Qui ed ora

D odici senatori hanno firmato una mozione con cui chiedono al governo di prendere misure urgenti ed adeguate per affrontare lo stress lavoro correlato degli insegnanti. Da un'indagine svolta da Vittorio Lodolo D'Oria, medico esperto in Stress Lavoro Correlato, emerge che nel 70-80% dei casi le inidoneità per motivi di salute dei docenti sono legate a diagnosi psichiatriche.

Insegnare logora. Prendersi cura di 25 ragazzini con esigenze e problematiche diverse, attiva meccanismi emotivi e fisiologici di risposta che si traducono in stress. Uno stress che è positivo se l'insegnante ha le risorse interne e ambientali per far fronte alla situazione ma che diventa negativo e pericoloso se si protrae nel tempo e le difficoltà si mostrano irrisolvibili. «Per fare una buona scuola Renzi avrebbe dovuto stanziare i fondi per prevenire il disagio psichiatrico dei docenti e invece attualmente un'insegnante arriva alla pensione senza sostegno, senza un corso di formazione che l'aiuti a riconoscere anticipatamente i segni di un'usura psicofisica che danneggia se stessa e suoi alunni» dice Lodolo D'Oria. Non c'è settimana che la cronaca non riporti casi di mala scuola, in cui le vittime sono sia gli alunni sia gli insegnanti.

Questa settimana, su Facebook, una mamma di Rovigo ha pubblicato le foto del figlio disabile, vittima, a scuola, di atti di bullismo violento, che gli sono costati 10 giorni di prognosi per lesioni fisiche, oltre a quelle psicologiche incalcolabili. La mamma ha denunciato l'accaduto perché in due anni di soprusi ha constatato con dolore il lassismo della scuola e delle famiglie di fronte ad episodi che richiedevano reazioni immediate che non ci sono state. A Torino due ragazzini volevano costringere un coetaneo ad abbassarsi i pantaloni nel cortile della scuola, al suo rifiuto hanno cominciano a prenderlo a spinte. L'insegnante accorsa in suo aiuto ha scritto una nota sul diario dei due teppistelli e invece di trovare il sostegno delle famiglie è stata accusata di troppo rigore dai genitori dei bulli che esigevano addirittura le sue scuse, perché i figli stavano «soltanto» giocando.

Tra i genitori che difendono i figli incondizionatamente e le classi numerose e sempre più problematiche gestire 25 alunni è diventata una scommessa. Il luogo di lavoro si è trasformato in un campo di battaglia che fa precipitare lo stress emotivo d'insegnanti che, già allo stremo delle forze, dovrebbero aspettare i 67 anni prima di andare in pensione. E mentre sui giornali guadagnano paginate i genitori che vorrebbero eliminare i compiti a casa e si studia la collocazione di telecamere nella aule per poter controllare l'operato del corpo docente, vengono ignorate le difficoltà di chi insegna per uno stipendio che non arriva alla terza settimana.

Cara Ministra Giannini, se davvero lavora per la buona scuola, cerchi di non distrarsi.