un pamphlet clandestino. In Italia l'edizione più nota è quella critica curata dal politologo Giorgio Galli per i Tipi della «Kaos», accompagnata da parole sagge: «Questa riedizione del Mein Kampf ha un triplice significato. Il rifiuto etico-intellettuale di ogni tabù e di ogni forma di censura. La storicizzazione di un testo la cui lettura deve rappresentare un imperituro monito. La denuncia di rimozioni e mistificazioni all'ombra delle quali si vorrebbero legittimare disinvolti quanto pericolosi revisionismi storiografici». E ancora: «È opinione diffusa che sia un libro dell'orrore, un compendio di farneticazioni. Si può continuare a ritenerlo tale, ma solo dopo averlo letto». Il libro è tra l'altro accompagnato da una postfazione di Gianfranco Maris, presidente dell'Aned, Associazione nazionale ex deportati politici nei campi nazisti. E che dire del settimanale Focus, che dopo lo scoppio della polemica sull'iniziativa del Giornale, pubblica un vademecum sul «Mein Kampf in pillole» per «non doverlo per forza avere in casa». Lecita iniziativa giornalistica o speculazione?

Al di là delle strumentalizzazioni, quelle di chi approfitta di un'iniziativa editoriale per scatenare una polemica da proiettare sul voto alle amministrative, sembra uno scherzo ma davvero nel Pd c'è chi attacca Parisi per questo (e che c'entra?), in tutto il dibattito un punto fermo c'è. Il manifesto hitleriano, comprensibilmente avversato dalle comunità ebraiche, che pure si divisero sul tema della ripubblicazione in Germania, non è mai stato un libro clandestino. Si trova da scaricare on line e, secondo l'associazione hateprevetion.org, ha venduto 70 milioni di copie nel mondo, dal 2008 a oggi.

Nonostante questo non trascurabile dato di fatto, la vicenda ha incendiato il dibattito sui social network, con la consueta singolar tenzone parolaia. Quella organizzata (gli account collegati al Pd si sono dati un gran daffare a twittare e ritwittare) e spontanea ironia. Vedi Fulvio Abbate: «La prossima settimana offrirà ai lettori il dissuasore elettrico a bastone». Ma anche tanti che hanno capito il gioco di chi strumentalizza. E replicano in modo altrettanto graffiante. Come «Re Tweet»: «Mi congratulo per la vostra battaglia contro la presenza del #MeinKampf nelle edicole. Khomeini sarebbe fiero di voi».

Commenti

linoalo1

Dom, 12/06/2016 - 09:00

Sono pronto a scommettere che,se òa stessa Promozione,l'avesse fatta l'Espresso,nessuno avrebbe detto niente!!!

michele lascaro

Dom, 12/06/2016 - 09:08

Avevo deciso di non comprare, o meglio di non avere in regalo, il Mein Kampf, avendo già, da più di cinquanta anni il libro, ponderoso ma bello, di William Shirer (Storia del terzo Reich). Hitler nel suo pensiero, non m'interessa. Ma, dopo "lo Squallido" del Pinocchio e l'eco delle altre due pecore belanti, mi affretterò a comprarlo. Prosit per le tre mascherine.

Klotz1960

Dom, 12/06/2016 - 09:30

Appunto, vorrei capire perche' diffondere un libro del genere. Sallusti ha fatto parlare di se' - bravo!

Ritratto di guga

guga

Dom, 12/06/2016 - 09:30

Ma sì, è facilissimo da trovare, volendolo! però quanto battage state facendo !! Mirate all'incasso e basta, Che Noia. Operazione accalappiatura. DELUSIONE SOMMA. SALUTONI A SALLUSTRI. AMEN.

Ritratto di trebisonda

trebisonda

Dom, 12/06/2016 - 09:50

Sono d'accordo con il Direttore,ha fatto una scelta sacrosanta,naturalmente la sinistra che è con l'acqua alla gola sta strumentalizzando la cosa,è questa la dice lunga su come sono messi.

