Quei prestiti a vuoto di Etruria all'azienda rossa di zio Boschi

In dieci anni Stefano Agresti ha ricoperto numerosi incarichi di comando nelle imprese (poi fallite) che succhiavano soldi all'istituto di Arezzo. Oggi si è riciclato in Svizzera

La storia della famiglia Boschi sta diventando una sorta di «Dallas» dei tempi moderni. Una telenovela dai contorni grotteschi che intreccia affari e politica, soldi e partiti, banche e società. Ma anche padri, madri, cognati, fratelli, figli e, da ieri, anche zii. L'uomo del momento non è più Pierluigi Boschi, del quale si è chiacchierato per settimane, ma il cognato, Stefano Agresti, il fratello della moglie Stefania e, dunque, lo zio di Maria Elena. Per anni lavora nel gruppo Saico, azienda leader nei forni da verniciatura, intrecciata alla storia di Arezzo e a quella dei partiti che qui hanno sempre fatto il bello e il cattivo tempo: Pci, Pds, fino al Pd. Lui, partito da Spoleto con un semplice diploma da ragioniere in tasca, si ritrova a ricoprire incarichi importanti, affiancato da uomini di partito e faccendieri locali. Le aziende che presiede, gravitano attorno alla sinistra aretina, e sono tutte (o quasi) fallite: dall'aprile 2001 è socio accomandante della «Ayr di Luciano Baielli & C.» (cessata nel 2012). Baielli, «il ragioniere» come si fa chiamare, è amministratore storico della Saico e deus ex machina del Pd. Fino al gennaio 2002 Agresti è amministratore unico della «Saico Co.» di via delle Biole, oggi in liquidazione, e fino al marzo 2010 consigliere della medesima società. Fino al novembre 2006 è amministratore unico anche della «Ayr Srl» di Laterina (in liquidazione) e fino al marzo 2010 ha l'incarico di amministratore delegato di questa azienda. Ma la parte interessante arriva con la «Saico Refinish Srl» (49 dipendenti per fabbricazione di macchine industriali) con sede a Laterina, a pochi metri dalla casa dei Boschi. Stefano Agresti è sia amministratore delegato che presidente del consiglio di amministrazione fino al marzo 2010. Partita a dicembre 2006, a maggio 2011 è già fallita e Agresti lascia un buco di 11 milioni e 231mila euro.

Ma non finisce qui: fino all'aprile 2010 è anche consigliere di un'altra azienda satellite del gruppo Saico, la «Boss engineering Srl» (che produce forni industriali) e pure della capofila «Saico Spa» (in liquidazione). A corto di poltrone, zio Stefano si fa dare dalla famiglia Zucchi, quella dell'impero orafo Unoaerre, un posto da consigliere nella «Società cooperativa lavoro Ar Uno», anche questa finita in liquidazione con un buco di quasi un milione. La famiglia Zucchi, per inciso, ha incarichi amministrativi anche in Saico.Quando il gruppo comincia a precipitare, dopo il 2008, accumulando enormi debiti anche nei confronti di Banca Etruria (circa 10 milioni di euro), Agresti è a capo di una serie di aziende, la più importante delle quali la Saico Refinish (la prima a fallire), e consigliere di amministrazione di altre. «Banca Etruria ci è rimasta dentro con tutte le scarpe. Una commistione vergognosa con l'azienda. Etruria era esposta per tanti milioni senza garanzie: dal 2008 iniziano finanziamenti a pioggia a Saico senza possibilità di essere recuperati», conferma l'avvocato Daniele Occhini che seguiva i dipendenti iscritti alla Cgil.

«Quei crediti erano di qualità pessima. Soldi dati in maniera scriteriata, crediti in sofferenza e percentuali di recupero nemmeno quantificabili. Li chiamavano crediti ma erano inesigibili», gli fa eco il collega Stefano Arrighi che difende la Ipc Srl di Michele Mosconi, una piccola impresa di logistica che ci ha rimesso 150mila euro. Un buco che supera i 100 milioni. Nel settembre 2010 parte il concordato. Il macchinista dell'operazione è Paolo Nicchi, presidente di Energia & Ambiente Srl, uomo forte del Pd, ex vicesindaco ed ex presidente della Fiera Antiquaria. Fonda una società ad hoc, la SE Ambiente, con una sospetta sede legale a Granarolo, che si assume i debiti delle quattro aziende facendosi rilasciare una fideiussione da 5 milioni di euro da una società finanziaria di Napoli, poi sparita nel nulla. La SE Ambiente fallisce nel febbraio 2013, dopo appena 7 mesi dalla sua costituzione. Come tutte le telenovela che si rispettino alla fine della storia c'è sempre una fuga. Da due anni Stefano Agresti fa il consulente per la «Saico Zero» di Stabio, in Svizzera: «Non sapevamo di avere il parente di un ministro a lavorare con noi». Beati loro.

Commenti
Ritratto di Gianfranco Robert Porelli

Gianfranco Robe...

Ven, 29/01/2016 - 13:11

Lo "Scandalo etrusco" un risvolto positivo ce l'ha comunque avuto: non si parla più dell'utero in affitto. Infatti chi desiderava quello della Maria Elena, si era già rivolto agli sportelli di Banca, convinto che facessero tutto loro, ma non è così. Meno male.

nerinaneri

Ven, 29/01/2016 - 14:36

...sì, sì, boschi komunista come prodi letta monti renzi...tutti gran kompagni...

