Quelle vittime aggredite due volte

Da Stacchio a Sicignano, storie di calvario giudiziario

Graziano, benzinaio, Francesco, pensionato, Franco, tabaccaio. E poi Ermes, commerciante, che oggi non c'è più, ma che fu condannato a 5 anni e 4 mesi per aver sparato a due nomadi entrati nella sua proprietà e a pagare loro 135mila euro.

Sono solo alcune delle storie e delle vite stravolte da una notte qualunque che il destino ha scelto per trasformarle nel bersaglio di una rapina. Lo shock, la paura del male, un fucile da caccia regolarmente detenuto di fianco al letto, la reazione istintiva. E poi le indagini, i processi, gli avvocati da pagare, il rischio di essere giudicati colpevoli di aver travalicato i limiti della legittima difesa. Così, in qualche modo, quella notte è come se non finisse mai.

A 15 mesi dai fatti per cui è stato aperto un procedimento a suo carico, da 48 ore Graziano Stacchio, il gestore di un'area di servizio nel vicentino che sparò a una banda di criminali all'assalto della vicina gioielleria, vede finalmente la luce. La Procura ha chiesto l'archiviazione, dopo aver accertato che quei banditi erano intenzionati a uccidere e che lui ha solo risposto al fuoco mirando alle gambe. Non gli resta che attendere la decisione del gip, ma sì, dice, «lo rifarei, difendere qualcuno è un dovere».

A Francesco Sicignano, 65 anni, l'indagine avviata dalla Procura di Milano per omicidio volontario, è piombata addosso dopo che lo scorso 19 ottobre ha ucciso un 22enne albanese che si era introdotto in casa sua a Vaprio D'Adda. In attesa di sapere se gli esiti degli accertamenti porteranno a dargli ragione e a derubricare l'accusa a eccesso colposo di legittima difesa, è diventato un paladino di Forza Italia e correrà alle Comunali di Milano.

Ha presentato ricorso alla Corte d'Appello di Venezia, Franco Birolo, 47 anni, titolare di una tabaccheria condannato a due anni e otto mesi per aver ucciso - era il 26 aprile 2012 - un 23enne moldavo che con dei complici aveva assaltato il locale sotto la sua abitazione. Nonostante in aula, a quattro anni dai fatti, il pm avesse sollecitato l'assoluzione, il giudice lo ha condannato. Anche a risarcire con 325mila euro la famiglia del giovane.

Cinque anni e otto mesi di reclusone erano stati inflitti a Ermes Mattielli, il rigattiere che nel 2006 sparò 14 colpi a due ladri sorpresi a rubare nel suo deposito, ad Arsiero, causando loro danni permanenti. Per questo la sua eredità - Mattielli è mancato pochi mesi fa a 62 anni - rischia di finire ai due nomadi, a seguito del risarcimento disposto dal tribunale. LB

Commenti

killkoms

Dom, 24/04/2016 - 12:20

lo stato tutela i criminali di più degli onesti!

BiBi39

Lun, 25/04/2016 - 02:13

E' urgente una modifica della legge. Speriamo che Renzi trovi un briciolo di tempo e che gli "onorevoli" contrari possano vivere un'esperienza di intromissione notturna di malintenzionati in casa. Solo cosi' capirebbero.