Ritratto di BenFrank

BenFrank

Dom, 12/06/2016 - 10:20

È vero, ho controllato. In effetti la Feltrinelli presenta in catalogo due edizioni del "bestseller", di cui una al momento non disponibile. Nessun komunistoide o dopolavoro di eterni partigiani in servizio permanente effettivo ha detto "bah!", benché la una delle due edizioni sia di noto editore di "ultradestra", neppure il marrano Lerner ha protestato. Certo che ai kompagni è permesso, quel che altri non puote e, trattandosi di "grana", tutto è lecito. Corsi e ricorsi della storia: ma il padre del maldestro bombarolo non era un fascistone, amico di Benito e suo locatore? L'Italietta è una repubbblica (una B per narice) demokratica fondata dai voltagabbana, nata dalla persistenza del "o Franza o Spagna..."

Hilbert_Space

Dom, 12/06/2016 - 10:27

Non abbiate paura, non si va in galera per aver venduto il "Mein Kampf" (i soldi sono soldi), ma si va in galera se si fanno indagini storiche sui fatti legati al cosiddetto "olocausto degli ebrei" e magari si trova che le cose non sono andate al 100% come vuole la dogmatica della religione olocaustica, religione che utilizza l'uccisione degli ebrei da parte di Hitler come mito fondativo e come giustificazione dello stato di Israele.

giovanni PERINCIOLO

Dom, 12/06/2016 - 10:28

Forse é il caso di rinfrescare la memoria, tra gli altri scandalizzati, a madama sboldrina e al bischero. Fino a prova contraria é sintomatico che in un primo tempo stalin e hitler avessero praticamente le stesse mire tanto da firmare nell'agosto 1939 quello che va sotto il nome di patto di Molotov-Ribbentrop e che come primo effetto permise ai due dittatori, quello rosso e quello nero, di dividersi la Polonia e, a stalin, di occupare le repubbliche baltiche. Va anche ricordato, per esempio, che in Francia sia i comunisti autoctoni che i circa cinquecentomila fuorusciti "repubblicani" spagnoli furono tenuti sotto stretta sorveglianza per evitare sabotaggi sopratutto alla industria bellica francese. Infatti fino a giugno 1941 i comunisti erano "alleati" di hitler. segue ...

puntopresa10

Dom, 12/06/2016 - 10:28

Leggendo la Bibbia facendo finta che.....non è un libro sacro,ma un libro di storia,degli uomini,di olocausti,di pulizie etniche,di genetica.Perchè già molto tempo prima si sapeva che qualcuno "mein Kampt" uccidesse 6 milioni di ebrei?La storia è sempre la stessa; le religioni sono esercitate da poche persone per controllare le masse.

giovanni PERINCIOLO

Dom, 12/06/2016 - 10:29

..segue.. Il seguito lo conosciamo tutti ma pretendere come fanno i trinariciuti di avere un certificato di verginità é solo una buffonata! Finisco dicendo che per combattere seriamente qualcosa bisogna prima di tutto averne esatta conoscenza, quindi ben venga l'edizione commentata di Mein Kampf.

Vigar

Dom, 12/06/2016 - 10:30

Come dice il famoso detto:"C'è chi può e chi non può". Feltrinelli può! Avrebbero potuto pure l'Espresso, Repubblica, ecc. Il Giornale no! Sanzionatelo!

tormalinaner

Dom, 12/06/2016 - 10:32

la storia l'hanno scritta i vincitori e mein kampf è stato messo all'indice, ma è un grande libro che contiene molte verità ancora attuali.

Ronchet

Dom, 12/06/2016 - 10:38

E infatti il Mein Kampf io ce l'ho nella mia libreria da molti anni, e anche il Mein Leben, e anche Il Capitale...e tutti i presocratici, la scolastica ecc...fino a Vattimo e il suo monismo del pensiero debole, anche questo edito da Feltrinelli.

