Quei profeti ignorati 20 anni fa: "Così Allah ci rovinerà la vita..."

Dalla Fallaci alla Magli, quanti intellettuali in patria (e non solo) inascoltati sull'integrazione: "È impossibile, vogliono la guerra"

O riana Fallaci, certo. Ma l'autrice de La Rabbia e l'Orgoglio (2001) non fu la sola a denunciare i pericoli dell'espansionismo islamico, delle interpretazioni integraliste del Corano e dell'immigrazione di massa in Europa. È che certi libri trovano difficilmente spazio nel dibattito pubblico. Non se ne parla quanto si dovrebbe. Sarà perché infrangono i tabù dei benpensanti? Giovanni Sartori ha affrontato i temi ora accennati in Pluralismo, multiculturalismo e estranei (Bur, 2000 e 2002). Secondo Sartori, il pluralismo è fondato sulla tolleranza e valorizza la diversità. C'è però una questione: «Fino a che punto la società pluralistica può accogliere senza disintegrarsi estranei che la rifiutano? E, per converso, come si fa ad integrare l'estraneo, l'immigrato di tutt'altra cultura, religione e etnia?». L'immigrazione, sostiene Sartori, è destinata a crescere. Come risolvere il problema dell'integrazione? Concedere la cittadinanza non è la strada giusta. Per essere cittadini bisogna riconoscere e accettare i pilastri della società in cui si viene accolti. Ma questo è molto difficile qualora l'immigrato appartenga a una cultura «fideistica o teocratica che non separa lo Stato civile dallo Stato religioso e che riassorbe il cittadino nel credente». L'islam non riconosce la separazione tra Stato e Chiesa, tra legge e religione. C'è il rischio concreto che molti immigrati musulmani non considerino desiderabile l'integrazione. Scrive Sartori: «La banale verità è, allora, che l'integrazione avviene tra integrabili e pertanto che la cittadinanza concessa a immigrati inintegrabili non porta a integrazione ma a disintegrazione».Torniamo un po' indietro. Nel 1996, Ida Magli pubblicò un libro-intervista a cura di Giordano Bruno Guerri: Per una rivoluzione italiana (Baldini & Castoldi). L'antropologa toccava il tema del declino europeo e italiano. Centrale era la questione dell'immigrazione e dell'integrazione dei musulmani. Un fattore disgregante per la nostra società già in crisi d'identità. La Magli è chiara: «È indispensabile una legislazione rigida per fare in modo che almeno non ne arrivino troppi. Ripeto: gli islamici sono una popolazione forte, con una religione forte, non possono in alcun modo essere integrati nel nostro contesto (come in nessun altro contesto: vedi l'esempio francese), anche se lo volessero, ma naturalmente non lo vogliono. L'integrazione è impossibile già al livello, che sarebbe indispensabile, delle leggi: perché il Corano è un codice sia civile sia religioso. Questo rende l'islamismo fortissimo e immodificabile, perché un testo sacro non lo si può manipolare secondo i bisogni. Questo significa anche che tutto quello che noi abbiamo così duramente conquistato nel corso della storia, ossia l'affermazione di un'etica scissa dal sacro, è incompatibile con la loro visione del mondo». Fino dal 1990, e quindi prima di Samuel P. Huntington, autore de Lo scontro delle civiltà, Luciano Pellicani aveva capito che la pacificazione del pianeta a opera della democrazia liberale, dopo la caduta del Muro, era già minacciata dal sorgere di nuovi fenomeni, uno in particolare: «Quello più vistoso è senz'altro il fondamentalismo islamico... Esso, infatti, si presenta come una dichiarazione di guerra all'intera civiltà occidentale, di cui rifiuta ogni istituzione e ogni valore, dalla democrazia rappresentativa al mercato, dalla libertà individuale alla laicità dello Stato». Nel corso degli anni, l'attenzione dello studioso non è venuta mai meno e i suoi saggi sono stati raccolti in Jihad: le radici (Rubbettino, 2015). Per capire la natura della sfida occorre capire il Corano al quale si richiamano i militanti della guerra santa: «Non si tratta solo di una guerra difensiva, bensì di una guerra offensiva, di una guerra imperialista, che cesserà solo quando la religione della Verità trionferà su tutto il pianeta Terra, poiché il suo fine ultimo è quello di costituire una sola comunità organizzata sotto un'autorità carismatica, unica interprete e custode esclusiva della Sharia». Non tutti avevano sottovalutato la situazione. Molti però hanno preferito non ascoltare.

