Quei centri educativi nati nel 2006

Gli orfanotrofi non ci sono più, sono stati chiusi a fine 2006, in base alla legge 149 del 2000. In base a questa norma, se un minore viene privato della famiglia d'origine deve essere collocato solo temporaneamente in comunità educative e al più presto in un'altra famiglia, o in affido o in adozione (in Italia sono da 900 a 1.100 i bimbi dati in adozione ogni anno).

La realtà è che oggi la tipologia di accoglienza è di tre tipi: ci sono gli affidi in famiglia, le case famiglia (dove una coppia di coniugi può accogliere fino a sei bambini) e le comunità educative, che hanno sostituito gli orfanotrofi, ma non possono ospitare più di 12 bambini. È incredibile, ma non si sa esattamente di quanti bambini si parla perché non è mai stata realizzata la banca dati prevista dalla legge. Collegare le banche dati dei 29 Tribunali per i minorenni sembrerebbe semplice (e sarebbe importante per sapere quanti sono adottabili), ma non è stato ancora fatto, nonostante siano stati stanziati i fondi necessari. Quindi, ci si basa solo sulle stime realizzate dall'Istituto degli Innocenti di Firenze: sono circa 30mila i minori fuori famiglia. Di questi circa metà sono collocati in famiglia affidatarie (2/3 delle quali sono parentali) e metà in comunità educative, con un'esigua minoranza di case famiglia. Perché ancora tanti bambini rimangono in comunità? L'argomento è delicato. Una famiglia affidataria va formata e seguita. Un affido in famiglia costa alla Regione 600 euro al mese; nelle comunità educative da 90 a 130 euro al giorno.

Raggiungono cifre altissime, fino a 416 euro al giorno, se il minore ha problemi fisici o mentali.