Queralt, la sconosciuta più famosa della tv: "Nella pubblicità il MeToo non esiste"

Non ha la televisione e odiava le réclame. Oggi è la campionessa dello spot: "E nessuno da noi può permettersi porcherie"

Signorina Badalamenti, ma lo sa che lei è dappertutto?

«Eh, lo so, lo so... sono sotto gli occhi di tutti dalla mattina alla sera».

Negli spot pubblicitari la impacchettano in uno scatolone, le fanno guarire il mal di testa, cucinare per Cannavacciuolo...

«Proprio io. E sono l'unica che non si guarda. Non ci crederà mai ma a casa non ho la televisione»

Non guarda mai la tv?

«E come faccio se non ce l'ho? Non mi perdo un film su Netflix però...»

Ma non guardava la televisione neanche da piccola?

«Si, ma odiavo la pubblicità. Quando arrivava cambiavo sempre canale ma non lo dica a nessuno».

Lei è in decine di spot di successo: la riconoscono per strada?

«A volte capita. Divento rossa come un pomodoro ma mi fa molto piacere. Negli ultimi anni però succede spesso una cosa strana...»

Non ci lasci sulle spine...

«Ricevo da, diciamo così, fan scatti rubati mentre cammino per strada o leggo in metro. Mi scrivono: Non volevo disturbarti! stavi benissimo oggi! Ecco questi comportamenti un po' mi mettono i brividi».

E ti credo. A proposito: come va con il MeToo da voi?

«Il Metoo in pubblicità non esiste. Costa talmente tanti soldi che nessuno può permettersi porcherie».

Il complimento più bello che ha ricevuto invece?

«Mi hanno detto: quando sei felice sembri una bambina. E questa cosa mi ha intenerito molto».

Queralt, come si pronuncia il suo nome?

«Si pronuncia caràl, è un nome catalano perchè sono per metà spagnola».

La vediamo dappertutto ma non sappiamo lei chi sia. Ci aiuta?

«Ho 29 anni, vivo a Milano anche se mi sposto spesso per lavoro. Amo gli animali e l'ambiente, odio i vestiti, le scarpe, le discoteche. Mi piace mangiare bene e viaggiare e questo mi porterà alla rovina economica».

Non penserà mica che ci accontentiamo di così poco...

«Sono laureata in comunicazione e marketing, faccio pubblicità, social media manager e molte altre cose spesso in base alle passioni del momento. Tifo inter ad anni alterni. Odio le pellicce, chi le fa e chi le indossa. Volevo creare una petizione contro i tamarri che fischiano le ragazze per strada. Scrivo poesie e leggo racconti in diretta instagram. Ho un brutto carattere anche se campo con il sorriso, ma per il resto sono una brava personcina. Amo cucinare ma non ho una cucina per dimostrarlo. Le basta?».

Mica tanto. Lei è più «Impossible is nothing» o «Think different»?

«Think different. For ever...»

Più «chi mi ama mi segua» o più «perchè io valgo»?

«Mah, forse nessuno delle due».

Un diamante è per sempre o per tutto il resto c'è MasterCard?

«Per tutto il resto c'è MasterCard. Amo l'indipendenza anche economica. Se ricevessi un diamante lo perderei in 5 minuti».

Il più bel regalo ricevuto?

«Quando ero piccola i miei genitori mi hanno fatto trovare un cucciolo a casa ed è stato stupendo».

Dovendo scegliere: meglio un caffè con George Clooney o un tonno in scatola con Kevin Costner?

«Offrirei il caffè a George. Ma anche la macchinetta, il bar...».

Farsi dare un passaggio in auto da Stefano Accorsi o dare un passaggio in apecar a Bruce Willis?

«Ma vuol mettere una bella scampagnata in apecar con Bruce?»

Le piace l'uomo che non deve chiedere mai?

«Lo prenderei a schiaffi»

Di certo la gente, che non si fa mai i fatti suoi, vorrà sapere se lei è fidanzata...

«Lasciamo ai curiosi il dubbio, che ne dice?»

La tv che non farebbe mai?

«Ho rinunciato molte volte alla proposta di fare la soubrette penso che quel modo di vedere la donna sia umiliante e maschilista».

Come è arrivata alla pubblicità

«Ho provato senza sperarci molto invece ho iniziato da subito a lavorare. E a studiarerecitazione».

Ha fatto anche un film...

«La sindrome di Antonio. C'erano Giorgio Albertazzi, Antonio Catania, Remo Girone. La pubblicità mi diverte molto di più di un film, ma...»

Ma?...

«Mi piacerebbe girarne un altro».

Regista preferito? Hai visto mai...

«La lista è lunghissima. I primi? Muccino Ozpetek, Virzì...».

Allora se dovesse farsi pubblicità cosa direbbe di se stessa?

«Farei un bel sorriso in camera Che dice? Può bastare?..»