Tra vegani e carnivori (prima o poi) scoppierà la pace

La campagna antispecista dei giorni scorsi, che voleva sradicare un'abitudine alimentare fondata su una simbologia antica ebraico-cristiana, non ha prodotto il risultato auspicato dagli animalisti.

La Coldiretti ha rilevato che sulla metà delle tavole degli italiani si troverà, come avviene da secoli, il tradizionale piatto pasquale a base d'agnello. Le campagne vegane creano una contrapposizione emotiva tra vegetariani e carnivori ma non riescono a dissuadere gli individui dal consumare la carne. Mostrare il cucciolo bianco e tenero strappato alla mamma provoca un disagio psicologico innegabile ma poi davanti al bancone del macellaio il senso di colpa non si traduce per molti nell'impossibilità di comprarlo. Il desiderio di riunire la famiglia per condividere un pasto simbolico che testimonia le origini e l'appartenenza è più forte della teoria per cui se fossimo buoni, se amassimo tutti gli animali come adoriamo il nostro cane non ci macchieremmo dello sterminio infame di milioni di cuccioli.

Il disagio emotivo dei carnivori è causato da questa dissonanza cognitiva, dall'inconciliabilità tra due idee, che però è facilmente risolta attraverso un'operazione di autoinganno. Si riesce a mangiare l'agnello sapendo che è un cucciolo innocente aggiungendo altre credenze a questa idea. È un animale tenero ma non è intelligente ed empatico come il cane, cui attribuiamo, antropomorfizzandolo, la capacità di pensare e provare sentimenti umani. Si riduce il malessere legato alla dissonanza ritenendo marginale la questione animalista e il disagio non è così intenso da portare alla rinuncia di un'abitudine secolare, che da un piacere legato a più aspetti. Intanto è una questione di gusto. I vegetariani rinunciano non solo alla carne e al pesce ma spesso anche a molti cibi che ritengono poco salutari: il sale, lo zucchero, il caffè, le bevande alcoliche e a tutto ciò che non è biologico. Un radicalismo alimentare che può diventare psicopatologia perché porta al sacrificio di ogni situazione di convivialità in cui non si condivida solo acqua minerale. La qualità della vita dipenderebbe dal cibo più che dalla serenità che scaturisce dalla relazione con l'altro diverso da sé, guardato con sospetto o con disprezzo perché non rinuncia ai piaceri della grigliata domenicale. Le emozioni che legano i popoli alla loro gastronomia si tramandano di generazione in generazione alimentando il legame con la terra. Nel Lazio si mangia agnello a scottadito, in Emila gratinato, in Abruzzo si cucina con il cacio e l'uovo mentre nel Molise si fa sotto il coppo. Le tradizioni regionali fanno si che l'uomo continui ad allevare bestiame e coltivare vegetali che altrimenti andrebbero in disuso estinguendosi. Oscilliamo ancora fra natura e cultura, fra desiderio di dominio e autentica accoglienza, fra rispetto e bramosia.

I conflitti a cui assistiamo, fra le radicalizzazioni delle parti avverse, fa parte di un percorso che va verso una nuova coesistenza, una ridefinizione che dia voce alle esigenze dell'uomo e al silenzio degli innocenti.

Commenti

rudyger

Sab, 15/04/2017 - 10:41

Tutti i popoli hanno tradizioni spesso millenarie. Non capisco perchè si debba distruggere tutto il passato in nome dell'homo novus che sarà una bestia di più di quello attuale. Questi signori vegani vadano in Cina a dire che non si devono mangiare i cagnolini. Se a Pasqua - Festa cristiana - si mangia l'Agnello ci sarà un significato soprattutto religioso, come mangiare le uova . questo avviene in tutte le religioni che fino a prova contraria sono seguite dalla stragrande maggioranza dell'umanità. Io seguiterò a mangiare l'agnello (vengono macellati solo i maschi anche per motivi di gruppo. Infatti nel gregge possono stare solo pochi maschi ) ed i cinesi seguiteranno a mangiare i cagnolini.

cgf

Sab, 15/04/2017 - 11:20

Gli animalisti debbono rendersi conto che fintanto certi animali avranno aspetto di cibo, non c'è storia. Homer Simpson docet.

Una-mattina-mi-...

Sab, 15/04/2017 - 11:24

I DIVORATORI DI AGNELLI DIMOSTRANO TUTTA L'IPOCRISIA DI UNA FESTA ASSURDA, CHE PREDICA L'ESATTO CONTRARIO DI QUANTO FA: VECCHIO PROBLEMA DELL'UOMO

VittorioMar

Sab, 15/04/2017 - 11:27

....PERCHE' AVVENGA SI DEVE "CAPIRE LA VERA FAME"!!...FORTUNATAMENTE LO ABBIAMO "DIMENTICATO"!!

arkkan

Sab, 15/04/2017 - 11:59

Troppa "letteratura". Le tradizioni culinarie sono nate da esigenze naturali (alimentarsi per sopravvivere) in epoche in cui in ciascuna area le popolazioni si cibavano di quello che la stessa area poteva produrre. Ritengo il veganismo una sciocchezza, ma rispetto loro finchè non pretendono di impormi le loro (per me sciocche) regole. Sono certamente onnivoro, ma non mangio mai nè agnello nè vitello unicamente perchè ritengo uno spreco macellare la bestia giovane. Quindi mangiate o non mangiate quello che vi pare, ma non imponetemi le vostre regole. Del significato religioso poi non mi frega nulla, mangerò comunque quello che mi pare senza questi condizionamenti.

mariolino50

Sab, 15/04/2017 - 12:03

Una-mattina-mi-... Anche le piante sono esseri viventi, solo loro sono in grado di campare, con minerali e gas, noi e tutti gli altri animali dobbiamo fare come sempre fatto, mangiare altri esseri viventi, secondo il tipo di stomaco che abbiamo. Di sicuro NON siamo erbivori, e nemmeno puri carnivori, siamo onnivori come gli orsi e le grandi scimmie nostri stretti parenti, a volte pure cannibali.

