Quelle soffiate sospette per salvarsi dal crac

Partiamo da dati certi. Il commissario liquidatore Giuseppe Santoni lo ha scritto chiaro e tondo nella sua relazione: «Il saldo netto di liquidità alla data del 18 novembre scorso pari a 335 milioni, il 4,6 per cento del totale attivo, è diminuito di euro 288 milioni da inizio ottobre», come riporta il Corriere della Sera. Un mese e mezzo prima che il governo Renzi varasse, domenica 22 novembre, il decreto «salvabanche», una sfilza di correntisti scappavano da Banca Etruria mettendo al sicuro i loro soldi. Il sospetto della procura di Arezzo, adesso, è che qualcuno possa aver avvisato preventivamente certi clienti-amici privilegiati di quello che sarebbe successo di lì a poco e del rischio di perdere i loro risparmi. Quello che, invece, è stato fatto succedere ai 160mila risparmiatori da sacrificare. I pm vogliono conoscere i nomi di coloro che hanno chiuso quei conti correnti 45 giorni prima del decreto Renzi, per verificare se abbiano avuto una soffiata dall'alto. Le verifiche affidate alla Guardia di Finanza mirano a scoprire anche i contatti avuti dai correntisti con la banca prima di quel 22 novembre 2015.Del resto anche i membri della famiglia Boschi possedevano pacchetti azionari in Banca Etruria dei quali si sono disfatti poco prima del crac. Le cifre le ha fornite la stessa Maria Elena Boschi il giorno in cui si è difesa, alla Camera, dalla mozione di sfiducia: lei possedeva 1.557 azioni, suo padre 7.550, sua madre 2.013, suo fratello Emanuele 1.847 e suo fratello Pierfrancesco 347. Questo è quello che lei ha dichiarato. In realtà c'è una bella differenza fra il possesso azionario di papà Boschi comunicato nelle varie relazioni sulla remunerazione degli amministratori, fino a metà 2014, e il dato fornito dalla figlia. Al mercato risultavano in possesso di papà Boschi circa 20.500 azioni di Banca Etruria. Quindi le 13mila azioni mancanti deve averle vendute tra aprile 2014 (quando venne nominato vicepresidente) e gennaio 2015 quando è decaduto per il commissariamento deciso da Bankitalia. Nei bilanci di Banca Etruria sono segnalati i suoi acquisti di azioni: nel 2011 ne possedeva 1.200. Nel 2012 ne ha acquistate altre 9.460. Nel 2013 altre 8mila e, infine, la comunicazione dell'arrivo di nuove 5.831 azioni. I conti non tornano anche per mamma Boschi, Stefania Agresti, che nel 2013 comunicava a Consob l'acquisto di 8mila azioni Etruria. Strano, vero?FBos