01Claude45

Dom, 12/06/2016 - 10:42

Sicuramente, dopo l'uscita del lerner, compro il "Mein Kanpf". Se ha destato l'interesse del voltagabbana, offesa vivente dei SERI ebrei, altro non si può fare che il CONTRARIO. Ci si becca SEMPRE.

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stenos

Dom, 12/06/2016 - 10:47

Se viene diffuso il corano, il capitale, non vedo perche' non il Main Kampf. E lerner chi? Quello che ha firmato il manifesto che ha portato all'omicidio di Calabresi. Proprio lui?

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tomari

Dom, 12/06/2016 - 11:03

Se avesse proposto il "manifesto del comunismo" di tale marx (ovviamente minuscolo),sai quante lodi sperticate...da parte dei sinistrati.

Ritratto di alfredido2

alfredido2

Dom, 12/06/2016 - 11:21

In Italia ,ogni occasione per strumentalizzare è colta al volo.Non importa il merito delle cose ma speculare per nuocere all'avversario politico. A distanza di 70 anni,il Nazismo ,una realtà della storia Europea, merita una analisi per capire come si è arrivati ad una tragedia come l'olocausto , Il Giornale dovrebbe anche proporre Marx,Il Capitale per esempio, per far discutere sul Comunismo un'altra realtà efferata della storia Europea.

Ritratto di luigipiso

luigipiso

Dom, 12/06/2016 - 11:33

Tanto voi non vi vergognate, per questo siete perdenti dal 1945

mariolino50

Dom, 12/06/2016 - 11:45

IO ho il mein kampf, il librone di Shirer, quello di Nolte, psicologia di massa del fascismo, di Reich, storia del fascismo di Achille Starace, stato e rivoluzione di Lenin e altri di Marx ed Engels, nonchè Bakunin. Per capirci qualcosa bisogna leggere a 360 gradi, e poi ognuno la pensi come gli pare, ho avuto un collega che portava la svastica al collo, e era meglio di tanti paraculi biancovestiti. Se non avevano strozzato la Germania con i debiti di guerra Hitler non era arrivato al potere.

Ritratto di Generazionemill€

Generazionemill€

Dom, 12/06/2016 - 11:49

Niente di nuovo sotto il sole.

dare 54

Dom, 12/06/2016 - 11:54

Evidentemente, chi si è scandalizzato in buona fede non sa neppure cosa può trovare oggi, in Democrazia, nelle librerie. La Democrazia deve essere dialogo e apertura, non demonizzazione e chiusura irrazionali. Spero che i tempi del "Bücherverbrennungen" (da Wiki: roghi organizzati nel 1933 dalle autorità della Germania nazista, durante i quali vennero bruciati tutti i libri non corrispondenti all'ideologia nazista) siano passati, e senza alcuna speranza di ritorno!

Cobra71

Dom, 12/06/2016 - 12:04

Ipocrisia sinistroide PATETICA!

claudioarmc

Dom, 12/06/2016 - 12:04

Feltrinelli, Gad Lerner e allora perchè non il gatto Silvestro e Omer Simpson;se dobbiamo prendere dei riferimenti pigliamoli valdi non dei cartoni animati. Lerner sarebbe pronto d ogni giravolta possibile e per quello che riguarda la Feltrinelli mi ha sempre colpito l' impunità con cui per esempio nel loro negozio di p.zza Piemonte a milano campeggiasse la foto del volto di Giangiacomo Feltrinelli il terrorista che si fece esplodere maldestramente le palle nel tentativo di abbattere con l' esplosivo un traliccio dell' Enel, questi sono i loro modelli

errericcardo

Dom, 12/06/2016 - 12:06

10 Maggio 1933, Opernaplatz a Berlino su iniziativa di Goebbels vengono messi al rogo i libri 'non tedeschi' tra cui i libri di Karl Marx. Ancor prima vi era un tribunale chiamato della Santa Inquisizione... Mi sembra che a posteriori tutto ciò sia stato molto criticato, o no? E' proprio vero, il sonno della ragione genera mostri.

gianrico45

Dom, 12/06/2016 - 12:15

Guarda caso chi vorrebbe impedire la ristampa del libro di Hitler, sono proprio quelli che sostengono la sintesi del suo pensiero.IL pensiero unico e il governo del mondo.

