"Quegli slogan funzionano. Il ministro doveva difenderli"

Il pubblicitario Peter Grosser: "La campagna sulla fertilità ha colto nel segno. E chi la critica si è accorto del problema"

Milano - Un'ondata di polemiche, dai giornali alle tv fino ai social network. La campagna del ministero della Salute, denominata Fertility Day, continua a far parlare di sé ormai da una settimana. Offensiva, discriminante, inadeguata, dicono molti; azzeccata, efficace, coglie nel segno, affermano altri. Ma piaccia o non piaccia, un risultato chiaro l'ha ottenuto: fa discutere di un problema reale. Inutile nascondersi. «È un problema reale, grave e inconfutabile afferma Peter Grosser, amministratore delegato e presidente di Cayenne, importante agenzia pubblicitaria che si strascina ormai da anni».

A prescindere dal contenuto del messaggio, la campagna del ministero ha funzionato?

«È stata efficace, basta guardare al polverone generato. Quindi ha raggiunto il suo obiettivo. Il gradimento o meno dell'iniziativa è spesso soggettivo. D'altronde, in Italia ci sono 60 milioni di commissari tecnici ma anche altrettanti pubblicitari».

Come mai i commenti negativi sono stati così numerosi?

«Perché è un tema sensibile e di conseguenza attira meno gradimento. Ma i commenti negativi ci sono sempre, anche quando è stata fatta una campagna di successo come quella del Prosciutto di Parma, quindi tanto più sui temi sociali».

Il governo secondo ha commesso un errore non valutando le reazioni?

«Il calo delle nascite è un problema? Sì. Il governo deve affrontare i problemi? Sì, in questo caso perché il calo demografico è evidente, stiamo scomparendo. Quindi il suo compito è sensibilizzare la popolazione al riguardo».

In questo modo ci è riuscito?

«Certo. Se l'obiettivo della campagna di comunicazione è quello di attirare l'attenzione, allora possiamo affermare che la comunicazione del Fertiliy Day ha colto nel segno. Del resto il successo di Trump alle primarie repubblicane Usa è un palese esempio. Ha raccolto il 90% di critiche ma poi ha superato tutti. È la legge della comunicazione: che se ne parli bene o male purché se ne parli».

Nella montagna di critiche che ci sono state, quali l'hanno più colpita?

«Sono diverse. Per esempio: Ora che il governo ci suggerisce di fare figli ci dica anche come mantenerli. Nascite e disoccupazione sono due problemi reali, ma non è logico che il governo non affronti il primo perché esiste il secondo. Deve interessarsi a entrambi. Poi, l'equazione più benessere più nascite non sta in piedi, altrimenti non si comprenderebbe perché nelle zone più povere del mondo si fanno più figli. Un'altra affermazione senza senso che ho letto era: Il governo offende i gay e le donne non fertili. Sarebbe come dire che le pubblicità di automobili offendono i non vedenti perché non possono guidare».

Sarebbe stato meglio lanciare un messaggio diverso?

«Ci può essere una creatività migliore, ma il contenuto rimane sempre quello. Lo scorso anno anche la Danimarca ha lanciato una campagna per le nascite. Era un po' più accattivante, uno spot ironico che si concludeva con un Chi non ce la fa, si diverta. Alcuni giornali lo hanno indicato come esempio positivo, ma se quella stessa campagna fosse stata lanciata in Italia, le polemiche ci sarebbero comunque state».

Nella sostanza il ministro ha raggiunto il suo scopo?

«Sì, e suggerirei al ministro di essere meno timida e di difendere la sua iniziativa. Anche quelli che criticano alla fine si sono ricordati di un problema reale. Esteticamente potrà non piacere, ma la campagna ha sensibilizzato le persone».

Commenti

attilio.baldan@...

Sab, 03/09/2016 - 09:27

Forse qualcuno ricorderà lo spot governativo contro le sigarette, di molti anni fa: si vedeva una spirale di fumo che faceva a braccio di ferro con un essere umano, che alla fine riusciva a batterla. Ebbene, chi lo ideò mi raccontava che l'idea era il frutto di un giorno ed una notte di "brain storming": durante i quali, un gruppo di "creativi" si erano rinchiusi in una stanza. Fumando come turchi, naturalmente. Ebbene, ecco la morale: i pubblicitari sono così. Vendono, appunto, fumo. E costano molto meno delle tante riforme "con spesa" che sarebbero necessarie per risolvere i problemi.