Anonimo (non verificato)

MEFEL68

Ven, 29/01/2016 - 18:18

Maria Elena ignara, mi ricorda una vecchia favola "La Bella Addormentata nei Boschi".

nordest

Ven, 29/01/2016 - 21:07

Meno male che questa vola a prenderlo su quel posto Son quasi tutti i compagni.

blackbird

Ven, 29/01/2016 - 21:18

Caduto il vecchio PCI, dove erano consueti farsi ripianare i debiti dall'URSS o tramite le cooperative, dalo Stato Italiano, sono rimasti i faccendieri. Con i vincoli europei, si devono far ripianare i debiti dai grulli che prestano i soldi alle banche locali. Se hanno soldi che gli avanzano non possono essere comunisti, quindi che li perdano pure, pensano questi.

Vitriol

Ven, 29/01/2016 - 21:24

In ogni caso, complimenti a Fratelli d' Italia per la tenacia e l'acume investigativo!

Ritratto di mortimermouse

mortimermouse

Ven, 29/01/2016 - 21:33

Cari cre.tini di sinistra, ci potete spiegare come mai solo nel PD accadono queste cose? :-)

Ritratto di gianniverde

gianniverde

Ven, 29/01/2016 - 21:35

Certo che sono proprio belle famgliole,ed il peggio è che ce le vogliono proporre come la società sana dell'Italia al punto di fare carriere folgoranti sia in politica che in imprenditoria che in amicizie importanti.

Fjr

Ven, 29/01/2016 - 21:41

Più che Dallas direi ,visto che abbiamo ormai capito che questa non è' la famiglia del mulino bianco,,Dinasty chi se la ricorda sa' di cosa sto' parlando

Ritratto di do-ut-des

do-ut-des

Ven, 29/01/2016 - 21:46

io non capisco, tempo fa ho chiesto un mutuo per acquistare un appartamento e mi hanno detto che prima avrebbero valutato il prezzo dell'immobile senza contare il prezzo di vendita, poichè poteva essere maggiore del mercato. Poi avrebbero prestato solo una percentuale. Come mai le banche prestano soldi ad aziende che sono in debito? Non fanno la stessa valutazione se rende o no? Qui mi pare che ci sia un raggiro. Prima queste aziende magari d'accordo con qualcuno della banca, si fanno prestare i soldi e poi chiudono l'azienda e scappano all'estero e lasciano la banca con il farlocco.

Ritratto di do-ut-des

do-ut-des

Ven, 29/01/2016 - 21:49

da quello che ho detto prima allora c'è associazione a delinquere per fare i soldi sapendo che a pagare rimettendoci sono i fessi piccoli risparmiatori. Se così c'è solo una cosa, galera a vita considerando che la pena di morte non esiste più.

giovanni bernardini

Ven, 29/01/2016 - 21:53

che marciume, non aggiungo altro

VittorioMar

Ven, 29/01/2016 - 22:11

..il Parlamento ha già parlato e votato....ora devono indagare e parlare i magistrati...con i loro tempi..

Ritratto di Simbruino

Simbruino

Ven, 29/01/2016 - 22:15

Che ne parliamo a fare.

VittorioMar

Ven, 29/01/2016 - 22:31

.....non tutti hanno il senso e dignità dello Stato....solo qualcuno si dimise per il titolo di un giornale...

Frusta1

Ven, 29/01/2016 - 22:52

Per molto meno Berlusconi , Bossi e altri esponenti di destra furono inquisiti da una solertissima quanto di parte magistratura. Ora se anche uno qualsiasi dei clan boschi o renzie e alfAno venisse anche colto in flagrante a delinquere nulla succederebbe. Viva la democrazia, quella vera , che in Italia non esiste proprio. E cari magistrati state pure in letargo , scommetto fino a due mesi delle agognate elezioni politiche.

Pelican 49

Ven, 29/01/2016 - 23:17

La famigghia Boschi dopo aver divorato Banca Etruria si appresta ad azzannare il malloppo più grosso ....il cassettone dello Stato, sempre pieno, e Maria Elena se ne servirà a sua insaputa! Adesso si fa vedere in gramaglie, ma presto rimetterà il tacco 12.

Ritratto di hernando45

hernando45

Sab, 30/01/2016 - 00:21

PERICLEEEE invece di commentare stupidamente gli accenti dei miei postati,commenta questo articolo!!!! DAI facci sentire le tue PERICLATE IN MERITO!!!lol lol Buenas noches.

Furgo76

Sab, 30/01/2016 - 08:40

ci voleva il 2008 per far uscire all'aperto tutto questo schifo!

erie51

Sab, 30/01/2016 - 08:53

la famiglia della fata ,gente onesta!!!!!mah,se sono onesti loro allora noi cittadini truffati cosa siamo.ormai banca etruria banca del PD,hanno salvaguardato 1 milione di correntisti ed la cosa piu importante si sono salvati in famiglia Boschi ed Renzi.tutta povera gente ed nulla tenente ma nel mentre hanno svagligiato banca Etruria ed i poveri cittadini che hanno investito i loro risparmi di una vita.Spero che i Renzi ed i Boschi possano dormire sogni tranquilli!!!

GENIUZZO

Sab, 30/01/2016 - 09:15

BANCA ETRURIA, MONTEPASCHI, UNICREDIT Ecc. PERCHE' C'e' DI MEZZO SEMPRE IL PD? MA CHE PARTITO E'?

semprecontrario

Sab, 30/01/2016 - 09:57

e meno male che ol babbo è una brava persona