MEFEL68

Dom, 12/06/2016 - 12:23

Un libro si può comprare perchè se ne condividono le idee o per rendersi conto dell'assurdità del suo contenuto. La scelta delle due cose è il succo della democrazia. Solo le dittature tolgono questa possibilità. A meno che la sinistra non stia già facendo le prove tecniche per imporci il suo dominio.

maurizio50

Dom, 12/06/2016 - 12:24

Il buffone toscano non si è mai accorto che il Mein Kampf è sempre stato regolarmente venduto nelle librerie? Ah certo . Il buffone frequentava solo le librerie cattocomuniste, dove vendono le opere di S.Agostino mescolate con quelle di Gramsci!!!!!!

routier

Dom, 12/06/2016 - 12:30

Una tempesta in un bicchier d'acqua. Il "Mein Kampf" (così come "Il Capitale") si trovano in libreria dal dopoguerra in avanti. Non sarà che sotto elezioni ogni argomento è buono per sottrarre voti all'avversario di turno? Ma non è ora di crescere e diventare più seri?

Koch

Dom, 12/06/2016 - 12:39

A parte le solite, scontate speculazioni della sinistra, non capisco (mea culpa) perché pubblicare un libro “noiosissimo, confuso, pallosissimo, che pochi leggeranno oltre le prime due pagine”, come osserva giustamente la Sig.ra Nirenstein sul Giornale di oggi, e che lo stesso Mussolini definì “quel mattone che non sono mai riuscito a leggere”. Meglio si comprende il clima di quegli anni leggendo, ad esempio, le memorie di Albert Speer, di ben più agevole lettura, oltre a tutte le altre testimonianze,tra cui non può mancare, come ha osservato giustamente Fassina, il diario di Anna Frank. Anche il libro della Buber Neumann “Prigioniera di Stalin e di Hitler”sarebbe stato più interessante, come anche le opere dello storico Attilio Tamaro, ingiustamente dimenticate, che il Giornale potrebbe rivalutare.

Ritratto di Dreamer_66

Dreamer_66

Dom, 12/06/2016 - 12:48

Concordo sul fatto che sia eccessiva la polemica per quella che, io ritengo, una mera promozione commerciale. Il Mein Kampf è assente dalle librerie della stragrande maggioranza degli italiani e a questo giornale torna utile il polverone creato attorno alla vicenda per suscitare curiosità nei lettori nonché fare qualche soldino vendendo copie (delle quale verranno lette le prime due pagine e poi riposte su uno scaffale).

soldellavvenire

Dom, 12/06/2016 - 13:08

quanta pubblicitá per il delirio di uno dei più grandi criminali della storia, ansia di emulazione?

carpa1

Dom, 12/06/2016 - 17:28

E' proprio vero! Ci si attacca a tutto pur di raccogliere voti dagli incompetenti creduloni nonché dai co.... (che fa rima con creduloni) che danno il cervello, ammesso che ce l'abbiano, all'ammasso, incapaci di un qualsiasi giudizio che mostri anche una briciola di obiettività. Trattasi, fra l'altro, proprio di coloro che sono sempre stati contro i libri all'indice! E questa presa di posizione che cos'è se non una ignobile riedizione di quell'indice che per tanti decenni ci ha afflitto? Siete veramente esseri inqualificabili che ancora (anzi di nuovo, poichè trattasi di un atteggiamento ormai dimostratosi anacronistico) credono di poter imporre il proprio "non pensiero" agli altri.