Qui e Ora

L'immagine della donna islamica multata e poi obbligata a scoprire le spalle sulla spiaggia di Nizza ha fatto il giro del mondo. Il burkini non rispetta il secolarismo francese e le ordinanze di una trentina di sindaci l'hanno messo al bando giudicandolo esattamente per quello che è: un simbolo del radicalismo islamico, che propone un modello di femminilità sottomessa, che si contrappone a quello laico occidentale dell'uguaglianza, delle pari opportunità e della non discriminazione in base al genere sessuale. Un simbolo di quel radicalismo che ha spinto un uomo a schiacciare e uccidere con il suo tir 86 innocenti che passeggiavano proprio su quella spiaggia, in cui oggi indossare il burkini è vietato, perché entrambi i gesti sono compiuti nel nome di Allah.

Molte femministe si schierano accanto alle donne che vogliono indossarlo perché vietare è vietato, in aperta contraddizione con quei principi per cui hanno sempre combattuto, e per cui la femminilità deve emanciparsi dalle costrizioni patriarcali, che determinano la subalternità delle donne. A favore del burkini sono quelle donne che fino a ieri inveivano contro le associazioni cattoliche e le sentinelle in piedi perché rifiutano quei programmi scolastici che vogliono favorire l'omologazione tra maschile e femminile negando ogni ruolo di genere. Femministe che ritengono obsoleti e pericolosi per le pari opportunità i ruoli da sempre attribuiti a uomini e donne dalla nostra cultura, dichiarano invece la legittimità del burkini. La laicità dello stato prevede l'uguaglianza tra le diverse confessioni religiose.

Se sono i cattolici a trasmettere un'immagine di donna che è quella dell'angelo del focolare, della madre accudente che partorisce e cresce i figli occupandosene in prima persona e magari cucinando una torta, ci sono le levate di scudi, le accuse di radicalismo e bigottismo cui contrapporsi con tutte le forze. Se invece l'islam radicale nega la singolarità della donna, infagottandola in una muta che la separa dal resto della società e nega la sua identità, chiedono la sospensione delle pari opportunità.

A indossare il burkini non sono tutte le musulmane ma le donne che sposano il radicalismo islamista rifiutando ogni forma d'integrazione. Un gruppo minoritario che veicola immagini che evocano guerra e ghettizzazione, poligamia e infibulazione. Ogni cultura ha i suoi costumi, che stabiliscono l'esibizione di parti più o meno estese del corpo. In occidente i nudisti si spogliano in spazi che sono destinati appositamente alla pratica naturista, per non creare conflitti e ferire la sensibilità di una maggioranza che ha un vissuto più pudico della corporeità. Esiste una cultura egemone condivisa da un popolo in uno Stato che se accoglie merita anche rispetto.