Ritratto di cipriana

cipriana

Sab, 15/04/2017 - 12:39

Non ho mai mangiato agnello,quindi non so che so che sapore abbia, ma non mi piace istintivamente, non bevo vino rosso perché mi disturba l’odore, cosi per la birra, non bevo superalcolici e il vino bianco lo bevo pochissimo, ma tutto questo per gusti miei per cui mai mi periterei di giudicare chi fa diversamente, quanto ai vegani che tacciano di “assassino” chiunque mangi carne mi piacerebbe tanto sapere la loro opinione sull’aborto, per poter giudicare chi sia più assassino fra chi si ciba di una bistecca e chi ritiene di avere il diritto di sopprimere una vita umana che oltretutto sarebbe stato possibile evitare di concepire con i mezzi oggi accessibili a chiunque non vuole arrivare ad una soluzione tanto drastica.

il sorpasso

Sab, 15/04/2017 - 12:41

Auguro a tutti i mangiatori di carne di agnello di avere per almeno 10 giorni una forte diarrea ah ah ah

duca di sciabbica

Sab, 15/04/2017 - 12:44

chi è l'uomo? è colui che si pone delle domande, soprattutto sulle sue azioni. Ecco perchè, fin da adolescente, le parole che detesto di più sono "si fa così perchè si è sempre fatto".

giovanni235

Sab, 15/04/2017 - 12:55

Non ho mai mangiato in 74 anni carne di agnello.Dopo aver visto in televisione quella poveretta di Daniela Martani e sentiti suoi accoliti terroristi alimentari ho deciso,a partire da quest'anno,di mangiare a Pasqua nessun tipo di carne che non sia agnello.Così pure a Pasquetta e tutte le domeniche finchè sarà in vendita,a Novara-Piemonte,la carne d'agnello.Ciao Daniela e curati,curati,curati curati,curati,curati,curati,curati,......sei gravemente malata.

Italianoinpanama

Sab, 15/04/2017 - 13:23

e i polli poveretti cosi carini cosi coccoloni chi li difende?

Italianoinpanama

Sab, 15/04/2017 - 13:25

beh bee oggi qui si mangera abbacchio al forno!!

manfredog

Sab, 15/04/2017 - 14:18

..'le radicalizzazioni delle parti avverse....verso una nuova coesistenza'.. La radicalizzazione mi sembra che sia solamente da una parte, oggi, in questo caso, e cioè dalla parte dei vegani che, favoriti dall'abbondanza del 'sistema' che chiamerò moderno, frutto del capitalismo, del quale ne è una nota positiva, per essere qualcosa, qualcuno e sentirsi superiori; tutto ciò in questo 'sistema' che abiurano, e che li fa sentire insoddisfatti, si radicalizzano su questa cosa, considerando chi non la pensa come loro da quando l'uomo si ciba di animali per sopravvivere, un diverso, un criminale, un essere da 'eliminare'. Non credo che possa esistere una vera nuova coesistenza con persone che con enormi, probabilmente, problemi esistenziali alle spalle, crede di aver ragione in assoluto, 'per il bene del mondo', e non accetta tutto il resto. E' un po' come per i..comunisti..eh eh.. mg.

Patrizia18

Sab, 15/04/2017 - 15:16

"Un radicalismo alimentare che può diventare psicopatologia perché porta al sacrificio di ogni situazione di convivialità in cui non si condivida solo acqua minerale"???? Peccato, l'articolo era partito bene, poi si è perso nei peggio luoghi comuni di chi non conosce ciò di cui scrive. I vegani mangiano MOLTO ma MOLTO più variato e saporito di quel che chi li denigra immagina. L'ho scoperto in prima persona vivendo questo cambiamento e rendendomi conto di quanto fosse limitata prima la mia spesa, nonostante sia un'appassionata di cucina non certo una abituata a consumare cibi pronti. Dissonanze cognitive, appunto....

Fjr

Sab, 15/04/2017 - 16:34

Disagio emotivo nell'affrontare una fiorentina da 1 kilo e due?in effetti superato lo choc iniziale al pensiero di affrontare una simile sfida,subentra il duro combattimento coadiuvato da una bella bottiglia di Chianti magari pure due fave ,stile Hannibal

LostileFurio

Lun, 17/04/2017 - 08:09

Salvate le piante per l'ossigeno alla terra, salvate le pecore (anche se ai pastori che ci campano con le loro famiglie non va tanto bene).... Mangiate un vegano.

rokko

Mar, 18/04/2017 - 07:07

Ma di quale "disagio emotivo" dei carnivori si parla? L'agnello esiste in quanto cibo, se non fosse per quello non sarebbe nemmeno allevato e non esisterebbe, di cosa stiamo parlando? Per favore