Commenti

mariolino50

Mer, 23/03/2016 - 09:09

I muslim vengono qui a fare i furbi, perchè non ci provano in Cina e India, da quelle parti li avrebbero già stempiati in gran quantità, ma noi siamo buoni, e fessi.

Gianluca_Pozzoli

Mer, 23/03/2016 - 09:11

monsignor galantino...GRAZIE papa francesco....GRAZIE renzialfano........GRAZIE DI TUTTO komunisti...........GRAZIE PER IL VOSTRO CONTRIBUTO ESSENZIALE

Nonmimandanessuno

Mer, 23/03/2016 - 09:31

: naturalmente in aggiunta ai troppi utili idioti.

vince50

Mer, 23/03/2016 - 09:41

L'ipocrisia regna sovrana,le verità e le previsioni più che fondate vengono ipocritamente ignorate.Il conto da pagare darà salato e infinito,i grandi pensatori hanno deciso di sotterrare i popoli Europei.

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gianky53

Mer, 23/03/2016 - 09:51

Guai a provare ad alzare la mano per chiedere di dire quello che si pensa davanti ai soliti sapientoni. Ieri sera Luca Telese aveva voglia di menare le mani e molto volentieri avrebbe cavato gli occhi al povero Gasparri. Ma che ci azzecca Del Debbio ad invitare energumeni simili nel suo ring abboracciato?

freevoice3

Mer, 23/03/2016 - 09:52

Non solo la Fallaci profeta, il Cardinale Giacomo Biffi aveva previsto questa invasione islamica, ma non lo ha ascoltato nessuno. Anche il Papa dovrà rivedere qualche suo discorso sull'immigrazione.

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Dragon_Lord

Mer, 23/03/2016 - 10:15

AVEVA CAPITO CHE I MASSONI AVREBBERO USATO LA RELIGIONE INVECE DEI CARRARMATO

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PELOBICI

Mer, 23/03/2016 - 10:41

Mi pare di ricordare che ci fu una raccolta di firme "illustri" di "geni di cultura" di "menti pensanti" che condannarono la Fallaci, ora che dicono?, fortuna vuole che alcuni se ne siano andati, ma ce ne sono altri pronti a sostituirli, in TV ho sentito la consueta tiritela di luoghi comuni, ho visto, per poco altrimenti vomitavo, la faccia da schiaffi di Lerner che si beava nel dire le sue stupidaggini, mi chiedo ma ci credono davvero a qual che dicono o lo fanno solo per paura cercando di salvarsi il c..o. Dario Fo ora presenta Francesco, sarà la cosuleta tiritela, ma come mai non presenta Mohamed? Paura o fifa?

Jimisong007

Mer, 23/03/2016 - 11:32

Governi ottusi e incompetenti o malfattori e complici?

marygio

Mer, 23/03/2016 - 11:41

non è difficile. è sufficiente parlare con i mussulmani ....sono un muro. intanto gente che si genuflette su un tappetino a pregare ogni santo giorno non è normale. e a farla breve la nostra è una società ignorante infarcita di luoghi comuni derivati da una pseudocultura sinistrorsa. basta sentirli in tv questi presunti guru e si percepisce in modo chiaro e univoco che sono...una massa di deficienti presuntuosi e vuoti

Ritratto di liberopensiero77

liberopensiero77

Mer, 23/03/2016 - 12:20

Tutti i monoteismi sono teocratici, nel senso che hanno i loro bravi testi sacri pieni di leggi divine da applicare nella società. Gli ebrei hanno il Pentateuco, gli islamici il Corano, i cattolici il Nuovo Testamento e il catechismo della Chiesa. Quando c’è uno Stato integralista che si basa, a livello legislativo, sui testi sacri, è evidente che non può esserci lo Stato laico e il liberalismo. Se invece c’è uno Stato liberale e non confessionale, allora c’è libertà religiosa, e la possibilità di coesistenza di più confessioni al suo interno. I credenti monoteisti non si riconosceranno mai totalmente nello Stato liberale, perché spesso si basa su leggi umane che sono contrarie ai precetti religiosi. L’importante è che i credenti accettino l’autorità dello Stato liberale e ne rispettino le leggi, senza sollevarsi contro. Rispettare le leggi è già integrazione, il resto è fuffa.