Luigi Farinelli

Sab, 03/09/2016 - 09:29

Finalmente voci contrarie al coro radical-femminista, progressista, antinatalista, antifamiglia, anti-occidente, primitivista,

Luigi Farinelli

Sab, 03/09/2016 - 09:43

Finalmente voci contrarie al coro "progressista", radical-femminista, marxista-engeliano, primitivista, anti-industrializzazione,antinatalista, antifamiglia, anti-occidente, anti-maschile, anti-padre, anti-famiglia che da decenni ormai infetta l'Occidente opponendosi anche con la violenza alle voci contrarie. Ma in un mondo dove i media di regime usano le ideologie politicamente corrette come arma di rincoglionimento di massa, queste iniziative di buonsenso troveranno la fiera opposizione degli scagnozzi di Rockefeller, Soros, Rothschild e compagnia brutta di nemici dell'umanità,fra "intellettuali", politici, "scienziati", "psicologi", capitani d'industria al guinzaglio dei signori appena nominati, veri motori della distruzione della società occidentale a fini ultra-mercantilisti (dove il capitalismo che produce ricchezza VERA non trova più posto).

flip

Sab, 03/09/2016 - 10:21

"altrimenti non si comprenderebbe perché nelle zone più povere del mondo si fanno più figli" Questo Peter Grosser è o ci fa? anche ai tempi di mio nonno si facevano figli a badilate. perché? Il Grosser, dall' alto della sua onniscienza, sa rispondere intelligentemente?

Duka

Sab, 03/09/2016 - 10:37

La campagna per l'aumento delle nascite può anche andare bene ciò che non funziona sono le esternazioni del ministro della sanità. Sta confondendo i ruoli come i suoi predecessori Turco e Bindi. Il ministro DEVE occuparsi del bilancio della sanità , un vero colabrodo, e lasciare a chi di competenza l'aspetto medico. Siamo governati da un gregge di AUTENTICHE OCHE-

Ritratto di Andrea B.

Andrea B.

Sab, 03/09/2016 - 10:51

Certi popoli fanno più figli perché hanno fiducia nel futuro, la voglia di crescere, hanno una prospettiva di sé come nazione e ne vanno fieri e per ultimo, ma non da ultimo, non hanno ancora assaporato le "gioie" del vivere in una società consumistica ed edonista, dove a prescindere da quanto reddito hai, avere figli è comunque percepito sempre di più come un handicap per i propri divertimenti e realizzazioni personali. Ad esempio in Cina si sono accorti che la politica del figlio unico stava creando squilibri generazionali, ma ormai è troppo tardi perché una larga fetta di popolazione giovane che vive nelle zone più sviluppate e moderne di fare figli non ci pensa proprio più ormai.

Ritratto di Andrea B.

Andrea B.

Sab, 03/09/2016 - 11:00

Aggiungo al mio precedente commento che sì, la campagna ha colpito nel segno e lo si capisce dalle reazioni scomposte e nervose che ha suscitato, perché la gente non vuole essere disturbata nelle proprie scelte personali, specialmente se si sa essere frutto di egoismo. In questo la Lorenzin è stata ingenua, questo è un trend storico e non si cambia più ormai. Poi Montanelli diceva che gli italiani perdonano parecchie cose ai governanti, ma non a quelli che rompono i cog... Per cui la ministra è fritta!

Totonno58

Sab, 03/09/2016 - 11:09

Quando si finirà di parlare di questa buffonata?

idleproc

Sab, 03/09/2016 - 12:05

Sono vincolati ideologgicamente, se organizzavano un Tromba Day, per motivi meramente statistici ottenevano il risultato. Se invece di buttar via i soldi li usavano poi per finanziare "il risultato", il gioco era fatto. All'epoca, le cose le sapevano fare ed erano strettamente connesse al senso di comunità nazionale e patriottico. Risultato attuale = caciara.

ohibò44

Sab, 03/09/2016 - 12:14

Sintesi completa, spiegazioni semplici, nessun preconcetto, ohibò, signor Grosser sia gentile si faccia leggere più spesso

Linucs

Sab, 03/09/2016 - 13:30

Questo "Grosser" non ha capito che al governo interessa solo riempirci di negri, quindi fertilità o meno il risultato è il medesimo.

petra

Sab, 03/09/2016 - 15:13

Mi piace molto questa sopra con il nido e la cicogna. Trovo invece metta un po' di panico quella con la clessidra, apparsa nei giorni scorsi.

Ritratto di Jaspar44

Jaspar44

Sab, 03/09/2016 - 17:03

Gli slogan non funzionano? NO PROBLEM ! Li cambieranno subito: i costi per la politicante non contano ... E' TUTTO A CARICO NOSTRO!

Zizzigo

Sab, 03/09/2016 - 17:22

Se l'obbiettivo era quello di fare casino, tanto per fare casino... ci sono riusciti. Ma non c'era la necessità.